BYD porta nei concessionari italiani la Dolphin G DM-i, la prima utilitaria ibrida plug-in del marchio cinese pensata appositamente per il vecchio continente. La presentazione ufficiale è arrivata nelle scorse ore con le prime immagini e le specifiche tecniche, abbastanza da smuovere il mercato delle vetture compatte. Anche se i prezzi verranno comunicati a breve, il quadro che emerge è già abbastanza chiaro da capire che BYD non sta scherzando.
Nata per l’Europa
A colpo d’occhio, la Dolphin G DM-i si distingue dalla versione full electric da cui trae ispirazione. Il frontale è stato ridisegnato in chiave più moderna ed europea: gruppi ottici sottili, paraurti sportivo con feritoie laterali e prese d’aria nella parte bassa. Le fiancate risultano più armoniose rispetto all’elettrica, con linee meno taglienti e un disegno del montante posteriore rivisto. In coda i fari mantengono una forma simile alla Dolphin originale, ma il complesso è più equilibrato, meno aggressivo, più adatto al gusto del Vecchio continente.
Le dimensioni confermano l’orientamento verso il nostro mercato. La Dolphin G DM-i è lunga 4,16 metri (13 centimetri in meno rispetto alla versione elettrica) ma è più larga di 6 centimetri, con un totale di 1,83 metri. Il passo si attesta a 2,61 metri, anche questo leggermente ridotto rispetto all’elettrica.
Stella Li, vice presidente di BYD, ha inquadrato la filosofia del progetto senza giri di parole: “Qui il segmento B è uno dei più importanti. Con questo modello rendiamo la mobilità sostenibile accessibile e alla portata di un numero sempre maggiore di persone.” Un discorso di posizionamento che suona familiare, ma che in questo caso è supportato da una proposta tecnica concreta.
Prima plug-in compatta
Il cuore della Dolphin G DM-i è il powertrain Super Hybrid di BYD, un sistema che privilegia la trazione elettrica ogni volta che le condizioni lo permettono, ricorrendo al motore termico solo quando necessario. I risultati in termini di consumi sono da far girare la testa: fino a 71 km con un litro di benzina a batteria carica, e fino a 23 km per litro anche a batteria scarica. Numeri che fanno capire come questo sistema funzioni in modo molto diverso rispetto a un’ibrida plug-in tradizionale.
L’autonomia totale complessiva supera, secondo BYD, i 1.000 km con un pieno di carburante e la batteria carica. E questo è esattamente il tipo di proposta che, nel segmento delle compatte, non esiste ancora oggi con queste caratteristiche.
Sul fronte dello spazio, il bagagliaio offre 425 litri con i sedili in posizione normale, che diventano 1.225 litri abbattendo gli schienali posteriori. Dati da berlina di segmento C, non da utilitaria, e che confermano come BYD abbia lavorato con grande attenzione all’abitabilità pratica.
Vuole rivoluzionare il mercato
Il prezzo è il pezzo mancante del puzzle, quello che deciderà davvero se la Dolphin G DM-i è la rivoluzione che promette di essere o semplicemente un’auto interessante. BYD non ha ancora comunicato il listino italiano, ma le premesse sono chiare. La Dolphin full electric parte da 33.790 euro; guardando a come è stato posizionato il listino di altri modelli ibridi plug-in della gamma BYD è ragionevole aspettarsi che la versione plug-in della compatta si posizioni a poco più di 30.000 euro, o comunque in linea con quella soglia.
Se così fosse, il confronto con la concorrenza europea sarebbe impietoso. Una plug-in compatta con oltre 1.000 km di autonomia totale e consumi da record, a un prezzo che si avvicina o tocca i 30.000 euro, a oggi non ha rivali diretti nel segmento.