• 11 Maggio 2026 19:07

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Porsche, taglio di oltre 500 posti: chiuse tre società controllate

Mag 11, 2026

Porsche compie una netta scelta di campo. Il brand che ha edificato il suo successo e la sua leggenda sulla solidità stringe la cinghia, a costo di prendere decisioni sofferte, come accompagnare alla porta oltre 500 dipendenti. Tramonta una stagione di espansione orizzontale, dove l’imperativo era ampliare le aree di business, a favore di una strategia dove la protezione del proprio baricentro produttivo ha la precedenza.

Il riallinamento strategico

Il colosso di Stoccarda ha annunciato la chiusura di tre realtà controllate: Cellforce Group GmbH (batterie), Porsche eBike Performance GmbH (sistemi per biciclette) e Cetitec GmbH (software), la diretta conseguenza del passaggio da una fase di “entusiasmo tecnologico” a una di “disciplina finanziaria”. Insistere sulla stessa linea sembrava ormai insostenibile.

Non se la racconta Porsche. In un mercato globale sempre più instabile, la dispersione di risorse può tramutarsi in un punto debole fatale. A guidare questa sterzata sono i vertici dell’azienda, secondo cui la sopravvivenza nell’alto di gamma impone dedizione assoluta all’attività primaria della Casa.

“Dobbiamo tornare a concentrarci sul nostro core business. È la base indispensabile per un riallineamento strategico di successo. Questo ci costringe a tagli dolorosi, anche tra le nostre controllate”

Le parole dell’amministratore delegato Michael Leiters non lasciano spazio a fraintendimenti: Porsche sta riducendo il proprio raggio d’azione. In un altro periodo storico proseguire sulla stessa linea sarebbe forse stato possibile, non oggi però, non dopo le difficoltà riscontrate nella transizione elettrica con margini diventati sottili, nonostante lo sviluppo e la commercializzazione di vetture di lusso.

Centinaia di posti di lavoro tagliati

Desta clamore la situazione di Cellforce, una realtà nella quale Porsche aveva riposto grosse speranze. Doveva essere la fucina delle celle ad alte prestazioni per le sportive del futuro, un pilastro dell’indipendenza tecnologica del marchio, eppure la Casa tedesca ha deciso di fermare la società: le prospettive economiche nel lungo periodo non garantiscono più la sostenibilità necessaria. E a pagarne le conseguenze sono i circa 50 specialisti nella sede di Kirchentellinsfurt.

Ma l’impatto maggiore ricade su Porsche eBike Performance. Con circa 350 dipendenti coinvolti tra Ottobrunn e la Croazia, la società rappresentava l’incursione del costruttore nel comparto della pedalata assistita. Sebbene il brand continuerà a vendere e-bike col proprio logo, non andrà avanti a produrre internamente i motori, perché il cambiamento troppo repentino delle condizioni di mercato impedisce di continuare a sostenere la realizzazione di sistemi di trazione proprietari.

Infine, il taglio ha colpito Cetitec e i suoi 90 dipendenti, impegnati nei software per la comunicazione dati. In questa area tecnica vitale Porsche ha corretto la rotta, snellendo la logica di gestione, senza le sovrapposizioni e le dispersioni tipiche delle strutture troppo ramificate.

La ritirata strategica è figlia di un momento complicato, tra la flessione registrata nel mercato cinese e la pressione dei dazi internazionali. Di fatto, siamo davanti a un’inversione di marcia totale. Quella voglia di apparire come una “tech-company” a tutti i costi, investendo pesantemente in software e mobilità leggera, è stata messa in soffitta: si pensa a blindare i conti e tornare all’identità di costruttore puro.

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