Il 5 luglio scorso, a bordo del traghetto diretto da Pozzuoli a Ischia, una turista svizzera ha immortalato un pony sistemato nel vano bagagli di una Citroen C1. La foto ha fatto il giro dei social in poche ore, scatenando reazioni indignate da più fronti e dando il via a una storia che sta occupando le cronache campane.
Un viaggio nel bagagliaio
La fotografia scattata dalla turista mostra senza margini di dubbio la situazione: il piccolo equino era stato caricato nell’unico spazio disponibile della C1, costretto a occupare un vano pensato per valigie e borse della spesa. Un viaggio in condizioni di spazio estremamente ristretto, reso ancora più problematico dalle temperature di inizio luglio, quelle settimane in cui il Golfo di Napoli si trasforma in una delle zone più calde d’Italia, con valori che superano spesso i 35 gradi anche nelle ore meno soleggiate.
Secondo quanto riferito dall’attivista animalista Enrico Rizzi, che ha ricevuto l’immagine direttamente dalla turista svizzera che l’aveva scattata, l’animale sarebbe rimasto in quelle condizioni per l’intera durata della traversata. Il traghetto da Pozzuoli a Ischia impiega circa 45 minuti, un tempo che in quelle condizioni non è trascurabile per nessuno, tantomeno per un animale.
Segnalazione ai carabinieri
Non appena la foto è arrivata nelle mani di Rizzi, la risposta non si è fatta attendere. L’attivista ha immediatamente coinvolto il deputato Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato su temi legati al benessere animale, che insieme a lui ha annunciato la presentazione di un esposto per maltrattamento di animali. L’obiettivo principale è quello di identificare il proprietario del pony e del veicolo, ricostruire l’intera dinamica dell’episodio e, se ci sono gli estremi, procedere con le conseguenze legali del caso.
Trasportare un animale in condizioni non idonee configura una violazione del regolamento europeo sul benessere degli animali durante il trasporto, oltre a potenziali responsabilità ai sensi della normativa italiana in materia di maltrattamento. Un equino richiede spazio per mantenere l’equilibrio, ventilazione adeguata, accesso all’acqua e assenza di stress prolungato. Nessuna di queste condizioni era evidentemente garantita all’interno del bagagliaio di una citycar.
Il caso mediatico
La storia non ha impiegato molto a uscire dai confini campani. L’immagine del pony nella C1 ha preso a circolare sui social con la rapidità tipica dei casi che mescolano incredulità e indignazione, raccogliendo migliaia di condivisioni e commenti nel giro di poche ore. Borrelli sostiene che chiunque abbia compiuto questo gesto vada identificato e sanzionato con la massima severità, perché trasportare un animale in quelle condizioni non è una leggerezza ma un atto che lede gravemente il benessere di un essere vivente.
Il caso ha anche riportato l’attenzione su un tema più generale: le norme per il trasporto di animali vengono rispettate? E i controlli a bordo dei traghetti sono sufficienti per intercettare situazioni del genere prima che diventino un fatto compiuto? Non ci sono risposte semplici, ma la fotografia di quel pony nel bagagliaio di una C1 è difficile da dimenticare.