• 5 Maggio 2026 14:23

Corriere NET

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Vandali auto della notte, cosa si fa per una challenge sui social

Mag 5, 2026

Scordatevi il vecchio dispetto del vicino o la ragazzata fatta per noia. Oggi, se la mattina trovi la portiera ridotta in cattive condizioni, hai poco da prendertela con la sfortuna: tuo malgrado, sei finito in uno script online. Corre veloce il vandalismo 3.0, un cortocircuito dove si fatica a scindere la violenza gratuita dall’esibizionismo da smartphone. Nelle strade delle maggiori città, da Milano a Roma, fino a Torino, una vettura parcheggiata attira anche le sgradevoli attenzioni di facinorosi, disposti a qualunque scorrettezza pur di guadagnare popolarità online.

Lo show criminale sulle strade

Qui il furto non c’entra. Il punto è affermarsi a spese altrui, in uno scenario dove non esistono limiti, tra individui pronti a esibirsi sul tetto della macchina come se fosse una pista da ballo, a staccare loghi come se fossero scalpi e a firmare le scorribande con una cattiveria mai vista prima. Tutto nasce dalle challenge: sfide nate sui social dove vince chi la spara più grossa, chi rompe di più. Il video viene girato in diretta, mentre i coetanei esaltano l’impresa perché, nella prospettiva distorta di certi ragazzi, una manciata di like batte il rispetto verso gli altri.

L’amarezza vera si nasconde qui: l’auto viene colpita a causa della sua visibilità e della facilità nel passarla liscia. Ferma, esposta, spesso lasciata  a lungo fuori, si presta alle pratiche illecite dei “giustizieri della notte”, che se la prendono con ogni componente per mettere in bella vista il trofeo “personale”. In passato avrebbe cercato il completo anonimato, oggi, invece, pensa all’inquadratura, fiero delle proprie “prodezze” e poco importa degli effetti sulle ignare vittime. Con il malcapitato di turno ridotto a comparsa involontaria di una clip, il video resterà magari online solo per poche ore, ma lascerà dietro una fattura salata.

E il divertimento finisce. Oltre a dover sbollire la rabbia, chi trova la macchina rovinata deve fotografare i danni, capire se ci sono telecamere nei dintorni, presentare denuncia, contattare l’assicurazione, portare il veicolo del carrozzerie e augurarsi il risarcimento. Non sempre va così. Tra franchigie, esclusioni e iter amministrativi, il proprietario rischia di pagare comunque una parte importante della spesa. E poi bisogna considerare il periodo di indisponibilità del mezzo, con la quale magari ci si reca sul posto di lavoro o si accompagnano i figli a scuola.

Quanto costa la riparazione

Ma passiamo ai conti. In media spiega Davide Galli a Quattroruote, un graffio “da manuale” con una chiave su una fiancata costa sui 1.500 euro, perché le auto sono diventate ben più complesse, delle fragili “astronavi” piene di tecnologia. Qualora il vandalo becchi una vernice particolare o uno dei tanti sensori ADAS presenti sulle vetture di ultima generazione, la spesa da mettere in preventivo lievita a dismisura, in quanto l’intervento interessa pure elettronica.

Resta il paradosso di un’epoca in cui la visibilità digitale ha più valore della proprietà privata e dove l’unico vero deterrente sembra essere rimasto la speranza di un occhio elettronico – quello di una dashcam o di una telecamera comunale – capace di trasformare una clip virale in una prova schiacciante in tribunale.

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