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Lada Niva 4×4, i suoi primi 40 anni

Apr 14, 2017
Lada Niva 4x4, i suoi primi 40 anni

E’ nata che c’era l’URSS e c’è ancora la Lada Niva, oggi nota come Lada 4×4. Il 5 aprile ha compiuto 40 anni e come poche vetture è arrivata sino ai giorni nostri senza grosse novità, portando con sé una testimonianza fedele di com’era fare un’auto oltrecortina negli anni in cui il mondo si divideva tra blocco occidentale e blocco comunista.

La Niva, che in russo significa “campo di grano” ma il cui nome in realtà deriva dalla combinazione delle iniziali dei nome dei figli dei due progettisti principali, Vladimir Solovyev e Pyotr Prusov, fu presentata nel febbraio del 1976 al 25° Congresso del Partito Comunista. Il progetto per prendere forma impiega ben sei anni. E’ del 1970 l’ordine che il governo guidato da Aleksej Kosygin dà alla VAZ di costruire un’auto adatta alle impervie campagne sovietiche. La produzione parte finalmente il 5 aprile del 1977 e da lì la Niva arriva fino ai giorni nostri praticamente immutata o quasi.

Il progetto VAZ-2121 prevede sospensioni indipendenti, trazione integrale permanente, carrozzeria portante e freni a disco anteriori, tutte caratteristiche piuttosto avanzate per l’epoca che ne fanno un modello apprezzato non solo tra i lavoratori delle campagne, come prevedeva il concetto originale, ma anche tra i russi delle aree urbane.

Nei geni della Niva c’è anche tanta Italia: il motore 1.6 benzina deriva da quello della Zhiguli, ovvero la Fiat 124 russa costruita su licenza Fiat nello stesso stabilimento di Togliattigrad, per poi passare solo nel 1993 al 1.7 a iniezione da 83 CV, più recentemente disponibile anche in versione bifuel a GPL. Anche la carrozzeria, che ricorda tanto quella della Fiat 127, pare influenzata dal design italiano di quegli anni. Per un breve periodo è dotata anche di un Diesel Peugeot da 1.9 litri. Nel frattempo arrivano le varianti, come la versione cabriolet con tetto in tela e la 5 porte a passo allungato di circa 50 cm.

Il suo successo anche alle nostre latitudini lo si deve alla fama che si è costruita come mezzo davvero inarrestabile. Dal 1981 al 1983 la piccola fuoristrada russa sale per tre volte sul podio della Parigi-Dakar: è terza nel 1981 con l’equipaggio francese formato da Jean-Claude Briavoine-André Deliaire che l’anno successivo si piazzano secondi, mentre nel 1983 Deliaire bissa la piazza d’onore con André Trosset al volante.

Basta? No, perché tra gli anni ’80 e ’90 la Niva dimostra che è ancora in formissima: nel 1988 raggiunge il campo base sull’Everest a 5.200 metri, nel 1998 è arrivata al Polo Nord, nel 1999 sale sulll’altopiano del Tibet alle pendici dell’Himalaya a 5.726 metri, mentre dal 1990 al 2005 ha svolto servizio nella base russa Bellingshausen in Antartide dove la temperatura è inferiore ai 50° sotto zero.

La fama che si è meritatamente guadagnata la Lada Niva ha fruttato al costruttore russo 2,5 milioni di esemplari prodotti, di cui 530.000 esportati fuori dai confini nazionali.

Più volte data per pensionanda, la Lada Niva però continua a essere prodotta. Nel 2016 è stata aggiornata con l’adozione di ammortizzatori a gas e cuscinetti anteriori sigillati. Per il 40esimo anno è stata inoltre la Lada 4×4 40 Anniversary Edition che sarà prodotta in 1.977 esemplari. E che probabilmente non saranno gli ultimi.

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