• 20 Luglio 2026 9:56

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F1, GP Belgio: Ferrari accarezza la vittoria, Hamilton penalizzato ingiustamente

Lug 19, 2026

La Ferrari deve cedere il passo alla Mercedes di Antonelli, dopo che Leclerc ne aveva cullato la leadership. Un secondo posto comunque super, che conferma lo stato di forma del monegasco e della Rossa. Per Hamilton arriva una sanzione inappropriata che distrugge la sua corsa. Un quarto posto finale per l’inglese, che poteva salire sul podio nel Gran Premio del Belgio, decimo round della F1 2026.

Ferrari parte a razzo, ma Lewis danneggia la SF-26

Sotto il cielo grigio e carico di umidità delle Ardenne, il Gran Premio del Belgio si apre con una tensione palpabile lungo tutta la griglia di partenza. Le due Ferrari SF-26 di Charles Leclerc e Lewis Hamilton si schierano gommate con le Pirelli a mescola Medium, pronte a gestire un primo stint delicato su un asfalto che una la leggera pioggerella ha reso insidioso.

L’obiettivo al muretto di Maranello è chiaro: ottimizzare il potenziale e sferrare subito un attacco deciso al semaforo verde per recuperare terreno sui diretti avversari. Lo scatto delle Rosse è buono, ma non sufficientemente esplosivo da garantire un guadagno di posizioni prima della staccata stretta della Source. Ma la vera gara si accende pochi istanti dopo, sul lunghissimo e iconico rettilineo del Kemmel.

Qui si consuma un inatteso colpo di scena. La Mercedes di George Russell entra improvvisamente in crisi di energia, trasformando l’inglese in un ostacolo mobile ad altissima velocità. Le due Ferrari non si fanno pregare e si lanciano all’assalto. Charles Leclerc è autore di una manovra da manuale: sfrutta la scia e l’indecisione altrui per sverniciare di puro slancio non solo l’inglese in difficoltà, ma anche Verstappen.

Monegasco che artiglia la seconda posizione. Alle sue spalle, però, prende forma il dramma sportivo di Lewis. Il sette volte campione del mondo arriva al contatto proprio con la Mercedes numero 63. Un impatto fatale per la gara di Russell, costretto al ritiro immediato, mentre la SF-26 numero 44 di Lewis subisce danni strutturali nell’area dei bargeboard.

La Direzione Gara è costretta a mandare in pista la Safety Car per permettere ai commissari la rimozione della W17 e pulire il tracciato dai detriti. Nonostante i primi replay televisivi e le visuali dagli onboard suggeriscano il più classico e inevitabile degli incidenti di gara, scaturito dalla concitazione del via, la spada di Damocle dei giudici della FIA inizia a pendere pericolosamente sulla testa di Lewis.

Penalità ingiusta per Hamilton

Alla ripartenza, superata la neutralizzazione, Andrea Kimi Antonelli dimostra subito di avere un grande passo. Kimi prende un po’ di largo ma non troppo al comando della corsa. Leclerc prova a rimanere agganciato agli scarichi del talento italiano, ma in questa fase sua SF-26 non glielo consente. Anzi, nei passaggi successivi, il monegasco è costretto a cedere il passo alla Red Bull di Verstappen.

Max sfrutta un deployment superiore per sfilare la Rossa. Più indietro, Hamilton viaggia in quinta piazza, tallonando da vicino la McLaren di Oscar Piastri. Nonostante “l’aerodinamica ferita”, l’inglese non alza il piede, supportato da un muretto box instancabile nel suggerire in radio nuove mappature e regolazioni continue per bilanciare la vettura in staccata. La corsa vive una nuova fiammata al nono giro.

Piastri, minaccioso e ingombrante negli specchietti di Leclerc, tenta un assalto al ferrarista. L’incrocio di traiettorie si risolve in un ruvido contatto: la numero 16 ne esce clamorosamente indenne, scongiurando forature, mentre l’australiano danneggia la sua ala anteriore. L’inconveniente tecnico spiana la strada al sorpasso di un coriaceo Hamilton, che sale al quarto posto.

Lewis spinge fortissimo e segna ottimi tempi, ignaro del fatto che la scure della Direzione Gara si è appena abbattuta inesorabilmente su di lui: e in effetti arrivano i 5 secondi di penalità da scontare per l’incidente al primo giro. Da Maranello scelgono il silenzio radio, preferendo proteggere la sua concentrazione in una fase cruciale della corsa.

Leclerc sente il fiato sul collo di Antonelli

Il valzer dei pit stop e le successive bandiere gialle rimescolano improvvisamente le carte. Una prima Virtual Safety Car sfuma troppo rapidamente, ma la seconda, chiamata in causa al giro 21, si trasforma in un assist perfetto per gli strateghi del Cavallino Rampante. Le due Rosse rientrano ai box. È il momento chiave: Leclerc capitalizza al massimo la finestra di tempo e riesce a scavalcare Antonelli.

Pochi passaggi più tardi, sbarazzatosi facilmente della resistenza di Lando Norris, Charles si ritrova incredibilmente leader del Gran Premio del Belgio. Il sogno di un trionfo prende forma reale. Per Hamilton, al contrario, la sosta è un calvario. Ai 5 secondi di penalità previsti, si somma un’indecisione fatale dei meccanici che brucia ulteriore tempo, facendolo scivolare bruscamente in sesta posizione.

Con diciannove giri da completare, Leclerc guida il gruppo, ma la sua leadership si dimostra presto di vetro. Il passaggio alla mescola Hard non restituisce al pilota le stesse certezze avute con le Medium. La sua vettura fatica a ruotare, scivolando pericolosamente in trazione. Kimi Antonelli se ne accorge, cambia marcia e inizia una rincorsa spietata. I tre secondi di margine vitale si assottigliano curva dopo curva.

Charles perde la leadership, Lewis quarto in extremis

Dal box provano a supportare Charles, fornendogli aiuti per forzare la direzionalità dell’avantreno, ma la rimonta dell’inseguitore è inesorabile. A dieci giri dal termine, il sorpasso si compie: Antonelli usa l’overtake mode e si riprende di pura potenza la prima posizione. Leclerc non si arrende: si aggrappa al volante, resta in scia all’avversario e preme a sua volta il bottone dell’energia.

Ma la velocità di punta della sua SF-26 è un limite insormontabile. Il monegasco taglierà il traguardo in una solidissima e meritatissima seconda posizione. Alle sue spalle, lo spettacolo finale è tutto firmato da Lewis Hamilton. Smaltita la frustrazione per la sanzione, l’inglese si lancia in un recupero forsennato su mescola dura, annulla il gap su Piastri, lo aggancia e poi sorpassa prendendosi la quarta piazza.

Ferrari: un passo avanti su motore per sognare in grande

La tappa di Spa-Francorchamps va in archivio con un bilancio complessivamente felice per Maranello. D’altra parte, quello del Belgio, era tutto tranne che un circuito amico. E proprio per questo aver cullato il sogno della vittoria e sfiorato il doppio podio su una pista dove l’efficienza è tutto, conferma l’ottimo stato di forma del progetto tecnico diretto da Loic Serra.

Resta un’unica e fondamentale consapevolezza, purtroppo: in una Formula 1 che si gioca sui dettagli, l’assenza di cavalli della power unit italiana continua a rappresentare il vero tallone d’Achille. Con una spinta adeguata sui rettilinei, questa Ferrari non si limiterebbe a sognare la vittoria, ma andrebbe in pista ogni domenica unicamente per conquistarla.

GP Belgio, risultato finale:

POS.
NO.
DRIVER
TEAM
LAPS
TIME / RETIRED
PTS.
1
12
Kimi Antonelli
Mercedes
44
1:24:42.479
25
2
16
Charles Leclerc
Ferrari
44
+1.952s
18
3
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
44
+11.586s
15
4
44
Lewis Hamilton
Ferrari
44
+17.245s
12
5
81
Oscar Piastri
McLaren
44
+18.988s
10
6
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
44
+23.307s
8
7
1
Lando Norris
McLaren
44
+24.014s
6
8
5
Gabriel Bortoleto
Audi
44
+49.140s
4
9
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
44
+50.406s
2
10
43
Franco Colapinto
Alpine
44
+76.037s
1
11
10
Pierre Gasly
Alpine
44
+76.991s
0
12
30
Liam Lawson
Racing Bulls
44
+77.523s
0
13
27
Nico Hulkenberg
Audi
44
+78.348s
0
14
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
44
+94.465s
0
15
23
Alexander Albon
Williams
44
+104.684s
0
16
55
Carlos Sainz
Williams
44
+105.856s
0
17
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
44
+110.925s
0
18
77
Valtteri Bottas
Cadillac
43
+1 lap
0
19
14
Fernando Alonso
Aston Martin
42
+2 laps
0
NC
18
Lance Stroll
Aston Martin
25
DNF
0
NC
11
Sergio Perez
Cadillac
13
DNF
0
NC
63
George Russell
Mercedes
0
DNF
0

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