Trasformare una Mustang del 1966 in una limousine è un atto di coraggio, per alcuni un’eresia. Eppure è ciò che è successo a questo esemplare, allungato a Sydney durante i primi anni 2000.
Ci sono auto che diventano icone e auto che diventano esperimenti, si potrebbe dire che questa muscle car appartenga a entrambi i mondi. Di sicuro fa parlare di sè. Per i puristi è quasi un sacrilegio: prendere una delle pony car più celebri della storia americana e allungarla come una Lincoln Town Car da matrimonio. Per altri, invece, è l’ennesima dimostrazione che l’automobile è anche creatività, provocazione e spettacolo.
L’esemplare in questione è stato recentemente venduto all’asta sulla piattaforma Collecting Cars, riaccendendo il dibattito tra appassionati.
8 passeggeri di lusso
Se fuori sorprende, è dentro che questa Mustang cambia completamente identità. L’abitacolo è stato completamente ripensato per ospitare fino a otto passeggeri, trasformando quella che era una sportiva compatta in una vettura da cerimonia.
L’interno è dominato da un appariscente rosso, con finiture in vinile coordinate, moquette rossa e dettagli cromati che richiamano lo stile originale dell’epoca. Non manca un divisore di cabina azionato elettricamente, soluzione tipica delle limousine di rappresentanza, che separa il conducente dagli ospiti posteriori.
L’aria condizionata è presente sia per i passeggeri anteriori sia per quelli posteriori, dettaglio fondamentale considerando le temperature australiane. Per anni questa vettura ha lavorato come auto per matrimoni, feste scolastiche e serate di gala. Una seconda vita lontana dai semafori e dalle gare improvvisate, più vicina ai tappeti rossi e ai flash dei fotografi.
Look da Mustang
Nonostante l’allungamento evidente della carrozzeria, i progettisti hanno cercato di preservare quanto più possibile l’identità estetica della Mustang del ’66. Il frontale resta fedele all’originale: griglia con il celebre cavallino al centro, cofano lungo e linea filante tipica della prima generazione.
Anche la vista laterale, pur inevitabilmente alterata dalla sezione centrale aggiuntiva, mantiene proporzioni coerenti grazie a un lavoro di integrazione piuttosto pulito. Le ruote Rallye da 15 pollici contribuiscono a mantenere una certa coerenza visiva, evitando l’effetto “kit car” che spesso accompagna trasformazioni di questo tipo.
È proprio questo equilibrio precario tra rispetto della tradizione e voglia di stupire che ha diviso il mercato. C’è chi la considera un pezzo unico affascinante, perfetto per eventi e collezioni eccentriche. Altri la vedono come un’operazione che snatura lo spirito ribelle e sportivo della Mustang originale.
Cuore aggiornato
Sotto il cofano, però, la storia cambia ancora. Originariamente questa Mustang era equipaggiata con il classico 289 V8, uno dei motori simbolo dell’epoca. Nel tempo, però, è stato sostituito con un più moderno 302 V8 Ford, abbinato a un cambio automatico C4 a tre rapporti.
Una scelta quasi obbligata: gestire una limousine richiede fluidità e affidabilità, più che prestazioni brucianti. Il 302 V8 garantisce una spinta adeguata alle nuove dimensioni e al peso aumentato, mantenendo comunque quel sound profondo e inconfondibile che ha reso celebre la Mustang nel mondo.
Dopo anni di servizio come vettura da cerimonia a Brisbane, l’auto è tornata sotto i riflettori grazie alla recente vendita all’asta. Non è stata resa nota la cifra finale in modo ufficiale, ma l’interesse dimostrato conferma che, nel mondo delle auto classiche, anche le interpretazioni più controverse possono trovare il loro pubblico.