• 15 Aprile 2026 13:11

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Smartphone più cari per la carenza di chip. Cresce il digital divide

Apr 15, 2026

AGI – La carenza globale di chip di memoria, alimentata dal boom dell’intelligenza artificiale, rischia di rallentare gli sforzi per portare ‘online’ miliardi di persone. È l’allarme lanciato da Vivek Badrinath, direttore generale della GSMA, l’associazione globale dell’industria delle telecomunicazioni mobili, in un’intervista all’AFP. Secondo le Nazioni Unite, nel 2025 circa 2,2 miliardi di persone – un quarto della popolazione mondiale – non avevano accesso a Internet.

Il dato contrasta con la copertura: solo il 4% della popolazione vive in aree prive di connettività mobile. Il nodo è quindi economico. L’aumento dei prezzi degli smartphone, causato dalla scarsità di chip di memoria, rappresenta “un colpo reale” agli sforzi per ridurre il digital divide. “La situazione è molto tesa” e “molti produttori stanno riducendo gli sforzi sui dispositivi di fascia bassa“, ha spiegato Badrinath, avvertendo che l’impatto sarà particolarmente forte in Africa, dove la disponibilità di telefoni economici è cruciale.

L’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato dei chip

Alla base del problema c’è la domanda crescente di chip avanzati per i data center legati all’IA. I produttori stanno privilegiando le memorie ad alta banda (HBM), più redditizie, riducendo la produzione di componenti destinati all’elettronica di consumo. Il risultato è un aumento dei prezzi di smartphone e laptop. Secondo Chey Tae-won, presidente del gruppo sudcoreano che include SK hynix, la carenza potrebbe protrarsi fino al 2030.

Strategie per l’accesso universale e crescita del pil

La GSMA stima che un accesso universale a Internet mobile potrebbe aumentare il Pil globale fino a 3.500 miliardi di dollari entro la fine del decennio. L’associazione sta lavorando con governi e industria per contenere i costi, chiedendo tagli fiscali, strumenti di finanziamento e promuovendo il riciclo degli smartphone.

Il ruolo delle reti satellitari e la competizione spaziale

Sul fronte tecnologico, cresce il ruolo delle reti satellitari a bassa orbita con Amazon che ha deciso di acquisire Globalstar, con l’obiettivo di rafforzare la propria rete Internet spaziale e competere con SpaceX e il servizio Starlink. Nonostante il potenziale, secondo Badrinath il satellite resterà una soluzione complementare: “La maggior parte del tempo si userà il Wi-Fi o la rete mobile, e il satellite non funziona bene indoor”. Resta infine il nodo regolatorio: i servizi satellitari globali dovranno rispettare le stesse regole su privacy e sicurezza previste per le reti mobili tradizionali.

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