• 11 Maggio 2026 21:53

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Giro d’Italia, primo giorno di riposo. Si riparte da Catanzaro

Mag 11, 2026

AGI – Primo giorno di riposo per il Giro d’Italia 2026 che domani ripartirà da Catanzaro. La quarta tappa della Corsa Rosa vedrà i corridori al via nella città calabrese per arrivare a Cosenza dopo 138 km.

La tre giorni in Bulgaria si è chiusa con il dominio della Soudal Quick-Step e della doppia vittoria di Paul Magnier, nella prima e nella terza tappa, con Jonathan Milan beffato proprio sul traguardo di Sofia. La seconda frazione ha invece evidenziato lo stato di forma di Jonas Vingegaard, leader della Visma e grande favorito per la vittoria finale.

La sfida per la maglia rosa

Alla sua prima partecipazione al Giro d’Italia il danese dovrà vedersela con Giulio Pellizzari, speranza azzurra per il podio finale e per un successo che manca ormai dal 2016, quando fu Vincenzo Nibali a chiudere con la maglia di leader sulle spalle.

Le difficoltà della Uae team emirates

Sarà dunque una sfida a due, con la UAE Team Emirates-XRG dimezzata a causa della maxi caduta che ha coinvolto Adam Yates, Jay Vine e Marc Soler e praticamente fuori dai giochi senza uomini di classifica.

Le parole di Vingegaard sulla partenza

Il danese ha comunque criticato in patria la partenza dalla Bulgaria: “Forse sono strade un po’ più pericolose rispetto ad altri posti, ma è così’. Tutto sommato, sono contento di come è andata. Avrei evitato volentieri il viaggio. Ho portato la mascherina e il disinfettante per le mani. E non vedo l’ora di tornare in Italia”.

La tappa Catanzaro-Cosenza

Domani si riparte da una tappa sostanzialmente piatta per i primi 80 chilometri, dove è stato piazzato lo sprint intermedio, l’unico GPM (seconda categoria) sarà a Cozzo Tunno, una salita lunga 15 chilometri che potrebbe fare selezione oppure favorire le fughe da lontano. Ma nel caso in cui i velocisti dovessero tenere il passo potrebbe esserci l’arrivo in volata.

Lo sguardo alla quinta tappa

Mercoledì, invece, frazione collinare, la Praia a Mare-Potenza di 203 chilometri, altra incognita per gli uomini di classifica che dovranno fare attenzione a eventuali pericoli.

AGI – Primo giorno di riposo per il Giro d’Italia 2026 che domani ripartirà da Catanzaro. La quarta tappa della Corsa Rosa vedrà i corridori al via nella città calabrese per arrivare a Cosenza dopo 138 km.
La tre giorni in Bulgaria si è chiusa con il dominio della Soudal Quick-Step e della doppia vittoria di Paul Magnier, nella prima e nella terza tappa, con Jonathan Milan beffato proprio sul traguardo di Sofia. La seconda frazione ha invece evidenziato lo stato di forma di Jonas Vingegaard, leader della Visma e grande favorito per la vittoria finale.
La sfida per la maglia rosa
Alla sua prima partecipazione al Giro d’Italia il danese dovrà vedersela con Giulio Pellizzari, speranza azzurra per il podio finale e per un successo che manca ormai dal 2016, quando fu Vincenzo Nibali a chiudere con la maglia di leader sulle spalle.
Le difficoltà della Uae team emirates
Sarà dunque una sfida a due, con la UAE Team Emirates-XRG dimezzata a causa della maxi caduta che ha coinvolto Adam Yates, Jay Vine e Marc Soler e praticamente fuori dai giochi senza uomini di classifica.
Le parole di Vingegaard sulla partenza
Il danese ha comunque criticato in patria la partenza dalla Bulgaria: “Forse sono strade un po’ più pericolose rispetto ad altri posti, ma è così’. Tutto sommato, sono contento di come è andata. Avrei evitato volentieri il viaggio. Ho portato la mascherina e il disinfettante per le mani. E non vedo l’ora di tornare in Italia”.
La tappa Catanzaro-Cosenza
Domani si riparte da una tappa sostanzialmente piatta per i primi 80 chilometri, dove è stato piazzato lo sprint intermedio, l’unico GPM (seconda categoria) sarà a Cozzo Tunno, una salita lunga 15 chilometri che potrebbe fare selezione oppure favorire le fughe da lontano. Ma nel caso in cui i velocisti dovessero tenere il passo potrebbe esserci l’arrivo in volata.
Lo sguardo alla quinta tappa
Mercoledì, invece, frazione collinare, la Praia a Mare-Potenza di 203 chilometri, altra incognita per gli uomini di classifica che dovranno fare attenzione a eventuali pericoli.

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