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Onofri: «Pellegri e Salcedo bravi, ma hanno bisogno di tempo»

Ott 24, 2017

di Francesca Fanelli

martedì 24 ottobre 2017 10:13

ROMA – Dal derby di Verona passando per il posticipo del Bari a Fiorentina-Torino di domani sera. Claudio Onofri gira per l’Italia del pallone, è una delle voci tecniche più apprezzate del calcio su Sky, un vero e proprio stakanovista. Il turno infrasettimanale del campionato quasi spezza il ritmo del post partita perché un’altra è già pronta da essere giocata. Così il pareggio di San Siro deve lasciare posto e spazio alla partitissima con il Napoli, in arrivo a Marassi.

San Siro cosa ha lasciato?

«Un punto importante che, sommato ai tre della trasferta di Cagliari, fanno 4 e rappresentano un bel bottino visto che alla vigilia nessuno avrebbe pensato a una cosa del genere. San Siro è sempre San Siro, incute timore, fa un certo effetto, per cui il Genoa alla fine non ha sfruttato al massimo la superiorità numerica. I rossoblù avrebbero potuto essere più propositivi, ma i valori tecnici sono comunque diversi».

Restano i numeri: quattro punti in due gare fuori sono un dato da non sottovalutare.

«Certo, assolutamente. Il Genoa deve ancora scoprire totalmente le sue carte, la posizione in classifica è destinata a cambiare in rapporto alle reali forze della squadra».

Il campionato a oggi è spaccato in tre.

«Dire di sì. C’è un gruppo di testa, con le big, le grandi, quelle che si sono rinforzate, che hanno speso per puntellare. Poi c’è un gruppo di mezzo in cui stazionano le squadre che non hanno ancora preso una posizione precisa. Si arrampicano per restare nel gruppo al sicuro lasciando indietro le altre. E qui arrivo alla fase 3: c’è un gruppo in difficoltà che lotterà per non retrocedere e sarà così per tutta la stagione. In questo scenario complessivo il Genoa deve capire dove andare e cosa fare. Penso all’occasione sfumata a Lapadula domenica. Ci sono occasioni che bisogna cogliere al volo. Quando saranno rientrati a pieno regime tutti, la rosa potrà esprimere le sue reali potenzialità».

Dentro a una Serie A così i baby Pellegri e Salcedo che posto possono occupare?

«Prima di tutto voglio dire una cosa: sono due ragazzi buonissimi. Di qualità e di prospettiva. E di fronte a due 2001 non posso che sottolineare questo: sia Pellegri che Salcedo hanno un grande futuro davanti. Tutto da scrivere. Uno da centravanti e l’altro da esterno-trequartista, me ne hanno parlato benissimo e sono destinati a crescere. Il loro inserimento deve essere graduale attraverso un minutaggio che cresca in proporzione. Fisicamente sono già pronti, ma quello che va acquisito è un bagaglio di esperienza e maturità che ottiene giocando nei modi e nei tempi giusti».

SKYSPORT

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