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Tutti i motivi per cui viene ritirata la patente

Gen 31, 2022

Alcune infrazioni particolarmente gravi del Codice della Strada possono comportare il ritiro della patente di guida, un’azione realizzata dalle Forze dell’Ordine in caso di determinate violazioni alle norme sulla circolazione stradale. Per evitare di ritrovarsi in questa situazione è fondamentale guidare in modo prudente e rispettoso delle leggi, inoltre è importante conoscere tutte le cause del ritiro della patente. Ecco quali sono nel dettaglio e quali conseguenze comporta la sospensione dell’abilitazione di guida.

Ritiro della patente: quando viene sospesa l’abilitazione?

Il Codice della Strada prevede una serie di circostanze in cui la sanzione comporta il ritiro della patente. Si tratta in genere di un’azione accessoria rispetto alla multa pecuniaria, applicata in caso di violazione grave delle norme. In alcune situazioni la patente viene appena sospesa per un determinato periodo di tempo, dopo il quale è possibile tornare a guidare, altrimenti può essere revocata e obbligare a sostenere nuovamente gli esami.

Ritiro patente per alcol

Una delle infrazioni più comuni è la guida in stato di ebbrezza, infatti l’articolo 186 del Codice della Strada vieta di mettersi alla guida con un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro di sangue. Si tratta di un valore basso, ma indispensabile per garantire la sicurezza stradale, il quale dipende non solo dalla quantità di alcol consumata ma anche da una serie di fattori, tra cui il tipo di bevande alcoliche, il sesso, l’età, il peso corporeo, il sonno e altre condizioni.

Un tasso alcolemico elevato, infatti, comporta una serie di conseguenze sullo stato emotivo e la capacità di concentrazione alla guida, con dei sintomi come la riduzione della percezione del rischio, il disorientamento, la sonnolenza e l’incoscienza. In caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, ecco quali sono le possibili sanzioni applicate.

  • Tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/litro: viene ritirata la patente da 3 a 6 mesi, inoltre si riceve una multa con importo da 532 a 2.127 euro.
  • Tasso alcolemico compreso tra 0,8 e 1,5 g/litro: la sanzione accessoria prevede il ritiro della patente da 6 a 12 mesi, oltre a un’ammenda pecuniaria da 800 a 3.200 euro, in più si rischia l’arresto per un periodo fino a 6 mesi.
  • Tasso alcolemico superiore a 1,5 g/litro: in questo caso viene applicata una multa da 1.500 fino a 6.000 euro, la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni con revoca dell’abilitazione, alla quale si può aggiungere anche l’arresto fino a 1 anno.

Per i neopatentati viene applicata la tolleranza zero, quindi non è possibile guidare dopo aver consumato delle bevande alcoliche. Tuttavia, se la concentrazione di alcol è inferiore a 0,5 g/litro viene corrisposta una multa di 624 euro, mentre per tassi superiori le sanzioni sono le stesse previste per gli altri patentati con importi aumentati di 1/3. Il tasso di alcol nel sangue viene rilevato attraverso alcoltest, oppure analisi del sangue effettuate in una struttura ospedaliera.

In caso di rifiuto dell’alcoltest si rischiano le pene massime previste dal Codice della Strada, quindi una multa da 1.500 fino a 6.000 euro, l’arresto da 6 mesi a 1 anno e la sospensione della patente di guida da 1 a 2 anni. In queste circostanze le Forze dell’Ordine possono anche confiscare il veicolo. Alla seconda violazione per guida in stato di abbrezza, commessa nell’arco di 2 anni dalla prima infrazione, si subisce sempre la revoca della patente.

Ritiro patente per velocità

La guida a velocità elevate, superiori a quelle consentite dai limiti di legge, può comportare il ritiro della patente. Se la velocità rilevata non supera di oltre 40 Km/h il limite non viene applicata la sospensione dell’abilitazione, altrimenti con un superamento compreso tra 40 e 60 Km/h avviene il ritiro da 1 a 3 mesi. Inoltre, si riceve la decurtazione di 6 punti dalla patente e una multa da 527 a 2.108 euro, mentre in caso di recidiva entro 2 anni la sospensione della patente può andare da 8 a 18 mesi.

Se invece si superano i limiti di velocità di oltre 60 Km/h rispetto ai limiti vigenti, in questa circostanza si rischia il ritiro della patente da 6 a 12 mesi, con la revoca dell’abilitazione in caso di recidiva nel biennio successivo. Questa infrazione grave prevede anche una multa di importo da 821 a 3.287 euro, con la sottrazione di 10 punti dalla patente di guida. Se il superamento dei limiti di velocità è compreso tra 10 e 40 Km/h, in questo caso viene applicata appena una multa e la decurtazione di 3 punti.

Ritiro patente per droga

L’utilizzo di sostanze stupefacenti può avere conseguenze dirette sull’abilitazione di guida, anche se la violazione non viene rilevata durante la circolazione stradale. Il possesso di droghe leggere, ad esempio, comporta in caso di condanna una valutazione che può causare la sospensione o la revoca della patente. Non sempre, invece, viene ritirata la patente in caso di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, in quanto deve essere provata la condizione di alterazione psico-fisica del conducente.

In queste situazioni può essere decisa però la sospensione cautelare, un provvedimento che comporta il ritiro della patente in attesa della decisione del giudice per motivi di sicurezza e prevenzione. In altri casi più gravi può essere disposta la revoca della patente per droga. Ad ogni modo, il tempo necessario per il recupero dell’abilitazione può essere abbastanza lungo, in quanto bisogna attendere le tempistiche del processo penale prima di poter riprendere la patente.

Ritiro patente per recidiva nella guida con cellulare

L’articolo 173 del Codice della Strada prevede soltanto una multa per chi guida con il cellulare, un’infrazione che riduce la concentrazione del guidatore e aumenta il rischio di incidente. In questo caso la sanzione comporta una multa da 161 a 647 euro, tuttavia qualora si dovesse commettere la stessa violazione entro i 2 anni successivi viene applicata la sospensione della patente da 1 a 3 mesi.

Ritiro patente per abilitazione scaduta

Il ritiro della patente di guida può avvenire anche in caso di guida con patente scaduta, una circostanza punita in modo severo dal Codice della Strada. Il rinnovo della patente deve avvenire ogni 10 anni fino a 50 anni d’età, ogni 5 anni tra 50 e 70 anni, ogni 3 anni da 70 a 80 anni e successivamente ogni 2 anni. In caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine per la guida con la patente scaduta si rischia il ritiro dell’abilitazione, oltre a una multa da 160 a 644 euro.

In questa situazione è possibile recuperare facilmente il documento di guida, infatti basta sottoporsi alla visita medica e realizzare tutti gli adempimenti necessari per il rinnovo entro 10 giorni. Una volta trascorso questo periodo di tolleranza, invece, bisogna effettuare comunque tutte le pratiche per il rinnovo della patente, tuttavia è necessario recarsi presso la prefettura per abilitare nuovamente il documento di abilitazione alla circolazione stradale.

Ritiro patente per incidente

In caso di incidente stradale può essere disposto il ritiro della patente, una decisione che spetta al prefetto e viene applicata in presenza di lesioni da parte di una delle persone rimaste coinvolte nel sinistro. La sanzione avviene se le lesioni alle persone sono documentate da apposita certificazione medica, con una responsabilità provata del conducente oggetto della sospensione dell’abilitazione di guida.

In base alla gravità delle lesioni riportate dalla persona ferita, il ritiro della patente può avere una durata compresa tra 15 giorni e 3 anni. In questi casi, però, è possibile fare ricorso presso il giudice di pace entro 30 giorni. Qualora l’incidente comporti il reato di omicidio stradale, in questa circostanza la sospensione della patente può arrivare fino a 4 anni, con la revoca della patente in seguito alla condanna del conducente responsabile del sinistro.

Come recuperare la patente dopo il ritiro

Quando la patente viene ritirata non è possibile mettersi alla guida durante il periodo della sospensione, altrimenti si rischia la revoca della patente. Il primo è in intervento temporaneo, quindi scaduto il lasso di tempo del ritiro è possibile rientrare in possesso del documento di guida. La revoca invece è una misura definitiva, perciò in questo caso è necessario prendere nuovamente l’abilitazione rivolgendosi a una scuola guida o alla Motorizzazione Civile.

Per riavere la patente dopo il ritiro basta dunque attendere la conclusione della sospensione, rivolgendosi all’organo di polizia incaricato per ottenere la restituzione del documento di guida. Se invece la sospensione è stata applicata per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, il rilascio della patente avviene soltanto dopo presentazione di un certificato medico che attesti l’idoneità del conducente.

Nei casi più gravi, quando viene revocata la patente, bisogna aspettare almeno 2 anni prima di poter rifare l’abilitazione di guida, ad esempio quando la revoca è avvenuta per motivi disciplinari. Quando invece la causa è stata la perdita dei requisiti psicofisici, un incidente grave con feriti o la mancata revisione del documento di guida, in queste circostanze bisogna sottoporsi a una visita medica che certifichi il recupero dei requisiti psicofisici o superare nuovamente gli esami di teoria e pratica.

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