• 5 Maggio 2026 12:36

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Sabbia del deserto, il nemico invisibile che rovina le auto

Mag 5, 2026

A volte, purtroppo, ritornano. La chiamano spiaggia del deserto e promette di tenere in allarme tutti quegli automobilisti che non possono conservare la loro amata vettura in garage. Mentre la fase di maltempo si appresta a colpire gran parte del territorio italiano, viene il momento di pensare a come proteggersi dalle classiche precipitazioni stagionali e da un carico massiccio di pulviscolo sahariano.

Si ricrea la dinamica in cui una perturbazione attiva un meccanismo meteorologico complesso, dove le cosiddette “piogge sporche” coprono ogni superficie con una patina giallastra decisamente antiestetica. Impossibile non far caso alle tracce del loro passaggio: troppo evidenti, troppo fastidiose da mandare via.

Il fenomeno delle piogge sporche

Ma da dove nasce il fenomeno? Da una profonda bassa pressione che spinge verso il Nord Africa, in modo simile a un gigantesco aspirapolvere atmosferico, che finisce per risucchiare verso l’alto detriti e sedimenti. A questo punto, le correnti calde e impetuose dello Scirocco caricano l’aria di polvere prelevata dal cuore del deserto e la spingono a quote altissime. Dopo migliaia di chilometri, il percorso si conclude proprio sopra le nostre città, sotto forma di enormi masse cariche di sabbia, pronte a precipitare al primo accenno di maltempo. Quando le nuvole si aprono, la pioggia “intrappola” le particelle e le deposita ovunque, fino a trasformare il metallo delle auto in una sorta di tela imbrattata difficile da ripulire senza fare danni.

Secondo gli ultimi aggiornamenti, la fase critica del fenomeno si concentrerà tra martedì 5 e mercoledì 6 maggio, soprattutto nelle regioni del Nord, nei settori tirrenici e nella Sardegna. Anche se molti automobilisti, davanti alla vettura ricoperta dai strani granelli, potrebbero essere tentati di minimizzare il problema, il mezzo rischia di subire conseguenze irreparabili. A differenza di quanto si possa immaginare, ciò che si deposita sulle auto non è sabbia pesante, bensì polvere finissima con una peculiarità: l’estrema abrasività.

Allerta carrozzeria: i pericoli per la vernice e come evitarli

L’istinto direbbe di rimuovere lo sporco con un semplice panno asciutto o tutt’al più umido, ma almeno per una volta è meglio non dargli ascolto prima di pentirsene a danno fatto, poiché il pulviscolo agisce sulla vernice come vera e propria carta vetrata. E nemmeno lasciare che le cose si aggiustino da sole è una buona idea. L’acqua cade sulla polvere già accumulata e tende a formare una poltiglia, in grado di segnare profondamente la vernice. Sulla carrozzeria si formano macchie d’acqua persistenti e segni evidenti, un binomio risolvibile solo in centri specializzati. Molti professionisti segnalano danni alla vernice talmente gravi da rendere la riparazione un investimento inutile e antieconomico.

Per evitare simili disagi, la via più efficace rimane la prevenzione. Se non è disponibile un garage, ci si può procurare un comune telo protettivo (occhio, però, perché non sempre è consentito in strada), facile da reperire sia sulle piattaforme e-commerce sia nei negozi fisici specializzati. Rivolgersi a un operatore esperto aiuta a scegliere il materiale più indicato in base alle caratteristiche del veicolo, contrastando efficacemente l’insidioso nemico proveniente dal deserto.

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