• 29 Maggio 2026 18:07

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Aston Martin vietata nelle nuove avventure di James Bond

Mag 29, 2026

Immaginate James Bond senza la sua Aston Martin. È un po’ come pensare a un Martini senza oliva o a uno smoking senza papillon: un’immagine quasi impossibile da accettare per milioni di fan in tutto il mondo. Eppure, nel raffinato e silenzioso mondo della letteratura di spionaggio, è scattato un ordine perentorio che somiglia a un sabotaggio da parte della Spectre: “Niente Aston Martin nei libri”.

Questa curiosa vicenda, che mescola diritti d’autore, colossi del web e tradizione letteraria, è emersa durante l’Hay Festival in Galles grazie alle rivelazioni dello scrittore Vaseem Khan. L’autore, incaricato di espandere l’universo di 007 con una serie di spin-off dedicati al geniale Q, ha scoperto a sue spese che la celebre fuoriserie britannica è diventata un tabù editoriale.

Il “niet” della Ian Fleming Publications

Il motivo di questo bando non risiede in una scelta estetica, ma in una complessa manovra commerciale. La società che detiene i diritti letterari di Ian Fleming ha infatti imposto il veto per non interferire nelle “delicate” trattative con Amazon, il gigante del commercio elettronico che stava completando l’acquisizione del franchise cinematografico da Eon Productions.

La logica dietro questa censura automobilistica è sottile: l’Aston Martin è un’icona dei film, non dei romanzi originali. Nei libri di Fleming, James Bond era solitamente un uomo da Bentley. Usare l’Aston Martin nelle nuove opere scritte avrebbe creato sovrapposizioni e potenziali conflitti legali in un momento in cui Amazon stava assumendo il controllo creativo della saga sul grande schermo. In breve, nessuno voleva “calpestare i piedi” alla produzione cinematografica mentre si firmavano contratti miliardari.

Q e la Caterham: il genio si deve sporcare le mani

L’effetto di questa decisione ha costretto gli autori a soluzioni creative piuttosto bizzarre. Vaseem Khan ha raccontato che nel suo primo romanzo, Quantum of Menace, aveva inizialmente assegnato a Q una fiammante Aston Martin. Fermato dalla casa editrice, ha dovuto ripiegare su una Caterham, un’auto decisamente meno glamour e, soprattutto, da assemblare pezzo per pezzo.

Non è andata meglio a Kim Sherwood, autrice di una trilogia sulla sezione 00, che è stata gentilmente indirizzata verso il marchio Alpine. Tuttavia, in questa guerra di spie e clausole contrattuali, c’è spazio anche per la ribellione: la Sherwood ha confessato di aver inserito “clandestinamente” un’Aston Martin nel suo terzo romanzo. “Credo che non se ne siano accorti“, ha dichiarato con un pizzico di ironia tipicamente britannica.

Un futuro incerto tra pagine e pellicola

Questa vicenda solleva una questione affascinante: chi è il vero proprietario dell’anima di Bond? Se da un lato la letteratura cerca di tornare alle origini del personaggio (la Bentley di Fleming), dall’altro il cinema ha creato un immaginario talmente potente da rendere l’Aston Martin quasi obbligatoria.

Resta ora da capire se questa “messa al bando” letteraria sia il preludio a un cambiamento anche nei futuri film ora che Amazon ha il controllo della saga. Per il momento, l’unica certezza è che nei prossimi romanzi l’agente segreto più famoso del mondo dovrà guardarsi non solo dai proiettili dei nemici, ma anche dai legali dei grandi gruppi editoriali, pronti a togliergli le chiavi della macchina più amata della storia del cinema.

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