• 18 Aprile 2026 11:30

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Truffa sul gasolio da milioni di euro: coinvolte decine di persone

Apr 16, 2026

L’economia sommersa e le frodi nel settore energetico rappresentano oggi una delle frontiere più calde per la tutela della legalità finanziaria, specialmente in un contesto geopolitico che ha reso il prezzo dei carburanti un tema sensibilissimo per ogni cittadino. È in questo scenario che si è sviluppata l’operazione “Red Gold”, una complessa indagine condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Pescara e coordinata dalla Procura di Avezzano sotto la guida del procuratore Maurizio Maria Cerrato.

L’inchiesta ha portato alla luce un sistema illecito articolato e profondo, capace di sottrarre al fisco italiano una cifra impressionante, quantificata in circa 10 milioni di euro. Al centro di questo intreccio criminale figurano 15 persone indagate, ma la mente dell’organizzazione è stata individuata in un imprenditore marsicano che, pur risiedendo formalmente in Svizzera, operava come un vero e proprio “fantasma” per l’erario nazionale.

Il meccanismo della frode: manomissioni e mercato nero

Il sistema messo in piedi dall’organizzazione era tanto semplice nella sua concezione quanto efficace nella sua esecuzione. Tutto ruotava attorno alla manomissione dei contalitri installati sugli automezzi aziendali addetti alla distribuzione dei prodotti energetici. Attraverso questi stratagemmi tecnici, i componenti della banda riuscivano a sottrarre ingenti quantitativi di gasolio da riscaldamento proprio durante le fasi di erogazione. Una volta prelevato illecitamente, il carburante non svaniva nel nulla, ma veniva inserito in un vero e proprio circuito parallelo di vendita in nero.

La convenienza economica del sistema poggiava sulla differenza di tassazione tra le diverse tipologie di combustibile. Il gasolio da riscaldamento, godendo di un’aliquota agevolata, veniva rivenduto a prezzi estremamente vantaggiosi a distributori compiacenti. Qui avveniva l’ultimo passaggio della frode: il prodotto veniva miscelato con comune gasolio per autotrazione e immesso regolarmente sul mercato. Questo meccanismo permetteva di eludere non solo la tassazione sui proventi dell’attività, ma soprattutto le pesanti accise sugli oli minerali, garantendo un vantaggio competitivo sleale e prezzi finali imbattibili che danneggiavano gli operatori onesti del settore.

Il blitz: 50 finanzieri e un tesoro di lusso

L’intervento delle Fiamme Gialle è scattato con un’azione coordinata che ha visto l’impiego di 50 finanzieri. Le perquisizioni si sono concentrate tra le province dell’Aquila, Pescara, Roma e Milano, con il supporto fondamentale dei militari dello S.C.I.C.O. e delle unità cinofile. L’obiettivo degli inquirenti non era solo quello di fermare la frode, ma di colpire al cuore il patrimonio accumulato illecitamente dall’organizzazione.

Il contrasto tra lo stato di “fantasma fiscale” dell’imprenditore e il suo stile di vita reale è emerso con prepotenza durante i sequestri. All’interno dei garage e nelle disponibilità degli indagati è stato trovato un parco auto degno di un collezionista di alto livello, per un valore totale di circa un milione di euro.

Tra i beni posti sotto sequestro figurano gioielli dell’automobilismo italiano e internazionale come una Ferrari Roma, una Ferrari Purosangue, una Porsche Macan e una potente Audi RS6. Oltre ai veicoli di lusso, i militari hanno rinvenuto orologi di pregio e 41 mila euro in contanti, oltre a porre il vincolo giudiziario su quattro automezzi pesanti utilizzati materialmente per la commissione della frode.

Le conseguenze legali e il contesto geopolitico

Le accuse mosse nei confronti dei 15 indagati sono pesantissime e delineano un quadro di criminalità economica organizzata. La Procura ipotizza reati che vanno dall’associazione per delinquere alla frode nelle pubbliche forniture, passando per la ricettazione, l’autoriciclaggio e i reati legati all’evasione delle accise. L’operazione “Red Gold” si inserisce in una più ampia strategia della Guardia di Finanza volta a presidiare un settore, quello energetico, considerato oggi particolarmente esposto a causa delle tensioni geopolitiche internazionali.

Smantellare simili sistemi non significa solo recuperare milioni di euro di tasse evase, ma anche proteggere il mercato e i consumatori da dinamiche speculative e criminali che alterano i prezzi di beni di prima necessità come il gasolio.

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