• 11 Marzo 2026 6:52

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Hoepli in liquidazione, una storia lunga 156 anni

Mar 11, 2026

AGI – A pochi passi dal Duomo, tra le vetrine colme di manuali tecnicidizionari e testi universitari che per generazioni hanno accompagnato studenti e professionisti milanesi, si chiude una delle storie editoriali più longeve della città. La storica libreria e casa editrice Hoepli, simbolo della città, entra in liquidazione, segnando la fine di un capitolo lungo oltre un secolo e mezzo della vita culturale milanese.

L’assemblea dei soci di Hoepli Spa ha deliberato lo scioglimento volontario della società e la sua messa in liquidazione. La decisione è arrivata “all’esito di una sofferta e approfondita riflessione sulla situazione complessiva della società”. Secondo quanto comunicato dall’azienda, la liquidazione volontaria è stata ritenuta “l’unica soluzione giuridicamente appropriata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale e assicurarne, per quanto possibile, la migliore salvaguardia”, dopo aver valutato risultati di esercizio negativi, l’andamento previsto del mercato editoriale e librario e un conflitto tra soci definito “gravoso”.

Contrario alla decisione Giovanni Nava, socio con circa il 30% delle azioni, che ha annunciato battaglia. “Prendo atto con grande dispiacere della decisione della maggioranza dei soci di Hoepli Spa, che in assemblea hanno votato a favore della liquidazione della società e della cessione dell’azienda anche frazionata in rami o, addirittura, del tutto disgregata”, ha dichiarato Nava in una nota. “Mi sono opposto nel corso della riunione a questa deriva”, ha aggiunto, assicurando che continuerà a opporsi alla decisione. “Continuerò la battaglia in tutte le sedi e con ogni mezzo messo a disposizione dalla legge per cercare di salvaguardare l’attività della casa editrice e della libreria, che sono un pezzo della storia d’Italia ancora oggi vivo e produttivo grazie all’impegno dei 90 lavoratori e lavoratrici di Hoepli Spa“.

La mobilitazione dei sindacati e le origini di Hoepli

sindacati annunciano intanto una mobilitazione. La SLC Cgil Milano, invita la città a partecipare a un flash mob organizzato in via Hoepli sabato 14 marzo alle 11, perché “La storia di Milano non si liquida”. Fondata nel 1870 dallo svizzero Ulrico Hoepli, che rilevò una piccola libreria nella Galleria De Cristoforis, vicino al Duomo, la Hoepli si affermò rapidamente come punto di riferimento per la diffusione della cultura tecnica e scientifica in Italia e per la borghesia colta milanese. Già nel 1871 all’attività libraria si affiancò quella editoriale, inaugurata con la pubblicazione di una grammatica francese, primo titolo di un catalogo destinato a crescere rapidamente con manuali tecnici e scientifici per ingegneri, tecnici e studenti.

Il marchio Hoepli e il suo impatto culturale

Nel corso dei decenni il marchio Hoepli è diventato sinonimo di manualistica tecnica e professionale. I suoi volumi – dai celebri manuali per ingegneri e architetti ai dizionari tecnici e scientifici – hanno formato generazioni di studenti e professionisti, accompagnando lo sviluppo industriale del Paese tra fine Ottocento e Novecento. L’imprenditore svizzero, che definì la città la sua “patria d’adozione”, lasciò anche un segno importante nella vita culturale della città: nel 1929 donò a Milano il Planetario Hoepli, ancora oggi uno dei principali centri di divulgazione scientifica della città, e sostenne iniziative come la Biblioteca Popolare Hoepli, nata con l’obiettivo di diffondere la cultura tecnica e scientifica a un pubblico più ampio.

Il futuro incerto di un simbolo milanese

Dopo la Seconda guerra mondiale la libreria si trasferì nell’attuale sede di via Hoepli, inaugurata nel 1958 a pochi passi dal Duomo. Nel tempo è diventata una delle più importanti librerie indipendenti d’Europa e un punto di riferimento stabile per universitari, ricercatori e lettori nel cuore della città. La vicenda aveva suscitato anche la preoccupazione delle istituzioni cittadine. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala aveva lanciato un appello affinché si trovasse una soluzione capace di salvaguardare un presidio culturale storico della città. Con la decisione dell’assemblea si apre ora una fase incerta per il futuro del marchio e della libreria. Per Milano, tuttavia, l’avvio della liquidazione segna già la fine di un capitolo importante della propria storia culturale, iniziato oltre 150 anni fa nel cuore della città.

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