• 5 Maggio 2026 13:40

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Folla ai funerali di Zanardi a Padova. La handbike di Alex davanti all’altare

Mag 5, 2026

AGI – Piove fuori dalla chiesa di Santa Giustina a Padova, dove alle 11 sono iniziati i funerali di Alex Zanardi, campione automobilistico prima e poi alfiere degli atleti paralimpici.

La handbike di Zanardi davanti all’altare 

Davanti all’altare è presente la sua handbike. Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso del feretro. Dopo l’abbraccio tra Daniela, la moglie di Alex Zanardi e don Marco Pozza. La basilica è gremita di persone. Decine i giornalisti con telecamere e cellulari.

La basilica è gremita di persone 

Tra i primi banchi in Chiesa presenti il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ma anche Giovanni Malagò, Luca Pancalli, Luca Zaia, Bebe Vio, Alberto Tomba, insieme a tante altre autorità del mondo sportivo e istituzionale.

A celebrare la funzione don Marco Pozza, cappellano del carcere ‘Due Palazzi‘ e amico personale del pilota, che ha aperto l’omelia ripercorrendo le origini di Zanardi attraverso le sue stesse parole.

Don Pozza: “Zanardi ci ha insegnato a vivere da protagonisti”

 “L’inizio di questa storia è semplicissimo“, ha esordito il sacerdote citando il campione. “Sono nato come figlio di un saggissimo idraulico, di una madre casalinga che la sera, per arrotondare lo stipendio, faceva le asole alle camicie. Tante volte mi alzavo nel cuore della notte e vedevo una luce accesa: era mamma che lavorava”. Da quelle radici umili, ha ricordato don Pozza, nacque il sogno apparentemente impossibile di diventare pilota di Formula 1. “Eppure bisognava provarci. Ogni cosa, anche la più incredibile, è originata da un tentativo che è sempre e soltanto un osare. Il primo passo è decidere dove vogliamo andare. Poi, lungo il cammino, le cose accadono”

Il ricordo della lettera che inviò  Papa Fracesco a Zanardi 

“Dopo il secondo grave incidente, Papa Francesco inviò a Zanardi nel giugno 2020 una lettera”. Lo ha reso noto durante l’omelia, in una chiesa gremitissima di autorità e sportivi don Marco Pozza, amico personale del pluricampione “Carissimo Alessandro – scrisse il papa – la tua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Ci hai insegnato a vivere la vita da protagonisti, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie, Alessandro, per aver dato forza a chi l’aveva perduta”. “A quest’uomo, prima che alla divinità – ha concluso don Pozza rivolgendosi ai fedeli – arrivino stamattina i nostri inni più alti della liturgia cristiana. Sono dei grazie per il bene tantissimo che è stato inventato e seminato. Sono le scuse per quello che si sarebbe potuto fare e non siamo riusciti a fare. Perché con Dio nulla di tutto ciò che è stato va perduto”.

In Veneto è lutto regionale

Il presidente della Regione, Alberto Stefani ha disposto per oggi il lutto regionale con le bandiere a mezz’asta. Attesi alla funzione molti fedeli e atleti italiani. A Bologna, città dove nacque nel 1966, il sindaco Matteo Lepore ha proclamato per oggi lutto cittadino.

Il ricordo di Luca Zaia

“L’ultima volta che incontrato Alex Zanardi è stata a Venezia, in un’iniziativa promossa da imprenditori veneti per costruire dei pozzi in una scuola del Sud Sudan“. Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, prima di partecipare ai funerali di Alex Zanardi nella Basilica di Santa Giustina.

“Lui ci ha insegnato a concentrarci su quello che abbiamo e non su quello che non abbiamo. Lui l’ha dimostrato, ha perso le gambe e ha continuato a vincere conquistando tanti ori paralimpici. Era attento al sociale e poi dava sempre messaggi positivi”, ha aggiunto Zaia.

AGI – Piove fuori dalla chiesa di Santa Giustina a Padova, dove alle 11 sono iniziati i funerali di Alex Zanardi, campione automobilistico prima e poi alfiere degli atleti paralimpici.
La handbike di Zanardi davanti all’altare 
Davanti all’altare è presente la sua handbike. Un lungo applauso ha accompagnato l’ingresso del feretro. Dopo l’abbraccio tra Daniela, la moglie di Alex Zanardi e don Marco Pozza. La basilica è gremita di persone. Decine i giornalisti con telecamere e cellulari.
La basilica è gremita di persone 
Tra i primi banchi in Chiesa presenti il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ma anche Giovanni Malagò, Luca Pancalli, Luca Zaia, Bebe Vio, Alberto Tomba, insieme a tante altre autorità del mondo sportivo e istituzionale.
A celebrare la funzione don Marco Pozza, cappellano del carcere ‘Due Palazzi’ e amico personale del pilota, che ha aperto l’omelia ripercorrendo le origini di Zanardi attraverso le sue stesse parole.
Don Pozza: “Zanardi ci ha insegnato a vivere da protagonisti”
 “L’inizio di questa storia è semplicissimo”, ha esordito il sacerdote citando il campione. “Sono nato come figlio di un saggissimo idraulico, di una madre casalinga che la sera, per arrotondare lo stipendio, faceva le asole alle camicie. Tante volte mi alzavo nel cuore della notte e vedevo una luce accesa: era mamma che lavorava”. Da quelle radici umili, ha ricordato don Pozza, nacque il sogno apparentemente impossibile di diventare pilota di Formula 1. “Eppure bisognava provarci. Ogni cosa, anche la più incredibile, è originata da un tentativo che è sempre e soltanto un osare. Il primo passo è decidere dove vogliamo andare. Poi, lungo il cammino, le cose accadono”
Il ricordo della lettera che inviò  Papa Fracesco a Zanardi 
“Dopo il secondo grave incidente, Papa Francesco inviò a Zanardi nel giugno 2020 una lettera”. Lo ha reso noto durante l’omelia, in una chiesa gremitissima di autorità e sportivi don Marco Pozza, amico personale del pluricampione “Carissimo Alessandro – scrisse il papa – la tua storia è un esempio di come riuscire a ripartire dopo uno stop improvviso. Ci hai insegnato a vivere la vita da protagonisti, facendo della disabilità una lezione di umanità. Grazie, Alessandro, per aver dato forza a chi l’aveva perduta”. “A quest’uomo, prima che alla divinità – ha concluso don Pozza rivolgendosi ai fedeli – arrivino stamattina i nostri inni più alti della liturgia cristiana. Sono dei grazie per il bene tantissimo che è stato inventato e seminato. Sono le scuse per quello che si sarebbe potuto fare e non siamo riusciti a fare. Perché con Dio nulla di tutto ciò che è stato va perduto”.
In Veneto è lutto regionale
Il presidente della Regione, Alberto Stefani ha disposto per oggi il lutto regionale con le bandiere a mezz’asta. Attesi alla funzione molti fedeli e atleti italiani. A Bologna, città dove nacque nel 1966, il sindaco Matteo Lepore ha proclamato per oggi lutto cittadino.
Il ricordo di Luca Zaia
“L’ultima volta che incontrato Alex Zanardi è stata a Venezia, in un’iniziativa promossa da imprenditori veneti per costruire dei pozzi in una scuola del Sud Sudan”. Così il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, prima di partecipare ai funerali di Alex Zanardi nella Basilica di Santa Giustina.
“Lui ci ha insegnato a concentrarci su quello che abbiamo e non su quello che non abbiamo. Lui l’ha dimostrato, ha perso le gambe e ha continuato a vincere conquistando tanti ori paralimpici. Era attento al sociale e poi dava sempre messaggi positivi”, ha aggiunto Zaia.

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