Legambiente dichiara guerra ai rifiuti con “Puliamo il mondo”

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Legambiente dichiara guerra ai rifiuti con “Puliamo il mondo”

#PuliamoilMondo 2016: 600mila volontari in 1700 comuni e 4000 località per liberare le città da rifiuti e degrado > https://t.co/GYLkRKBIqxpic.twitter.com/xumVflWNYS

— Legambiente Onlus (@Legambiente) 26 settembre 2016

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Si chiude #PuliamoilMondo 2016

Oltre 600mila persone a prendersi cura del nostro territorio.https://t.co/ECk3vRD76Npic.twitter.com/PUDKBZ3Y6u

— Legambiente Onlus (@Legambiente) 25 settembre 2016

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Insomma #Milano è più accogliente, più pulita, più diversa, più interessante, più custodita, più amata con #PuliamoilMondo per le strade pic.twitter.com/B2G3p3uEBM

— Marzio Marzorati (@MarzioMarzorati) 24 settembre 2016

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Inizia la diretta da Centocelle per pulizia acquedotto alessandrino #PuliamoilMondopic.twitter.com/kee2EoZxgY

— Legambiente Lazio (@LegambienteLa) 25 settembre 2016

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Si parte! Prima giornata di #PuliamoilMondo a Roma e nel Lazio! pic.twitter.com/HGq06mz7u6

— Legambiente Lazio (@LegambienteLa) 23 settembre 2016

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Da Torino a Potenza – Dal Parco del Valentino di Torino, luogo simbolo di questa edizione 2016 dedicata all’accoglienza, l’integrazione e l’abbattimento delle barriere, a quello di Centocelle di Roma, da Milano al Rione Sanità di Napoli, passando per Potenza, Trani, L’Aquila, Cagliari e Rimini. L’edizione 2016 di “Puliamo il mondo” ha chiamato in causa più di mezzo milione di soggetti tra cittadini, associazioni, aziende, comunità straniere, ragazzi disabili e detenuti.

Un weekend all’insegna del “green” – Nel weekend del 23, 24 e 25 settembre sono state ripulite dai rifiuti abbandonati decine e decine di strade, piazze, parchi e litorali. Tra i rifiuti raccolti tanti oggetti di plastica, ma anche cartacce, bottiglie, mozziconi di sigarette, tappi e rottami di ogni tipo.

Legambente: “I cittadini fanno la differenza” – “Puliamo il mondo – ha dichiarato Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – dimostra che sono i cittadini e i Comuni a fare la differenza nella cura del territorio. È questo il localismo che ci piace, quello che parte dai territori, che agisce localmente ma pensa globalmente”. All’iniziativa, che gode anche del patrocinio dei ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione, hanno aderito anche diverse comunità religiose, tra le quali l’Unione delle comunità islamiche.