• 5 Marzo 2026 11:48

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I grandi alberi accumulano tempo biologico e costruiscono reti ecologiche vaste e complesse

Mar 5, 2026

Chi entra in una foresta antica conosce quella sensazione particolare che producono i grandi alberi. Tronchi larghi come torri oppure contorti e complessi come antichi mostri, cortecce scolpite, rami che si perdono in alto nella luce. Alcuni sembrano quasi architetture naturali. Da sempre questi patriarchi vegetali hanno colpito l’immaginazione umana: alberi sacri nelle religioni, alberi genealogici come metafora della continuità delle famiglie, alberi della vita sulle porte delle chiese, alberi monumentali attorno ai quali si organizzano storie e identità dei luoghi. Davanti a loro il tempo umano sembra improvvisamente breve, perché quando li incontriamo siamo senza dubbio davanti ai grandi vecchi della vita.

 

Proprio mentre questi giganti continuano a evocare la lunga durata della natura, la scienza sta scoprendo qualcosa di inatteso. In questi giorni due nuovi studi sui vecchi alberi hanno infatti prodotto interessanti risultati. Uno riguarda la loro vera età. L’altro il ruolo biologico. La prima scoperta nasce da un problema tecnico apparentemente banale: come si misura davvero l’età di un albero molto vecchio. Per più di un secolo gli scienziati hanno usato la dendrocronologia, cioè il conteggio degli anelli annuali del legno. Ogni stagione di crescita lascia una traccia nel tronco, e la sequenza degli anelli permette di ricostruire con grande precisione la storia di un albero e spesso anche quella del clima. Tuttavia, questo metodo ha un limite: negli alberi molto antichi il cuore del tronco spesso si degrada o viene svuotato da cavità e funghi. Gli anelli più vecchi, proprio quelli che servirebbero per stabilire l’età reale, possono essere persi.

 

Un lavoro pubblicato recentemente sulla rivista Radiocarbon ha affrontato proprio questo problema. I ricercatori, provenienti in larga maggioranza da istituzioni italiane, hanno raccolto e analizzato i dati disponibili sulla longevità di 42 specie di alberi appartenenti alle angiosperme, cioè le latifoglie. Invece di basarsi solo sugli anelli, hanno confrontato queste stime con datazioni al radiocarbonio del legno più interno dei tronchi. Il risultato è stato sorprendente: per molte specie la dendrocronologia sottostima l’età massima degli alberi anche di centinaia di anni. In alcuni casi gli alberi risultano addirittura il doppio più vecchi di quanto indicassero i dati basati sugli anelli. Questo studio mostra che la longevità delle latifoglie è stata sistematicamente sottovalutata. Almeno venti specie possono comunemente superare i 500 anni di vita e cinque i mille anni. Non si tratta più di casi isolati, ma di una caratteristica biologica più diffusa di quanto si pensasse. I risultati ottenuti scardinano anche un nostro preconcetto: l’idea che gli alberi veramente antichi si trovino solo nelle foreste primigenie completamente indisturbate. I dati suggeriscono una realtà più complessa. Individui estremamente longevi possono sopravvivere anche in paesaggi che hanno attraversato disturbi naturali o attività umane nel corso dei secoli. La longevità individuale non coincide necessariamente con la continuità immutata dell’ecosistema. Alcuni alberi attraversano epoche di cambiamento ambientale e rimangono in piedi come archivi viventi di quella storia.

 

La seconda scoperta riguarda qualcosa che non si vede affatto quando si guarda una foresta: ciò che accade sotto il suolo. Un lavoro pubblicato sulla rivista Biodiversity and Conservation ha studiato il suolo delle foreste temperate della costa cilena, dove crescono alcuni degli alberi più longevi del pianeta. Qui vive la Fitzroya cupressoides, una conifera simile ad un cipresso che può superare i 3.600 anni di età e raggiungere diametri giganteschi.

 

I ricercatori hanno analizzato le comunità fungine del suolo attorno a questi alberi, concentrandosi soprattutto sugli individui più grandi e più antichi. Il risultato è stato molto chiaro: gli alberi di grande diametro ospitano una diversità di funghi del suolo molto superiore rispetto agli alberi giovani. In altre parole, i patriarchi della foresta funzionano come veri centri di biodiversità sotterranea. I funghi che sono stati trovati appartengono in gran parte al gruppo delle micorrize, organismi che formano una simbiosi strettissima con le radici delle piante. I loro filamenti microscopici si estendono nel terreno formando reti vastissime che trasportano nutrienti e acqua verso le radici e ricevono in cambio zuccheri prodotti dalla fotosintesi. Le analisi mostrano che intorno ai grandi alberi antichi si accumulano comunità fungine particolarmente ricche e complesse. Questo significa che la presenza di un vecchio albero non rappresenta soltanto un elemento strutturale del paesaggio forestale: crea anche una sorta di nodo ecologico sotterraneo, attorno al quale si organizzano reti di microorganismi fondamentali per il funzionamento dell’ecosistema. Queste reti contribuiscono alla circolazione dei nutrienti, alla stabilità del suolo, alla resilienza delle piante e alla capacità delle foreste di immagazzinare carbonio nel lungo periodo. Le grandi foreste di Fitzroya del Cile, per esempio, sono tra i sistemi terrestri con la dinamica di crescita più lenta e una delle più grandi riserve di carbonio del pianeta.

 

Se si mettono insieme queste due scoperte, l’immagine dei vecchi alberi cambia profondamente. Non sono soltanto monumenti naturali che sopravvivono al passare dei secoli. Sono organismi che accumulano tempo biologico e, allo stesso tempo, costruiscono intorno a sé reti ecologiche di vastità e complessità impensate. Così i patriarchi delle foreste continuano a fare quello che hanno sempre fatto: raccontare storie lunghissime alle nostre menti fantasiose. Solo che oggi, grazie alla scienza, quelle storie non sono scritte soltanto nei nostri romanzi, miti e racconti. Sono scritte anche nelle comunità sotterranee che vivono attorno alle loro radici, e che fanno dei grandi alberi uno dei nodi più importanti della vita nelle foreste della Terra.

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