• 15 Aprile 2026 14:33

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Caro carburante, il blocco di Hormuz minaccia i traghetti: scatta l’allarme per l’estate

Apr 15, 2026

Il caro carburante sta tormentando gli automobilisti italiani e di mezzo mondo. Sembra non esserci una soluzione immediata alla crisi, e forse il peggio deve ancora arrivare in un altro settore, quello dei trasporti marittimi.

La chiusura dello Stretto di Hormuz ha innescato una reazione a catena che, partita dal settore aereo, sta ora lambendo con forza i porti della nostra penisola, tanto da mettere a dura prova la tenuta dei collegamenti con le isole e le rotte commerciali.

Il timore delle associazioni di categoria

Il quadro preoccupa le associazioni di categoria. Perché da un lato le scorte per gli aerei di linea sono andate esaurite lo scorso 9 aprile, con tutte le incognite derivanti, e dall’altro il costo del carburante navale ha raggiunto cifre che non si registravano da anni. Il grido d’allarme arriva congiuntamente da Assarmatori e Confitarma, le sigle rappresentanti l’ossatura della flotta operativa in Italia.

“L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto in Medio Oriente sta impattando, oltre sul trasporto aereo, anche sui servizi marittimi per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori”

Gli armatori temono che il sistema non riesca più a reggere l’urto dei costi operativi senza interventi esterni urgenti. Se finora le compagnie hanno garantito il servizio, il futuro prossimo appare incerto. Il rischio non si ferma a un eventuale aumento dei prezzi dei biglietti, ma induce persino a immaginare una riduzione delle navi in mare.

In una nota diffusa nelle scorse ore, l’associazione sottolinea come, senza correttivi:

“Il rischio, quantomai concreto, è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino a una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale”

Nello scenario più pessimista, le tratte a lungo raggio verso la Sicilia e la Sardegna sono quelle maggiormente esposte a possibili interruzioni, mentre per i collegamenti a corto raggio la scure potrebbe abbattersi sulla frequenza delle corse giornaliere in programma.

L’appello al Governo

Il settore chiede oggi lo stesso trattamento riservato ad altre modalità di trasporto, rivendicando la propria centralità nel sistema economico del Paese. Stefano Messina, presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, presidente di Confitarma, invitano le istituzioni a intervenire prima che la situazione precipiti:

“Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell’economia italiana. Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti, ma che adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto in una fase congiunturale particolarmente delicata”

L’appello è indirizzato a un esecutivo che in diverse occasioni ha ribadito l’importanza strategica del mare e del comparto logistico:

“Ci rivolgiamo a un Governo che ha saputo mettere la Blue Economy al centro della sua agenda affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa“.

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