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“Le scuse o lo facciamo cadere” Sganciata altra bomba su Conte – ilGiornale.it

Dic 12, 2020

O si cambia passo o noi molliamo tutto. In sostanza è questo l’ultimatum lanciato da diversi giorni da Matteo Renzi, che si è opposto fortemente all’idea di partorire un esercito di tecnici e una task force per gestire i progetti del Recovery Fund. Il leader di Italia Viva questa settimana non ha fatto dormire sonni tranquilli al premier Giuseppe Conte, che più volte è stato bersagliato da minacce di crisi di governo e da una mancanza di sostegno in Parlamento. Il presidente del Consiglio ha avuto il mandato per andare a Bruxelles e ha ottenuto il via libera per i fondi Ue, ma per lui si prospettano settimane davvero turbolente: con la verifica di maggioranza in vista, la sua poltrona potrebbe definitivamente saltare. Può salvarsi in un solo modo: accogliendo le richieste avanzate dai renziani.

L’ex segretario del Partito democratico, che ha già bacchettato duramente Conte in Senato, ha ribadito le intenzioni di Iv: “È un piccolo partito, ma noi siamo decisivi per il governo. Se Conte vuole pienipoteri come aveva chiesto Salvini, io dico di no. È un problema di rispetto delle regole. E in quel caso ritireremo il sostegno al governo“. Parole chiarissime che vanno in una direzione chiarissima: se non si fa come diciamo noi, siamo pronti a innescare una crisi e a far venire giù tutto. L’Italia sarà chiamata a decidere come spendere i 209 miliardi che arriveranno dall’Europa, ma pare che un tecnico in una notte volesse scegliere come distribuirli nei vari macrosettori: “Salvini ha chiesto pieni poteri in costume da bagno e con un mojito in mano e Conte, con giacca e cravatta in un ufficio. Non accetterò incarichi in cambio del nostro sostegno, non sarò ministro“.

La minaccia della crisi

Renzi – nell’intervista telefonica rilasciata a El Pais – ha avvertito chiaramente il presidente del Consiglio giallorosso, precisando che non è stata fissata alcuna data per risolvere questa situazione piuttosto agitata: “Dipende da lui. Deve fermarsi, scusarsi e ricominciare“. E se l’esecutivo dovesse veramente cadere? Il Quirinale ha già un piano B: piuttosto che tornare alle urne, il Colle spingerebbe per un rimpasto – anche con il voto di fiducia – da chiudere in pochi giorni.

Il fondatore di Italia Viva ha comunque sottolineato che se la poltrona di Conte dovesse saltare non è da escludere che in Parlamento si possa trovare una nuova maggioranza. In Italia il sistema prevede che il presidente della Repubblica debbe verificare se in Parlamento ci sono i numeri per dare vita a un nuovo governo: “E se si trovano, è fatta. Altrimenti si va al voto“. Renzi è convinto che quei numeri ci siano, ma ha voluto chiarire che il suo auspicio è quello di ritrovare la pace: “Vorrei che il presidente del Consiglio si tranquilizzasse e venisse in Parlamento per cambiare tutto“.

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