• 4 Ottobre 2022 22:02

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WRC con Hayden Paddon: Galles

Nov 3, 2016
WRC con Hayden Paddon: Galles

Anche il Wales Rally è andato in archivio. Un’altra gara, questa, in cui siamo sempre stati vicini a salire sul podio, ma alla fine della quale ci siamo dovuti accontentare del quarto posto finale. Il risultato in sé non è da disprezzare, certo è che alla fine ti rimane un senso di frustrazione che ti fa masticare amaro!

Ma cercheremo di usare questa frustrazione come un combustibile che ci spinga più in alto nell’ultima gara, per andare ancora più veloci. È una gara che a me piace, veloce che in alcune speciali ricorda la mia Nuova Zelanda.

Tornando al Wales Rally, visto che quest’anno è stato anticipato di quasi un mese, ci aspettavamo in realtà di gareggiare su un tipo di terreno diverso. Molte previsioni meteo davano bel tempo per la maggior parte della gara, mentre invece poi la realtà è stata diversa.

Si, il bel tempo c’è stato prima del rally, e quindi il fondo asciutto delle prove speciali ha fatto si che fosse duro e compatto; ma questo poi in gara per tutti gli equipaggi si è trasformato in una trappola viscida e “lucida”.

Mi spiego: in Galles di solito si corre sul bagnato e quindi tutti siamo preparati sia tecnicamente che mentalmente a come impostare la gara, ma sopratutto alla condotta di guida su questo tipo di terreno. Quest’anno, con le condizioni meteo che si sono verificate, era come correre sul ghiaccio. Il fondo duro del terreno non faceva filtrare l’acqua, si aveva quindi quell’effetto lucido della parte superficiale del terreno che non dava trazione alle gomme.

Qui in Galles è fondamentale che tu abbia grip sulle gomme per poter scaricare la potenza e poter impostare al meglio le traiettorie in curva, poter entrare più veloce, ma sopratutto uscire veloce e spingere a fondo. Tutto questo non è stato possibile se non in alcuni punti delle speciali e quindi, più andava avanti la gara, e più saliva il mio senso di frustrazione per non poter migliorare. Queste condizioni non si adattano al mio stile di guida, che è quello di far scorrere il più velocemente la vettura con il posteriore, per uscire già dritto a piena potenza sul rettilineo. Se lo avessi fatto in queste condizioni si sarebbe verificato il contrario, avrei perso grip e velocità in curva, compromettendo poi la velocità in uscita quando invece avrei dovuto accelerare.

L’ultimo giorno, la domenica, abbiamo anche provato uno stile più fluido, ma i tempi non ne hanno tratto giovamento; ma forse queste informazioni potranno essere utili il prossimo anno, se si verificheranno condizioni simili.

Quest’anno abbiamo sempre cercato in ogni gara di apprendere qualcosa anche quando i risultati erano negativi; perché queste esperienze ci possono e devono tornare utili per migliorare sin dal prossimo anno, se vogliamo ottenere i risultati che ci siamo prefissati.

Ma non tutto è negativo. Quest’anno siamo stati molto più competitivi rispetto a quello passato: ad esempio finimmo a circa 3 minuti da Ogier; quest’anno sono stati meno di 2. Inoltre durante tutta la gara, lottando con Thierry, lo abbiamo spinto verso il podio.

In Australia sarà una bella lotta. Sinceramente ad inizio anno non avrei pensato di arrivare a questo appuntamento ed essere in lotta per il podio finale del campionato, alla mia seconda stagione completa nel WRC

Ci teniamo stretti anche il nostro quarto posto nel campionato, che ci permette di partire bene in Australia ed il terzo posto in classifica generale che dista solo tre punti.

Quindi in Australia sarà una bella lotta. Sinceramente ad inizio anno non avrei pensato di arrivare a questo appuntamento, ed essere in lotta per il podio finale del campionato, alla mia seconda stagione completa nel WRC.

Quest’ultima gara l’attendo da inizio anno, la considero un po’ la gara di casa finchè non tornerà il New Zealand nel mondiale; ci saranno molti kiwi a sostenermi. Un enorme ringraziamento va sempre a tutto il mio team e a voi supporter che ci spronate ad andare sempre meglio.

Testo raccolto da Manrico Martella

Foto: Manrico Martella, Fabrizio Buraglio

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