Nel percorso di un artista esiste sempre un prima e un dopo il successo. Quel momento per Raf è legato a un’auto dalle umili origini, specchio di un uomo non ancora consapevole di aver appena coronato i propri sogni. Al Festival di Sanremo 2026 porterà questo spirito tenace misurandosi contro colleghi più giovani e, chissà, magari tra le luci a LED e le scenografie digitali dell’Ariston gli sembrerà di vedergli passare davanti la sua “quattrolitri”, fuga e rifugio agli albori.
La fuga dai fan
In un racconto al Corriere della Sera, Raf tira fuori il cassetto dei ricordi per raccontare un episodio indimenticabile coi fan. Mentre un palazzetto dello sport tremava, centinaia di ragazzine gli correvano dietro urlanti e lui, timido fino all’eccesso, strinse una valigia e cercò la salvezza. Si infilò nell’abitacolo di una piccola francese, poco appariscente, e perciò irresistibile: la Renault 4, il primo respiro di un’era fortunata. A differenza delle comuni popstar, preferiva tenere il profilo basso e proiettarsi verso le prossime avventure, eppure capì quanto il mondo fosse cambiato.
Perché la R4
Raf non ha mai voluto seguire la massa. In un periodo storico dove capitava di imbattersi in colleghi al volante di coupé appariscenti, sceglieva la Renault 4, l’esatto opposto del divismo: dotata di cambio a ombrello, la mitica vettura francese montava sospensioni capaci di affrontare uno sterrato come se fosse un’autostrada. Lontano dai flash invadenti dei paparazzi, aveva un motore piccolo da “spremere”, in compenso la trazione anteriore era affidabile e il portellone posteriore, ampio e pratico, rendevano la macchina versatile oltre le previsioni. I sedili sottili e la strumentazione ridotta all’osso completavano il quadro di un mezzo rivolto alla gente comune, lavoratori costretti ad arrangiarsi. Anziché badare all’apparenza, il cantante rincorreva la semplicità, probabilmente la forma più solida di equilibrio.
Sanremo 2026: cosa resta di quel ragazzo
Il Raf che si presenta sul palco dell’Ariston è una persona diversa rispetto all’epoca della R4. Hit dopo hit è scampato al pericolo di rivelarsi una meteora, e oggi mette a disposizione questa consapevolezza a Sanremo 2026, il punto di arrivo di una traiettoria iniziata su dei semplici sedili in gommapiuma. Nell’arco degli anni Ottanta la Renault 4 era un guscio protettivo e a pensarci riaffiora la nostalgia: il prezzo si aggirava intorno alle 650.000 lire italiane, lo stesso di una Fiat 600 e addirittura 145.000 in meno della Citroën 2CV. In buone condizioni, un esemplare della serie originale costerebbe all’incirca tra gli 8.000 e i 15.000 euro secondo i prezzi di vendita raggiunti alle aste e alle compravendite online, mentre una versione speciale, tipo la Frog, potrebbe toccare i 20.000 euro.
Ma il valore dei ricordi batte qualsiasi qualsiasi listino. Tra i talenti in rampa di lancio e le basi elettroniche del Festival, Raf porterà la sua storia. E se qualcuno dovesse chiedersi cosa ne è stato di quel ragazzo timido sulla “quattrolitri”, la risposta è nella musica. In fondo, la vera risposta alla domanda “Cosa resterà degli anni ’80?” è proprio lui: un artista che, come la sua vecchia Renault, non ha mai smesso di viaggiare.