• 26 Maggio 2026 13:26

Corriere NET

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Il caso dei caschi rubati a Roma e rivenduti su Vinted

Mag 26, 2026

C’è una storia che gira da qualche mese nella Capitale e che, più la si approfondisce, più risulta difficile da credere. Non per la gravità del gesto in sé ma per la vastità del fenomeno, per il profilo delle persone coinvolte e per il modo in cui tutto si è evoluto. Parliamo dei caschi Cooltra, gli elmetti blu e verdi che la società spagnola mette a disposizione degli utenti che noleggiano i suoi 1.500 scooter elettrici a Roma. O meglio: che cercava di mettere a disposizione, prima che centinaia di persone decidessero di portarseli via.

E adesso quegli stessi caschi finiscono su Vinted, la popolare app di compravendita di abbigliamento e accessori usati. Ben visibili, con tanto di foto che non lasciano dubbi sulla provenienza, venduti da chi forse non ha ancora capito (o finge di non capire) che stare dall’altra parte di quella transazione può costare molto caro.

Un fenomeno di massa

Cooltra ha iniziato a registrare furti sistematici di caschi a partire dalla fine del 2023. Il meccanismo del servizio è semplice: l’utente noleggia il motorino, trova il casco nel bauletto, lo usa e alla fine della corsa lo rimette dentro. O almeno, questo sarebbe il piano. Invece, un numero impressionante di persone ha pensato bene di tenersi il casco per usarlo o per rivenderlo.

La società ha risposto affidandosi a un gruppo di investigatori privati, fornendo loro i nomi degli ultimi utenti registrati per ogni motorino il cui casco risultava mancante al termine dell’utilizzo. Le indagini si sono svolte sia sulle strade di Roma sia sui social network: uno degli indagati, ad esempio, aveva postato una foto sugli sci indossando ancora il casco Cooltra, facilitando enormemente il lavoro degli investigatori.

Il risultato è stato che la procura di Roma ha aperto un’inchiesta che ha coinvolto inizialmente oltre mille persone. E chi sono questi ladri di caschi? Un campionario trasversale della società romana che ha trovato nel casco dello scooter elettrico un souvenir fin troppo facile da portare a casa. La situazione nel tempo è migliorata ma il fenomeno non si è fermato del tutto. E l’ultimo capitolo, quello dei caschi rivenduti su Vinted, dimostra che c’è ancora qualcuno convinto di poterla fare franca.

Partono le denunce

Cooltra non si è limitata a sperare in un cambiamento spontaneo di comportamenti. L’azienda ha presentato una serie di denunce formali, avviando un procedimento che ha portato la procura di Roma a chiedere il rinvio a giudizio per un primo gruppo ristretto di imputati, accusati di ricettazione. Tre di loro hanno tra i 19 e i 22 anni. 

Il primo procedimento si è già concluso, con dieci imputati che hanno preferito chiudere la vicenda in modo rapido: sette di loro avevano già versato un risarcimento di 400 euro a Cooltra accompagnato da una lettera di scuse formale, altri tre hanno chiesto il rinvio per fare lo stesso. La società ha accettato le scuse e ritirato le querele nei confronti di chi aveva risarcito, ma questo non basta a chiudere la partita sul piano penale. La ricettazione è un reato procedibile d’ufficio, il che significa che il processo può tenersi indipendentemente dalla volontà della parte offesa. Chi pensava di cavarsela con poche centinaia di euro e una mail di scuse potrebbe ritrovarsi comunque davanti a un giudice.

L’avvocato Federico Sinagra, che segue per conto di Cooltra tutti i casi di furto, ha sottolineato come il rischio concreto per gli imputati sia una condanna fino a otto anni di carcere. 

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