La Procura di Milano ha aperto un’indagine a carico di ignoti con l’ipotesi di reato di ‘atti persecutorì (articolo 612 bis del codice penale) su presunti episodi di stalking ai danni dei legali che difendono Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Nelle settimane scorse, gli avvocati dell’ex studente bocconiano, detenuto nel carcere di Bollate, avevano infatti presentato ai carabinieri di Milano una denuncia in cui spiegavano di essere stati vittime di intimidazioni. I legali di Stasi si sono anche affidati a un team di esperti per nuovi investigazioni.

La difesa del bocconiano sta portando avant l’idea processuale che il vero colpevole dell’omicidio di Chiara sia legato all’ambiente di Garlasco e a persone che avrebbero avuto facile accesso alla villetta di via Pascoli. Questo nonostante

la recente archiviazione per Andrea Sempio, amico del fratello della vittima.

Secondo quanto denunciato le nuove ricerche sarebbero state interrotte in seguito ad alcuni messaggi minatori ricevuti anche via mail, pedinamenti in auto e informazioni riservate arrivate in poco tempo a conoscenza di estranei. Episodi che hanno portato la difesa di Stasi a rivolgersi all’Arma.