Il mondiale 2026 della classe regina è scattato a Buriram con la sfida tra Aprilia e Ducati. Già nei test prestagionali si erano notati gli straordinari passi in avanti compiuti dalla Casa di Noale. Marco Bezzecchi ha migliorato il suo livello di guida sulla nuova RS-GP, riuscendo a dettare il ritmo nella giornata di venerdì al mattino, arrivando primo anche al pomeriggio. Per Marco Bezzecchi è stato l’inizio di un percorso che lo ha visto in grande forma già nei test, pur con condizioni molto diverse rispetto a quelle del weekend di gara a Buriram.
La pioggerella nel pomeriggio di PL ha parzialmente disturbato il lavoro del rider romagnolo, capace di una guida prudente in vista della Sprint Race e del Gran Premio. Nelle qualifiche Marco Bezzecchi sulla RS-GP26 ha stampato il miglior tempo, precedendo Marc Marquez e Raul Fernandez del team satellite della Casa di Noale. Seconda fila per Fabio Di Giannantonio, poi Jorge Martin e Pedro Acosta. Settimo crono per Alex Marquez, in assenza di Fermin Aldeguer alle prese ancora con i problemi al femore. Out in Q1 Pecco Bagnaia, che è scattato dalla tredicesima piazzola.
Al via della SR Marc Marquez è riuscito a prendere il comando in Curva-1, precedendo l’alfiere italiano dell’Aprilia. Alle spalle dei primi due Fernandez si è tenuto stretta la terza posizione, mentre Diggia è stato portato fuori da una staccata sbagliata di Alex Marquez. Ne hanno approfittato Pedro Acosta, Jorge Martin e Ai Ogura. Nelle prime due tornate Marco Bezzecchi e Marc Marquez hanno dato spettacolo con sorpassi a ripetizione, ma sul più bello l’italiano è crollato al suolo quando era in testa in Curva-2. Un errore grave perché è proprio nelle SR che si possono accumulare punti pesanti. Jorge Martin, nel campionato 2024, ha battuto Bagnaia proprio grazie ai successi nella gare brevi.
Marc Marquez, una volta liberatosi di Bezzecchi, è stato insidiato dal connazionale della KTM. Acosta, corteggiato dalla Casa di Borgo Panigale, ha provato a creare dei grattacapi al campione della Ducati. Nonostante la precaria forma fisica del fenomeno di Cervera c’è stata una accesa bagarre. Dietro ad Acosta sono saliti in cattedra i rider della Casa di Noale, Raul Fernandez, Ai Ogura e Jorge Martin, finalmente tornato in forma dopo i numerosi problemi fisici della scorsa annata. Il 9 volte iridato ha gestito con oculatezza le gomme e con ferocia ha regolato Acosta con una manovra, al penultimo giro, che è stata giudicata irregolare.
L’entrata di Marc è stata troppo decisa secondo i commissari di gara, ma in passato ha fatto di peggio e non è mai stato punito. Il ducatista è rimasto cucito al cordolo ed è stato furbo l’enfant prodige della KTM ad accentuare l’uscita di pista. Il campione è stato costretto a cedere la posizione all’ultima curva dell’ultimo giro, regalando a Pedro Acosta la prima gioia in MotoGP. Il dominio iberico è stato chiuso dal Raul Fernandez.
Nella sfida domenicale Bezzecchi è partito a fionda e ha fatto mangiare la polvere a tutti. Il romagnolo ha costruito giro dopo giro un vantaggio consistente sul compagno di marca Raul Fernandez. Pedro Acosta ha lottato con il coltello tra i denti con i connazionali Jorge Martin e Marc Marquez, riuscendo a strappare alla fine la seconda posizione. Ducati giù dal podio dopo più di 4 anni e 89 GP. Era dalla domenica in Aragona nel 2021 che una Desmosedici non chiudeva nelle prime tre posizioni: Marc Marquez out in Thailandia con tanto di mescola bucata, solo non Pecco Bagnaia.
I top 3
Pedro Acosta: 9 – Con la vittoria della SR è diventato il più giovane della storia della MotoGP a mettersi al collo una medaglia d’oro. Non si aspettava di trionfare per una penalità al campione in carica della Ducati, ma ha la furbizia dei predestinati. Ha dimostrato con un coraggio leonino e sorpassi audaci di meritare la corte della Casa di Borgo Panigale in ottica 2027. Terza storica vittoria Sprint per la KTM dopo i due successi marcati da Brad Binder. Ha strappato una seconda posizione nel GP, battendo due fenomeni come Marquez e Martin. Dopo la prima trasferta in Thailandia è in testa alla graduatoria. Un ottimo segnale per il marchio di Mattighofen.
Marco Bezzecchi: 8 – Se non avesse commesso l’errore nella SR avrebbe concluso un weekend da 10 in pagella. In gara non ha avuto la pressione di Marc Marquez e si è vista la differenza. È stato inattaccabile sulla RS-GP26. Qui a Buriram ne aveva troppo di più rispetto a tutti gli avversari, ma ha raccolto “soli” 25 punti, due in più di Raul Fernandez (voto 7,5). Il romagnolo, considerando anche il finale della scorsa stagione, ha vinto 3 GP di fila, l’unico a riuscirci nella storia della Casa di Noale.
Jorge Martin: 7 – Rimanendo in tema Aprilia si è rivisto un Martinator in un ottimo stato di forma. Vogliamo premiarlo dopo un anno infernale in ospedale in cui non è mai riuscito a esprimersi ad altissimi livelli. Rivederlo lottare contro Marquez e Acosta è stato un piacere per gli occhi. Bentornato Jorge!
I flop 3
Marc Marquez: 5,5 – Sfortunato in gara e penalizzato in modo esagerato nella Sprint. In un weekend dominato da Aprilia è stato l’unico ducatista a lottare. Si è dovuto accontentare della medaglia d’argento nella sfida breve, ma nel GP ha mostrato tutti i limiti di una Rossa che, nel 2025, aveva dominato a Buriram. Da un fenomeno come lui ci si aspetta sempre qualcosa in più, tuttavia si è dovuto arrendere anzitempo con una mescola bucata e ha lasciato la Thailandia con soli 9 punti raccolti.
Pecco Bagnaia: 4 – Torna a casa a una sola lunghezza in graduatoria dal compagno di squadra. Un bottino di punti complessivo per il team factory Ducati preoccupante. Il torinese non ha mai avuto il ritmo giusto per lottare con i rider migliori nelle posizioni che contano. Dopo i test prestagionali e le dichiarazioni rilasciate i fan si aspettavano di vederlo in cima alla griglia. Dalla tredicesima casella non ha potuto granché, chiudendo in gara con una mesta nona piazza.
Yamaha: 0 – Le aspettative della vigilia erano altissime. Il lancio del nuovo motore V4 si è dimostrato fallimentare già nei primi giri nei test. Fenomeni come Fabio Quartararo e Toprak Razgatlioglu sono stati sempre nelle ultime posizioni, esattamente come Alex Rins e Jack Miller a distanze siderali dal resto del gruppo. Il campione francese se ne andrà a fine stagione e anche giustamente dato il flop tecnico. La M1 è peggiorata e saranno dolori nel 2026.