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Napoli, una poesia quel gol di Mertens

Ott 26, 2017

di Alessandro Vocalelli

giovedì 26 ottobre 2017 08:15

ROMA – ll turno infrasettimanale ha detto soprattutto una cosa: le migliori dovranno fare attenzione a non perdere punti per colpa loro. Già, perché il divario con il resto della compagnia – con gran parte della compagnia – è così netto che solo una disattenzione, un calo di concentrazione, il famoso approccio sbagliato, possono portare a qualche sorpresa. Le immagini più significative di ieri sono tutte nella rabbia con cui Sarri, Inzaghi e Di Francesco hanno seguito gli ultimi minuti di gare – diciamolo – che hanno finito per avere un epilogo emozionante per via di quel braccino che a volte prende quando bisogna chiudere le partite.

Non hanno fatto eccezione la Juve e Allegri, anche lui furioso per avre dato troppe speranze alla Spal. Alla fine ha davvero passeggiato soltanto il Milan che si è rilanciato in casa del Chievo. Un segnale in vista dello scontro diretto di sabato prossimo, appunto tra Milan e Juve. Vedremo se davvero Montella ha ritrovato la sua squadra, se la crisi è passata e i rossoneri sono in grado (come potenzialmente è più che possibile) di rientrare nel gruppo delle big. Da segnalare, comunque, che questo è un campionato sempre più all’insegna della qualità. Si è aggiunta la qualità di Dybala e Bernardeschi, che hanno firmato due bellissimi gol. Si è confermata la qualità di Suso, che con il suo tiro a giro è diventato un incubo per i portieri. Tutti sanno che farà quella giocata, in pochi però riescono ad opporsi a tanta precisione.

Ma dicevamo della sofferenza delle altre. Esagerata quella del Napoli, che a un certo punto ha dato la sensazione di aver in mano la partita, grazie anche a uno strepitoso Mertens. Uno che sa fare tutto e lo fa con una naturalezza così disarmante da far apparire semplici anche le giocate più complicate. Fantastico il secondo gol, con un pazzesco stop al volo di destro con la suola e tiro con l’altro piede: un capolavoro di tecnica e precisione. Ha avuto ragione Sarri ad arrabbiarsi, ma è anche vero che dalla sfida di Genova torna con la certezza assoluta di aver trovato una squadra decisamente matura, per come è cominciata e per come è finita la partita. Il Napoli è andato subito in svantaggio e senza scomporsi ha messo la freccia, poi nel finale – pur soffrendo – ha portato a casa un risultato preziosissimo. Stessa sorte per Lazio e Roma.

Negli ultimi minuti Simone Inzaghi è stato sorpreso ad asciugarsi il sudore della fronte, perché non poteva certo immaginare che una partita dominata avrebbe generato tale sofferenza finale. Resta comunque la soddisfazione per Inzaghi di aver centrato un record storico: mai i biancocelesti avevano messo insieme 25 punti in 10 giornate. Merito di una squadra piena di ottimi giocatori che si alternano in passerella: stavolta è toccato a De Vrij e Luis Alberto su tutti.

Fondamentale anche il successo della Roma, che ha forse staccato troppo presto la spina, consentendo al Crotone di restare in partita sino alla fine. C’è però l’alibi – in qualche modo comprensibile – di una partita arrivata dopo una serie di impegni pesanti: dal Napoli al Chelsea, passando per la trasferta col Torino. Una menzione speciale per la Fiorentina, salita meritatamente al settimo posto e capace di dimostrare che lavoro e idee stanno pagando: c’è tra l’altro un gruppo di giovani interessantissimo. E la sensazione di un ciclo che sta veramente ripartendo. In extremis ha vinto anche il Cagliari. Quando incassi un gol al 94’ e trovi la forza per andare a riprenderti la vittoria, l’applauso scatta spontaneo.

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