C’è una frase che si sente spesso quando si parla di intelligenza artificiale e automazione: “certi lavori non potranno mai essere sostituiti da una macchina“. Il meccanico, il gommista, chi lavora con le mani su pezzi reali, con strumenti veri, in ambienti imprevedibili è sempre stato considerato al sicuro. Ora una startup americana sta cercando di smentire anche questo assunto, e lo fa con un sistema robotico che promette di cambiare le gomme al posto vostro, dall’inizio alla fine, senza che nessuno metta mano alla chiave a croce.
Si chiama SmartBay, l’ha sviluppata Automated Tire, startup con sede a Boston, e il suo funzionamento è tanto semplice da descrivere quanto complesso da realizzare: il veicolo entra nella piattaforma robotica, viene sollevato su una struttura simile a un ponte elevatore, e da quel momento in poi è il sistema ad occuparsi di tutto. Sostituzione degli pneumatici, ispezione del veicolo, equilibratura. Zero intervento umano durante le fasi operative. L’unico ruolo lasciato alla persona in carne e ossa è quello di supervisore, seduto davanti a un pannello di controllo mentre il robot lavora.
Servizio completo
Quello che rende SmartBay diverso da un semplice macchinario industriale è la capacità del sistema di adattarsi ai singoli veicoli. Non parliamo di un braccio meccanico preprogrammato per eseguire sempre lo stesso movimento su sempre la stessa ruota. Qui entrano in gioco la visione artificiale e il machine learning: il robot “legge” il veicolo che ha davanti, ne interpreta le caratteristiche e regola il proprio intervento di conseguenza.
C’è un altro aspetto che vale la pena sottolineare. A differenza del metodo tradizionale, che prevede lo smontaggio completo della ruota dal mozzo, SmartBay interviene sullo pneumatico senza rimuovere l’intera ruota. Il sistema gestisce la sostituzione e poi provvede direttamente all’equilibratura del gruppo ruota una volta montata la gomma nuova. Tutto in un’unica sequenza automatizzata, senza che il veicolo debba spostarsi tra una stazione e l’altra.
Tempistiche rapidissime
I numeri che Automated Tire mette sul tavolo sono quelli che fanno più effetto. Oggi un cambio gomme tradizionale richiede in media circa 75 minuti. Con SmartBay, l’intera operazione si completerebbe in circa 30 minuti. Già questo sarebbe sufficiente ad attirare l’attenzione di qualsiasi titolare di gommista, ma c’è di più.
Un singolo operatore umano può supervisionare fino a tre postazioni SmartBay contemporaneamente. Questo si traduce, in teoria, in una capacità oraria di circa 24 pneumatici gestiti da una sola persona, contro i quattro che un tecnico tradizionale riesce a seguire nello stesso lasso di tempo. Sei volte tanto. Un salto di produttività che, se confermato nella pratica, avrebbe conseguenze difficili da ignorare per chiunque gestisca un’officina o un punto vendita di pneumatici.
Il modello di business scelto dalla startup non prevede la vendita del macchinario, ma un abbonamento mensile: circa 4.900 dollari al mese. Una cifra non banale, ma che Automated Tire considera sostenibile rispetto al guadagno in termini di efficienza e riduzione del personale necessario.
Futuro a rischio per i gommisti?
La domanda che aleggia su tutta questa storia è quella più difficile da rispondere: cosa succederà ai gommisti? E più in generale, a chi lavora in officina su operazioni ripetitive e standardizzate? Vale la pena ricordare che il settore dell’autoriparazione non è nuovo ai cambiamenti. Già nel 2013, con l’introduzione della categoria unificata della meccatronica, la figura del meccanico si è dovuta evolvere profondamente, incorporando competenze elettroniche prima riservate ad altre specializzazioni. I veicoli di oggi richiedono una lettura integrata che fino a vent’anni fa sarebbe sembrata fantascienza.
Adesso si aggiunge un pezzo in più: l’automazione delle operazioni più ripetitive, quelle che fino a oggi sembravano troppo fisiche, troppo variabili, troppo “manuali” per essere delegate a una macchina. SmartBay non è ancora diffuso, non è ancora stato testato su larga scala in contesti reali, e i 4.900 dollari mensili non sono alla portata di tutte le officine indipendenti. Ma la direzione è tracciata, e ignorarla sarebbe da ingenui.
Il rischio vero non è che il robot prenda il posto del gommista domani mattina. Il rischio, più sottile, è che le grandi catene di pneumatici adottino tecnologie simili nel giro di pochi anni, cambiando l’economia del settore in modo irreversibile.