• 31 Marzo 2026 17:40

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Sigonella, la ‘portaerei Mediterraneo’ del no di Craxi

Mar 31, 2026

AGI – La base aerea siciliana di Sigonella è una sorta di ‘Portaerei del Mediterraneo‘, una delle installazioni più strategiche per la Nato e la cooperazione tra Italia e Usa nella regione. Nel 1985 fu al centro di uno scontro tra il governo Craxi e l’amministrazione Reagan per la crisi dell’Achille Lauro, passato alla storia come “la notte di Sigonella“.

Attivo dal 1959, l’aeroporto militare è una base “mista”, sotto il controllo italiano, ma usato dalla Marina e dall’aeronautica americana e ospita i droni MQ-9 Reaper e velivoli di sorveglianza EP-3. La Naval Air Station Sigonella (Nas), al confine con il territorio di Motta Sant’Anastasia, a pochi chilometri da Catania, si sviluppa su due principali aree operative: Nas I, che funge da supporto logistico e amministrativo, e Nas II, dove si trovano le piste, gli hangar e le attività di volo. Quest’ultima è condivisa dalla Marina Usa con l’Aeronautica militare italiana e rappresenta il cuore operativo della base.

Ruolo strategico e operazioni

La base è fondamentale per le operazioni militari e di sicurezza nel Mediterraneo, nel Nord Africa e in Medio Oriente e viene utilizzata per missioni di pattugliamento marittimosorveglianzasupporto logistico e operazioni di intelligence. Tra i velivoli più frequentemente impiegati ci sono i pattugliatori marittimi come il Boeing P-8 Poseidon e droni da sorveglianza come il Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk. Sigonella è anche un importante hub per operazioni della Nato, contribuendo alla cooperazione tra Stati Uniti, Italia e altri Paesi alleati. Nei decenni Sigonella è stata coinvolta in numerose missioni internazionali, incluse operazioni di supporto durante crisi regionali e interventi umanitari.

 

 

La crisi dell’Achille Lauro e la notte di Sigonella

Nella memoria collettiva Sigonella è legata alla crisi del 1985, quando il presidente del Consiglio, Bettino Craxi, si oppose alla consegna alla Delta Force di Abu Abbas e degli altri terroristi responsabili del sequestro della nave da crociera Achille Lauro e dell’uccisione di un cittadino americano, Leon Klinghoffer. Nella notte tra il 10 e l’11 ottobre, l’aereo che trasportava il commando palestinese diretto in Tunisia fu intercettato dai caccia Usa e costretto ad atterrare a Sigonella. I militari americani volevano catturarli ma Craxi si oppose perché il crimine era avvenuto su una nave italiana, quindi la giurisdizione era dell’Italia. Di qui l’ordine ai militari – carabinieri e aeronautica – di circondare l’aereo per impedire l’intervento delle forze speciali americane. Si sfiorò un conflitto armato tra due Paesi alleati nella Nato.

Crescita dell’importanza militare e centro di intelligence

Nel corso degli anni l’importanza militare della base è cresciuta, in misura proporzionale all’aumento dell’intensità delle crisi in Medio Oriente. “Sigonella – disse nel 2009 l’allora capo di Stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini – è stata scelta per la sua posizione geografica e strategica per la sorveglianza nel Mediterraneo“, come centro di intelligence dell’Alleanza.

Ruolo nelle primavere arabe e l’evacuazione di Bengasi

Nel 2011 arrivarono le “Primavere arabe“, e con queste la guerra in Libia. In quella fase la base si rivelò cruciale anche per l’evacuazione del personale diplomatico americano dopo l’attacco al consolato di Bengasi. A Sigonella Washington inviò diverse unità di marines e atterrarono, tra l’altro, due grandi elicotteri CH-53, Sea Stallion, per il trasferimento di uomini e materiali verso le navi al largo del Mediterraneo. Dalla base partirono circa quattromila missioni aeree, ricordò il Dipartimento di Stato americano. “Il ruolo dell’Italia è stato cruciale anche nel proteggere i civili. Dopo la tragedia di Bengasi l’Italia ci ha aiutato a evacuare il nostro personale”, disse Hillary Clinton nel 2012.

Operazione Allies Refulge e ruolo attuale

Nell’estate 2021 fu tassello fondamentale dell’operazione “Allies Refulge”, il piano del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per l’evacuazione sicura di cittadini statunitensi, dei richiedenti visto di immigrazione speciale e di altri afghani a rischio, nel modo più rapido e sicuro possibile. Lavorando in collaborazione con i suoi alleati dell’Aeronautica militare italiana e del governo italiano, la Nas Sigonella, svolse il compito di luogo di transito per gli sfollati prima del loro successivo spostamento verso altre località. Una conferma del ruolo strategico, sempre attuale, di questa piattaforma nel Mediterraneo.

 

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