• 23 Marzo 2026 20:26

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Poste Italiane punta a raggiungere il 66,67% del capitale di Tim

Mar 23, 2026

AGI – Poste Italiane accelera su Telecom Italia con un‘offerta pubblica di acquisto e scambio da circa 10,8 miliardi di euro che punta al controllo e al delisting del gruppo telefonico, di cui detiene oggi il 27% del capitale. “Tim rimarrà stand alone company”, ha precisato l’amministratore delegato Matteo Del Fante nella conference call con gli analisti.

L’operazione, ha spiegato, “si chiuderà nel quarto trimestre di quest’anno“, con un calendario che prevede il deposito dei documenti “a metà aprile”, l’assemblea straordinaria sull’aumento di capitale “a giugno” e l’avvio del periodo di offerta “non prima di luglio 2026“. Il piano industriale combinato sarà presentato “entro il quarto trimestre del 2026” dopo il completamento.

L’obiettivo, che è anche la condizione, è arrivare al raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale e al via libera delle autorità competenti, incluse Antitrust, autorità di comunicazione e golden power, oltre all’approvazione della Banca d’Italia e dell’assemblea straordinaria. Sul fronte regolatorio, per l’Ad comunque “non ci sono rischi”. Il corrispettivo prevede, per ogni azione Tim, 0,0218 azioni Poste di nuova emissione e 0,167 euro in contanti, per una valorizzazione complessiva di 0,635 euro per azione e un premio del 9,01% rispetto ai prezzi del 20 marzo.

La visione industriale e strategica

Dal punto di vista industriale, l’integrazione con Tim “completa perfettamente il nostro modello” ed è “un passaggio fondamentale nella creazione di un fornitore di servizi di infrastrutture critiche per la pubblica amministrazione e le imprese“, con un focus su cloud e gestione dei dati. Questa ‘combination’ rappresenta “il culmine di un percorso iniziato anni fa” ed è parte di “una chiara visione strategica“. Che si può concretizzare adesso, per “l’eccellente esecuzione dello spin off della rete” da parte dell’amministratore delegato di Tim Pietro Labriola e il percorso di riduzione del debito completato nel 2024.

Ricavi, sinergie e impatto finanziario

Il gruppo combinato avrebbe ricavi per circa 26,9 miliardi, circa 150.000 dipendenti, una capitalizzazione superiore a 30 miliardi e un flottante di circa 15 miliardi. Poste prevede sinergie complessive per circa 700 milioni di euro annui a regime, di cui circa 500 milioni riconducibili a riduzioni di costo e oltre 200 milioni a ricavi aggiuntivi, e impatto positivo sull’utile per azione atteso dal 2027. In caso di adesione totale, l’esborso complessivo per Poste sarebbe di circa 2,8 miliardi di euro, in un’operazione che il gruppo rivendica come maturata all’interno di un percorso industriale autonomo.

Assetto azionario e controllo pubblico

“Da cinque anni Poste Italiane guarda Telecom Italia, i governi nel frattempo sono cambiati, quindi la risposta è no”, ha detto Del Fante, escludendo un coinvolgimento dell’esecutivo. L’assetto azionario prevede comunque il mantenimento del controllo pubblico. A seguito dell’operazione, gli azionisti Tim arriverebbero a detenere il 22% del capitale di Poste, mentre le quote detenute direttamente da Cdp e Mef scenderebbero rispettivamente dal 35% al 28% e dal 29% al 13%, con una partecipazione complessiva dello Stato destinata a restare superiore al 50%. Sul fronte della remunerazione, una nuova politica dei dividendi competitiva sarà annunciata con il nuovo business plan dopo il completamento dell’operazione, entro il quarto trimestre del 2026.

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