AGI – L’unica spagnola in una finale delle Coppe europee arriva da Madrid ma non è il Real e nemmeno l’Atletico: il miracolo lo ha compiuto il Rayo Vallecano che il 27 maggio sfiderà il Crystal Palace a Lipsia per la conquista della Conference.
A dispetto di una stagione deludente nella Liga (11mo posto, appena sopra la lotta salvezza), la folgore del tecnico Iñigo Perez ha migliorato l’unico acuto europeo del 2000/2001, quando era approdato ai quarti di finale di Coppa Uefa.
Un secolo di storia e identità
Il Rayo Vallecano ha un secolo di storia (fu fondato nel 1924) e ha sede a Vallecas, immenso e storico quartiere operaio del sud-est di Madrid con un forte spirito comunitario e battagliero.
Il quartiere di Vallecas
Questo barrio multietnico di mezzo milione di abitanti, con una forte presenza sudamericana, è stato annesso alla capitale nel 1950 ed è oggi diviso nei distretti di Puente de Vallecas e Villa de Vallecas, segnati dalla crisi economica ma uniti nel tifo per i colori biancorossi.
Lo stadio e la gente
È soprattutto il Rayo a unire operai e giovani, pensionati e disoccupati, che gremiscono lo stadio Teresa Riveros, un impianto degli anni ’30 con appena 15mila posti, due tribune, una gradinata e palazzi da cui si guarda la partita.
Un impianto tra problemi e polemiche
Non esiste una biglietteria online ma solo i botteghini, e le condizioni fatiscenti dello stadio e del campo hanno portato a un rinvio e a un mese di esilio forzato. Il Comune vorrebbe ampliarlo, ma l’ipotesi di un nuovo stadio ha scatenato la rivolta dei tifosi Franjirrojos.
La tifoseria e l’identità sociale
La tifoseria di quella che è chiamata la “Stalingrado di Spagna” è prevalentemente di sinistra. I Bukaneros, ultras antifascisti, provengono da un centro sociale vicino allo stadio. Non a caso Pablo Iglesias, leader di Podemos, è nato a Vallecas ed è tifoso del Rayo.
Un’impresa che cambia la mappa europea
Grazie all’impresa del Rayo Vallecano, la Spagna è certa di una quinta squadra in Champions League e, in caso di successo in finale, potrebbe ottenere anche una terza squadra in Europa League.
AGI – L’unica spagnola in una finale delle Coppe europee arriva da Madrid ma non è il Real e nemmeno l’Atletico: il miracolo lo ha compiuto il Rayo Vallecano che il 27 maggio sfiderà il Crystal Palace a Lipsia per la conquista della Conference.
A dispetto di una stagione deludente nella Liga (11mo posto, appena sopra la lotta salvezza), la folgore del tecnico Iñigo Perez ha migliorato l’unico acuto europeo del 2000/2001, quando era approdato ai quarti di finale di Coppa Uefa.
Un secolo di storia e identità
Il Rayo Vallecano ha un secolo di storia (fu fondato nel 1924) e ha sede a Vallecas, immenso e storico quartiere operaio del sud-est di Madrid con un forte spirito comunitario e battagliero.
Il quartiere di Vallecas
Questo barrio multietnico di mezzo milione di abitanti, con una forte presenza sudamericana, è stato annesso alla capitale nel 1950 ed è oggi diviso nei distretti di Puente de Vallecas e Villa de Vallecas, segnati dalla crisi economica ma uniti nel tifo per i colori biancorossi.
Lo stadio e la gente
È soprattutto il Rayo a unire operai e giovani, pensionati e disoccupati, che gremiscono lo stadio Teresa Riveros, un impianto degli anni ’30 con appena 15mila posti, due tribune, una gradinata e palazzi da cui si guarda la partita.
Un impianto tra problemi e polemiche
Non esiste una biglietteria online ma solo i botteghini, e le condizioni fatiscenti dello stadio e del campo hanno portato a un rinvio e a un mese di esilio forzato. Il Comune vorrebbe ampliarlo, ma l’ipotesi di un nuovo stadio ha scatenato la rivolta dei tifosi Franjirrojos.
La tifoseria e l’identità sociale
La tifoseria di quella che è chiamata la “Stalingrado di Spagna” è prevalentemente di sinistra. I Bukaneros, ultras antifascisti, provengono da un centro sociale vicino allo stadio. Non a caso Pablo Iglesias, leader di Podemos, è nato a Vallecas ed è tifoso del Rayo.
Un’impresa che cambia la mappa europea
Grazie all’impresa del Rayo Vallecano, la Spagna è certa di una quinta squadra in Champions League e, in caso di successo in finale, potrebbe ottenere anche una terza squadra in Europa League.