• 20 Maggio 2026 10:20

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Gp Canada, la prima Sprint di Montreal: gomme, graining e la variabile meteo

Mag 20, 2026

La F1 torna a respirare aria canadese e lo fa con una novità assoluta per il circuito dell’Ile Notre-Dame. Per la prima volta nella storia, il weekend di Montreal ospiterà una gara Sprint. Un cambiamento non banale, che aggiunge un livello ulteriore di complessità a un tracciato già di per sé imprevedibile e a forte evoluzione. Il “Gilles Villeneuve” si presenta così al Circus con qualche settimana di anticipo rispetto alla tradizione, in un contesto tecnico che ruota, ancora una volta, attorno al tema più sensibile dell’era moderna della F1: la gestione degli pneumatici.

Pirelli porta in Canada la selezione più morbida della gamma 2026, C3 come Hard, C4 come Medium e C5 come Soft. Tre mescole pensate per massimizzare la prestazione sul giro secco ma che, su un tracciato stop-and-go e con asfalto in continua trasformazione, potrebbero aprire scenari strategici tutt’altro che lineari.

Un circuito unico nel calendario

Il circuito di Montreal è uno dei più riconoscibili dell’intero mondiale. Un tracciato da 4,361 chilometri, 14 curve e una natura ibrida tra cittadino e permanente che lo rende estremamente sensibile alle condizioni del tracciato. Le forti staccate si alternano a tratti di accelerazione piena, imponendo un lavoro continuo sugli pneumatici sia in fase di frenata che di trazione. Le gomme anteriori sono sottoposte a stress da blocaggio, mentre quelle posteriori devono garantire trazione immediata in uscita dalle chicane lente. Il punto più iconico resta l’ultima chicane prima del lungo rettilineo del traguardo, che porta al celebre “muro dei campioni“, uno dei simboli più severi della F1 moderna.

Quella del 2026 sarà la 55edizione edizione del GP del Canada, la 45esima sul tracciato dell’isola di Notre-Dame. Lewis Hamilton e Michael Schumacher condividono il primato di vittorie (7) e pole position (6), mentre la McLaren guida la classifica costruttori con 13 successi, davanti alla Ferrari ferma a 12.

Ma Montreal è anche storia estrema, qui si è corso il GP più lungo della F1 moderna, nel 2011, durato oltre quattro ore e deciso dalla pioggia torrenziale che trasformò la gara in una maratona di sopravvivenza.

Asfalto nuovo, grip in evoluzione

Il vero punto tecnico del weekend sarà la superficie. L’asfalto del tracciato, rifatto nel 2024, è estremamente liscio e poco abrasivo. Una caratteristica che riduce il degrado ma aumenta un altro fenomeno, la sensibilità termica e strutturale delle gomme. Trattandosi di una pista utilizzata esclusivamente nel weekend di gara, l’evoluzione del grip è rapidissima. Si passa da una condizione “verde” il venerdì a livelli molto più competitivi già nel corso del sabato, con un aumento significativo dell’aderenza meccanica. Lo scorso anno il protagonista tecnico fu il graining, presente fino alla gara domenicale. Con le nuove specifiche Pirelli, il fenomeno potrebbe risultare meno aggressivo e addirittura sparire già dopo il venerdì, ma resta una variabile aperta soprattutto nei long run iniziali.

Soft, Medium e Hard: una gamma estrema

La scelta Pirelli per Montreal va nella direzione della prestazione pura. C5 Soft, C4 Medium e C3 Hard rappresentano un salto verso mescole più morbide rispetto ad altri appuntamenti del calendario. La Soft sarà la protagonista naturale della qualifica e della Sprint. Il suo punto di forza è il warm-up immediato. In un circuito dove le temperature possono essere basse e il grip iniziale scarso, entrare in finestra operativa rapidamente sarà fondamentale. La Medium si candida invece a essere la gomma di riferimento per la Sprint Race. Offre un compromesso ideale tra stabilità e durata, soprattutto in una gara breve dove il degrado non è il problema principale, ma lo è la gestione delle fasi di trazione. La Hard, infine, rappresenta la scelta più conservativa per il GP. In un contesto dove la strategia a una sosta potrebbe tornare protagonista, la C3 diventa la base per costruire stint lunghi e regolari.

Il fattore temperatura, il rischio invisibile

A Montreal la variabile più imprevedibile non è la pista, ma il clima. Il cambio di data rispetto al passato potrebbe portare temperature più rigide rispetto allo standard canadese. Questo elemento incide direttamente sulla capacità delle gomme di entrare in finestra operativa, soprattutto in qualifica. Il rischio è duplice, faticare nel giro secco o stressare eccessivamente gli pneumatici nelle prime fasi di gara. La Soft, in questo scenario, diventa un’arma a doppio taglio. Perfetta per il giro veloce, ma delicata se usata oltre il limite ideale di temperatura.

Strategie Sprint

Il formato Sprint cambia completamente la lettura del weekend. Con una sola sessione di prove libere utili alla messa a punto, le squadre dovranno trovare rapidamente il giusto compromesso. La Sprint di sabato potrebbe vedere strategie aggressive, con un utilizzo diffuso della Medium per evitare degradi improvvisi e mantenere costanza sul ritmo gara. La Soft resta una possibilità concreta per chi vuole guadagnare posizioni nelle fasi iniziali, ma il rischio di drop prestazionale potrebbe limitarne l’efficacia nella seconda metà della gara breve.

Il debutto della Sprint a Montréal aggiunge un ulteriore livello di complessità a un circuito già altamente variabile. Tra asfalto nuovo, temperature incerte e mescole spinte verso il limite, il weekend canadese si presenta come una delle sfide tecniche più aperte della stagione. Ancora una volta, come spesso accade in F1, non sarà solo la velocità a fare la differenza. Ma la capacità di leggere le gomme prima degli avversari.

La lezione del 2025

I dati della passata edizione offrono indicazioni preziose. Nel 2025 la doppia sosta si è rivelata complessivamente più veloce rispetto alla strategia a una fermata, anche se quest’ultima è stata adottata solo da chi partiva nelle retrovie. Alla partenza, la griglia si è divisa quasi equamente tra Medium e Hard, con l’Hard che ha mostrato maggiore costanza sul passo gara, soprattutto nelle fasi centrali. La Soft è rimasta ai margini della strategia principale, utilizzata solo in caso di neutralizzazioni o per sprint finali nel finale di gara. Un segnale chiaro, a Montreal la velocità pura non basta, serve gestione.

Le due mescole più dure sono state le protagoniste assolute della gara. Soltanto nel finale, quando la gara era neutralizzata, Piastri, Stroll, Bearman e Hadjar, hanno montato un set di Soft ma non lo hanno praticamente utilizzato perché la corsa è terminata senza una ripartenza. Lo stint più lungo in assoluto è stato completato da Ocon (Haas) e Sainz (Williams), che hanno percorso 57 giri con la Hard montata alla partenza. Con le Medium il primatista è stato Albon (Williams), arrivato fino a 23 giri con il set di C5 usato al via.

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