• 13 Marzo 2026 21:16

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Strage di Ustica, i parenti delle vittime: “No all’archiviazione dell’indagine”

Mar 13, 2026

AGI – “Noi andremo là, il 18 marzo, chiedendo di non procedere con l’archiviazione dell’inchiesta sulla strage di Ustica, perché crediamo che ci siano ancora indagini da fare e indicheremo quali: ci sono notizie dalla Nato, comprese in queste 450 pagine depositate, che ci sembrano non esaustive e importanti rilievi che possono essere approfonditi, come la presenza della Foch (portaerei, ndr.) nel Mediterraneo, sempre negata dai francesi“. Lo dice Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime del disastro aereo del 27 giugno 1980. Il 18 marzo si terrà l’udienza davanti al gip per l’archiviazione richiesta dalla Procura della Repubblica di Roma.

“Vogliamo ancora pensare – aggiunge – che si arrivi a scrivere anche l’ultimo pezzo di verità, perché è riprovevole che in un Paese civile si debba accettare di non conoscere gli autori materiali dell’abbattimento di un aereo civile in tempo di pace”. All’appuntamento erano presenti anche i vertici nazionali e regionali dell’Ordine dei giornalisti e Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi.

Le 450 pagine e la tesi del giudice Priore

“Il 18 marzo – rimarca Bonfietti – ci sarà questa udienza dinanzi al gip, che ha letto le 450 pagine depositate, che confermano la tesi sostenuta già negli anni dal giudice Priore della caduta, all’interno di un episodio di guerra aerea, del nostro DC-9 Itavia e aggiungono elementi importantissimi”. “Ancora, però – spiega -, non sono riusciti a determinare gli autori materiali dell’abbattimento: gli stati amici e alleati non hanno collaborato e hanno raccontato menzogne, cose inutili. Per questo, i magistrati chiedono l’archiviazione“.

L’appello dei parlamentari e delle associazioni

Ustica non si può archiviare” è l’appello lanciato anche un gruppo di parlamentari del centrosinistra che si sono ritrovati oggi al museo per la Memoria di Ustica insieme a Daria Bonfietti: Walter Verini e Andrea De Maria (Pd), Marco Pellegrini (M5s), Marco Lombardo (Azione), Ivan Scalfarotto (Iv) e Ilaria Cucchi (Avs) che è intervenuta in video. Con loro anche Giuseppe Giulietti, coordinatore dell’associazione Articolo 21, Carlo Bartoli e Silvestro Ramunno, presidenti nazionale e dell’Emilia-Romagna dell’Ordine dei giornalisti e Vittorio Di Trapani, presidente Fnsi.

Nuovi elementi e la portaerei Foch

Lo scopo – spiegano – “è continuare ad affermare che, proprio dalle indagini della stessa Procura, sono stati evidenziati nuovi elementi di estremo interesse che meritano di essere approfonditi, a cominciare dalla presenza, sempre ufficialmente negata dalle autorità francesi, della portaerei Foch nel mare di Napoli e dall’individuazione, nel cielo di Ustica, di un’azione militare di aerei francesi e americani di base a Grazzanise, ben seguita dai centri radar e dal comando Nato in Belgio“.

Il ruolo della mafia e la conferma di Priore

“Nelle 450 pagine dell’indagine – spiegano – è emerso che ambienti mafiosi palermitani, sin dall’avvenuto abbattimento del Dc9 Itavia con 81 persone a bordo, erano a conoscenza delle tragiche dinamiche della strage. Infine, vi è la completa e totale conferma delle conclusioni della sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore“.

Richiesta di verità e giustizia

“Questi sono elementi che meritano di essere ulteriormente indagati, superando, finalmente, quel velo di indifferenza e omertà che fino a ora ha caratterizzato la collaborazione di Stati alleati direttamente coinvolti nella tragica vicenda – concludono -. È necessario che le indagini proseguano e che il governo italiano, in difesa della dignità nazionale, solleciti maggiormente la piena e completa collaborazione dei ‘Paesi amici’ per raggiungere verità e giustizia sulla strage di Ustica“.

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