• 1 Giugno 2026 20:46

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Pedaggi autostradali, da oggi i rimborsi: come ottenerli

Giu 1, 2026

Dal 1° giugno scatta la nuova normativa ART (Autorità di Regolazione dei Trasporti) che riconosce agli utenti il diritto al rimborso dei pedaggi autostradali in caso di code causate da cantieri. D’ora in poi, il ritardo accumulato avrà un peso specifico: il rimborso scatterà in modo proporzionale, incrociando la lunghezza del tragitto con i minuti trascorsi effettivamente in coda.

Come avverrà il rimborso

Il rimborso, però, non arriverà in automatico, bensì sarà il viaggiatore, dopo aver subito il disservizio, a dover attivare la procedura di richiesta, fornendo prove certe del proprio passaggio. È una piccola scocciatura burocratica forse destinata a far desistere i più pigri, ma che rappresenta un passo avanti epocale verso una maggiore responsabilità dei gestori delle tratte. Non va dimenticato, infatti, che il pedaggio è un contratto di servizio: se il tempo di percorrenza previsto viene stravolto da una gestione inefficiente dei lavori, l’utente vede riconosciuto il diritto a una compensazione economica.

Non tutto avverrà subito. Qualora il vostro viaggio preveda il passaggio su autostrade appartenenti a società diverse dovrete attendere il 1° dicembre 2026, data dell’estensione definitiva della norma ai percorsi misti. Allo stato attuale, infatti, il diritto al rimborso legato ai ritardi causati dai cantieri rimane limitato unicamente alle tratte singole. Il diritto all’indennizzo dipende poi dai chilometri: scatta subito per i tragitti sotto i 30 km, mentre per quelli più lunghi bisogna superare una soglia di ritardo di 10 o 15 minuti.

Dal 50% restituito sui blocchi tra l’ora e le due ore, la percentuale aumenta in misura proporzionale alla durata del fermo. Se il blocco perdura tra le due e le tre ore, la quota sale al 75%, fino ad arrivare al rimborso integrale se, sfortunatamente, restate fermi per più di 180 minuti e – clausola di salvaguardia da tenere a mente – il rimborso viene erogato purché la somma complessiva superi l’euro.

Quando il rimborso non è dovuto

Attenzione però a non cantar vittoria troppo presto. L’Autorità ha previsto delle zone d’ombra in cui il rimborso non è dovuto. Se la coda è causata da un incidente, da una nevicata improvvisa o da un evento meteo estremo, il concessionario è esentato. Lo stesso vale relativamente ai cantieri mobili – almeno fino a questo punto – o quelle tratte dove sono già applicate riduzioni tariffarie generalizzate.

Gli utenti che intendono presentare domanda di rimborso dovranno inoltrare allegare scontrini o fatture del telepedaggio tramite i canali messi a disposizione dai concessionari, che vanno dal portale web allo sportello fisico. Al momento della domanda, oltre ai dati personali, andranno indicati i caselli di entrata e uscita e l’IBAN per l’accredito e a quel punto entra in vigore un nuovo diritto per l’automobilista, che trasforma il tempo perso in coda in un indennizzo richiedibile.

Supponiamo di subire novanta minuti di coda: grazie alla nuova norma, sarà possibile richiedere metà del rimborso del pedaggio. Una volta caricata la prova del transito sul portale del gestore, l’utente acquisisce il diritto al recupero del credito e ha, dunque, fine la situazione in cui pagava il prezzo pieno, anche di fronte a un servizio chiaramente insufficiente.

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