• 21 Gennaio 2026 17:20

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L’ultimo omaggio a Valentino, aperta la camera ardente. Alessandro Michele: “Un’eredità im…

Gen 21, 2026

AGI – La camera ardente di Valentino Garavani ha aperto questa mattina alle 10,50, con dieci minuti di anticipo rispetto all’orario previsto, nella sede della Fondazione in piazza Mignanelli 23 a Roma. Già decine e decine di persone erano in coda lungo le transenne per rendere l’ultimo saluto allo stilista e il flusso è proseguito ininterrotto. All’ingresso sono visibili le prime corone di fiori, arrivate dal Comune di Roma e dal Teatro dell’Opera. Per il Comune presente l’assessore Alessandro Onorato. Tra i primi a rendere omaggio anche due signore romane.

“È un triste giorno per la moda italiana, sicuramente nel mondo. Un uomo che vale la pena omaggiare“, racconta la prima. “Anzi, spero che intervengano più romani. Valentino è stato un uomo che ha saputo esprimere al meglio la femminilità della donna, mentre magari Armani ha tirato fuori il suo lato maschile. Valentino voleva bene alla donna e voleva che fosse bella, quindi lo ringrazieremo per sempre per le sue creazioni”.

“A parte questo che è sicuramente importante, è vero, ma comunque è stato un mentore”, aggiunge la seconda signora. “Io mi sono occupata di moda per diversi anni della mia vita e devo dire che ha lasciato il segno non solo umanamente, ma anche professionalmente. Sono qui proprio per omaggiare non solo l’uomo, ma anche il maestro”. 

Alessandro Michele (direttore creativo)

“Una grande perdita, ma anche un’eredità immensa da portare avanti”. Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino, ricorda così lo stilista, uscendo dalla camera ardente. “Io e Valentino ci siamo incontrati in eventi che molti chiamerebbero mondani, tra esseri umani. Io sono arrivato qui dove Valentino non c’era già, non abbiamo avuto modo di lavorare insieme, però mi è sempre sembrato una persona delicatissima, gentile, anche ironico”, racconta. Per Michele, la scomparsa di Valentino rappresenta la perdita di “un grande uomo, una persona straordinaria per i suoi cari soprattutto, ma credo per tutti: un grande esempio di passione, di amore”. E sottolinea il peso simbolico della sua figura: “Non mi sento di prendere il suo posto, lui è un grande padre fondatore, oramai è mitologia pura. Lo penseremo come un essere magico”.

Pur non avendo lavorato direttamente con lui, Michele spiega di percepirne ogni giorno la presenza: “Non mi arrogo nessun tipo di diritto, pero’ tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo tutto qua”. E conclude con un pensiero che unisce dolore e riconoscenza: “C’è un grande dispiacere, ma anche una grande gioia nel sapere che si può essere cosi’ incredibilmente di esempio per tante persone. In fondo lui è venuto molto lontano e ha costruito qualcosa di immenso”.

Chiuri “era molto paterno, devo dirgli grazie”

“Avevo un rapporto personale con lui, era un’altra epoca, c’era un senso di comunità e di famiglia, ed era molto paterno”. Così Maria Grazia Chiuri ricorda Valentino arrivando alla camera ardente allestita a Roma negli spazi di PM23 in piazza Mignanelli. “Devo dire un grande grazie per aver condiviso una parte di vita insieme. Ho molti ricordi, troppi da poter raccontare ora”, ha aggiunto la stilista, che con Pierpaolo Piccioli ha guidato la maison dopo l’addio dello stilista alle passerelle.

Storica parrucchiera, “con lui ho pettinato Jackie”

All’uscita dalla camera ardente in Piazza Mignanelli, la voce rotta dall’emozione di Alba Armillei, storica parrucchiera e collaboratrice di Valentino, racconta meglio di qualsiasi celebrazione cosa abbia rappresentato lo stilista. “Io ci ho lavorato quattordici anni, fa parte della mia vita. Sono stati gli anni più belli della mia vita con lui”, dice. Un legame professionale diventato affetto profondo: “Per me, parte della mia vita se n’è andata con lui. Veramente, non ci sarà più un uomo come lui. Mai più”. Armillei ricorda il genio creativo di Valentino con parole semplici: “Era un grande, grande, grande creatore. Tutto ciò che toccava diventava bello. Prendeva un pezzo di stoffa e lo faceva diventare una cosa stupenda”. E poi gli anni d’oro dell’alta moda, tra il 1967 e il 1984, le prove generali, le grandi clienti: “Io ho pettinato dalla Kennedy alla Rothschild, tutte le regine e imperatrici del mondo”.

Indimenticabile l’inizio, con la prima collezione bianca: “Era quella che la Kennedy ha scelto per il vestito da sposa con Onassis. Ha avuto la mia accorciatura. Io sono andata anche a Scorpios e avevo fatto le prove generali a New York”. Un’epoca che, secondo lei, non tornerà più: “È stato un momento bellissimo con delle donne stupende. Adesso purtroppo non c’è più quell’atmosfera. Uno come Valentino non ci sarà mai più, perché lui creava, prendeva la stoffa, la metteva sul banco e diventava qualcosa di meraviglioso”.

Gualtieri, ha incarnato Roma

“Valentino ha incarnato Roma, ha portato la luce, i colori, la bellezza del mondo”. Cosi’ il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha ricordato lo stilista all’uscita dalla camera ardente allestita presso lo spazio PM23, parlando di “una personalità straordinaria” che ha contribuito a proiettare l’immagine della Capitale nel mondo. “Lo ricordiamo, lo piangiamo con emozione e anche con gratitudine per tutto quello che ha dato alla bellezza, quindi a tutta l’umanità”, ha aggiunto il primo cittadino, sottolineando come il cordoglio stia coinvolgendo non solo Roma ma “tutto il mondo”.

Gualtieri ha poi richiamato il lascito culturale di Valentino, a partire dal nuovo spazio espositivo PM23, definito “il suo ultimo regalo alla nostra citta'”, destinato a diventare uno dei grandi luoghi culturali della Capitale. “Le sue opere sono vere opere d’arte, hanno formato il gusto e l’idea stessa di eleganza”, ha concluso.

 

 

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