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Un giovane su dieci vive in povertà assoluta, «allarmante» la situazione dei minori

Nov 17, 2017

Uno su dieci. Oggi a essere pi penalizzati dalla povert economica e dalla esclusione sociale non sono gli anziani o i pensionati, come accadeva in passato, ma i giovani. la conclusione, amara, del rapporto 2017 su povert giovanili ed esclusione sociale in Italia realizzato dalla Caritas italiana e pubblicato questa mattina. Il titolo emblematico: “Futuro anteriore”. Perch i giovani hanno ormai uno sguardo disincantato verso un futuro che vedono costellato di incognite e di incertezze e quasi uno sguardo nostalgico verso il passato. Aumentano le situazioni di vulnerabilit familiare. Nel 2016 i centri di ascolto hanno fatto pi di 1,8 milioni di interventi di aiuto materiale (pasti alle mense, distribuzione di pacchi viveri e vestiario, docce, prodotti per l’igiene personale). Gli interventi per fornire un posto dove stare a queste persone sono stati pi di 270mila.

INCIDENZA DI POVERT ASSOLUTA PER ET

(Fonte: Istat 2017)

Un giovane su dieci vive in uno stato di povert assoluta

Se in Italia negli anni che hanno preceduto la crisi economica la categoria pi svantaggiata era quella degli anziani, da cinque anni circa – sottolinea il report – sono invece i giovani (under 34) a vivere la situazione pi critica, peraltro decisamente pi allarmante di quella vissuta un decennio fa dagli ultra-sessantacinquenni. Oggi un giovane su dieci vive in uno stato di povert assoluta (nel 2007 si trattava di appena uno su 50). In soli dieci anni l’incidenza della povert tra le persone tra i 18 e i 34 anni passata dall’1,9% al 10,4 per cento. diminuita al contrario tra gli over 65 (dal 4,8% al 3,9%). Insomma, il rapporto tra le generazioni si del tutto capovolto.

La situazione dei minori allarmante

Ancora pi allarmante la situazione dei minori: se ne contano 1 milione 292 mila che versano in uno stato di povert assoluta (il 12,5% del totale). All’interno delle famiglie dove sono presenti tre o pi figli minori la situazione particolarmente critica: l’incidenza della povert assoluta – mette in evidenza il report della Caritas – sale infatti al 26,8%, coinvolgendo cos quasi 138 mila famiglie e oltre 814mila individui. L’incidenza della povert tra i nuclei di soli stranieri (25,7%) e misti (27,4%) molto pi alta rispetto a quella di soli italiani (4,4%).

200mila persone accolte nei centri: i ragazzi da 18 a 34 anni sono il 22,7%

Nel 2016 le persone sostenute e accolte presso i Centri di ascolto (Cda) della Caritas sono state 205.090. L’et media dei poveri ascoltati pari a 43,6 anni. I ragazzi tra i 18 e i 34 rappresentano il 22,7% del totale; tra gli italiani l’incidenza scende al 10,7%, tra gli stranieri arriva invece al 31,5%.

Il profilo: ragazze, senza lavoro e con basso livello di istruzione

Il profilo dei giovani italiani che si sono rivolti ai centri Caritas : donna nel 62,6% dei casi, disoccupati (70,5%) e con basso livello di istruzione (il 68,5% ha un titolo inferiore o uguale alla licenza media). Il 60,6% ha figli, il 50,3% non sono sposati e il 13,9% sono senza dimora. I giovani che si rivolgono ai Centri di ascolto provengono soprattutto dal Mezzogiorno (39,1%) e dal Nord d’Italia (34,7%). Tra gli stranieri prevalgono i maschi, provenienti per lo pi da Marocco, Romania, Nigeria Albania e Pakistan e incontrati soprattutto nei Cda del Nord; alta tra loro la quota di senza dimora (26,4%).

Di che cosa hanno bisogno queste persone

Prevalgono le richieste legate per lo pi ai bisogni primari: viveri, vestiario, accesso alla mensa, servizi di igiene personale eccetera. Al secondo posto figurano le domande di sussidi economici, da impiegare soprattutto per il pagamento di bollette, tasse, canoni di affitto o spese sanitarie, richiesti in maniera pi marcata da cittadini italiani (34,5%). Seguono poi le richieste riguardanti il lavoro, formulate soprattutto da stranieri (14,0%), le domande di alloggio (7,7%) e quelle inerenti prestazioni e/o l’assistenza sanitaria (6,7%). In tutto nel 2016 sono stati realizzati dai Cda 2,7 milioni di interventi.

I POVERI ASSOLUTI IN ITALIA

Valori assoluti in migliaia di unit. (Fonte: Istat, 2017)

Negli ultimi 10 anni aumentato divario tra giovani e anziani

Alla base di questa situazione, di particolare gravit, ci sono diversi elementi. Uno di questi che negli ultimi venti anni il divario di ricchezza tra giovani e anziani si ampliato. La ricchezza media delle famiglie con capofamiglia 18-34 anni meno della met di quella del 1995, mentre quella delle famiglie con capofamiglia con almeno 65 anni aumentata di circa il 60% (fonte: Banca d’Italia, 2015).

Mobilit intergenerazionale tra le pi basse d’Europa

Un altro aspetto da prendere in considerazione che in Italia la mobilit intergenerazionale tra le pi basse d’Europa. Lo status socio-economico dei figli strettamente correlato a quello dei genitori, cosa che determina disuguaglianze di opportunit e di prospettive. Il tutto si traduce anche sulle opportunit di impiego: dai dati Istat 2017 emerge che tra i giovani (15-34 anni) che svolgono una professione qualificata l’incidenza di chi proviene da una famiglia a basso reddito con stranieri bassa (7,4%); molto pi consistenti tra loro sono le quote di chi appartiene a famiglie titolari di pensioni d’argento o della classe dirigente (rispettivamente 42,1% e 63,1%).

Nel 2016 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si attesta al 37,8%

A influire sulla piaga della povert dei giovani anche la mancanza di lavoro. Nel 2016 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) si attesta al 37,8%. Il valore in calo rispetto all’anno precedente ma si discosta in maniera considerevole dalla media europea (18,7%). Dal 2007 il tasso di disoccupazione giovanile salito di oltre 17 punti percentuali (dal 20,4% al 37,8%): uno degli aumenti pi alti d’Europa. La media Ue passata invece dal 15,9% al 18,7% (Istat, Eurostat, 2017). E poi l’Italia il paese dell’Unione Europea con la pi alta presenza di Neet: nel 2016, 3 milioni 278mila giovani (il 26% della popolazione tra i 15 e i 34 anni) risultavano fuori dal circuito formativo e lavorativo. I Neet di provenienza straniera sono circa 555.000, e costituiscono il 16,8% del totale di tutti i Neet 15-34 anni (Eurostat, 2017).

PERSONE 16-24 ANNI A RISCHIO DI POVERT ED ESCLUSIONE SOCIALE

(Fonte: Istat)

Abbandono scolastico in calo (ma siamo sempre sopra la media europea)

In ultimo un elemento un po’ meno negativo. A partire dal 2000, la quota di abbandono scolastico andata diminuendo: dal 21,5% delle persone di 18-24 anni nel 2000 al 14,7% del 2015. In questo modo, mette in evidenza il report della Caritas, l’Italia ha raggiunto cinque anni prima della scadenza l’obiettivo nazionale fissato al 16% dalla Strategia Europa 2020. Questo valore tuttavia si pone al di sopra dei valori medi europei che si attestano all’11% (Eurostat, 2016).

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