Vivendi potrebbe “tranquillamente” acquisire Mediaset e tenersi Telecom Italia: basterebbe liberarsi di Mediaset Premium.Questa è la mossa più banale che il colosso francese potrebbe attuare per aggirare le limitazioni antitrust, almeno secondo i più esperti osservatori.

Il primo potenziale acquirente potrebbe essere Sky, ma per non “regalare” più di 2 milioni di abbonati a un concorrente il patron Bolloré potrebbe ripiegare su Orange – magari abbinando Canal+.

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Ieri il Garante delle Comunicazioni ha ricordato che l’operazione in atto potrebbe violare i tetti di controllo stabiliti dal Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi e Radiofonici (TUSMAR). La vecchia Legge Gasparri stabilisce infatti che le imprese di comunicazioni elettroniche che detengono nel mercato italiano una quota superiore al 40%, non possono acquisire ricavi superiori al 10% del Sistema Integrato delle Comunicazioni, c.d. SIC (TV, radio, editoria).

Vivendi è azionista di maggioranza di Telecom Italia, e questa ultima controlla il 44,7% del mercato nazionale delle TLC. Mediaset dalla sua detiene il 13,3% del mercato editoriale. Teoricamente la francese con l’acquisizione supererebbe la soglia limite, ma scorporando Premium la preda scenderebbe sotto il 10%. Come se non bastasse a breve saranno inserite nel SIC anche Facebook e Google. Insomma, con l’ampliamento della torta la potenziale impronta di Vivendi potrebbe essere diluita a tal punto da rispettare ogni regola.

Al solito in queste operazioni non contano solo le norme ma anche interpretazioni e pressioni politiche. Nel frattempo l’AGCOM ha ribadito che “procederà̀ ad acquisire tempestivamente tutte le informazioni rilevanti sull’operazione in atto, al fine di monitorarne gli effetti e verificare, attraverso una puntuale analisi giuridica ed economica, il rispetto della normativa vigente”.

Mediaset comunque può godere di una prima presa di posizione del Governo. “Gli investimenti stranieri sono sempre benvenuti, quando portano capitale di crescita e competenze e contribuiscono allo sviluppo del tessuto industriale italiano”, ha dichiarato pochi giorni fa il ministro dello Sviluppo Calenda. “Quando però si tratta di un’azienda che opera in un campo strategico come quello dei media, il modo in cui si procede non è irrilevante”.

Il governo monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione“.