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Tour goloso tra le sponde del Garda

Ago 22, 2016

Ci sono mille modi di stare bene sul Garda, non a caso la prima meta turistica per gli stranieri che vengono in Italia. Il migliore per noi è vagare da una sponda all’altra, per un week-end o anche solo per un lunedì – che consigliamo vivamente, soprattutto in settembre – abbandonando se possibile l’automobile nel parcheggio dell’hotel o in prossimità di una delle tante stazioni della Navigazione Laghi, per fare un piccolo tour giornaliero. Al di là del vantaggio di mollare il volante – tra l’altro le Gardesane saranno bellissime ma si viaggia bene solo nei mesi più freddi – c’è la possibilità di sbarcare nel cuore delle cittadine, visitarle con calma, fare buoni acquisti e…sedersi in un ristorante ‘vista Garda’, magari proprio affacciato sul lago. Per godere di quelle sensazioni che i transalpini assegnano ai locali ‘pieds dans l’eau’. Ma noi abbiamo pensato anche a quei posti raggiungibili in pochi minuti dall’approdo della linea pubblica o dal porticciolo comunale.

Un tour tra le sponde

Il nostro tour parte dalla riva trentina, paradiso della tavola a vela (soppiantata quasi dal kitesurf) e della mountain bike. A Torbole, è impossibile non sedersi a La Terrazza, struttura coperta a pochi metri dal lago: regno dell’esperto chef-patron Ivo Miorelli, continua nella sua proposta lacustre, leggermente rivisitata. Ma piace molto anche il più moderno Aqua Restaurant & Lounge Cafè, sul lungolago, dove la cucina di Fabio De Filpo è a 360°. Riva del Garda non ha locali particolari con vista sul Garda, quindi ha meglio un breve struscio tra i vicoli che dal porto commerciale arrivano al centro storico: qui c’è Al Volt, ristorante di classe e di creatività, con una signora carta dei vini.

Il primo centro importante, passata la frontiera fra Trentino e Veneto – cento anni fa era confine tra Austria e Italia – è Malcesine. Nessun dubbio che per il gourmet sia giusto intraprendere una salita al miglior ristorante di sponda orientale, consacrato al pesce del Garda. Leandro Luppi, bravo cuoco e personaggio vulcanico – a lui si deve l’idea di Fish & Chef, manifestazione fondamentale per la cucina d’acqua dolce – vi aspetta alla Vecchia Malcesine. Cinque minuti a piedi dall’attracco del traghetto ed eccovi in una bomboniera – con vista superba – per godere delle ultime specialità di Luppi come gnocchi, sarde, limone e fumo o salmerino, aglio, olio e peperoncino. Ma attenzione, lo chef è abile anche su terra e nell’orto…A Brenzone, i gourmet si dividono sul primato tra la storica Osteria al Pescatore sul porto e la spettacolare Locanda alla Fassa di Castelletto, praticamente ‘nel lago’. Noi amiamo entrambi, per la cronaca. Scendendo ancora verso Sud non è facile trovare posti da segnare sul taccuino: facciamo una sola eccezione per il Regio Patio, spettacolare loggiato, dell’Hotel Regina Adelaide dove Andrea Costantini, allievo per un decennio di Bruno Barbieri, sta facendo un eccellente lavoro, puntando soprattutto sulla materie prime del territorio.

Sicuramente (e storicamente), la sponda bresciana è più stimolante per i gourmet a caccia di piatti e viste acquatiche. Solo un’èlite potrà concedersi l’affascinante Villa Feltrinelli e la poesia culinaria di Stefano Baiocco ma basta attraccare nel cuore di Gargnano per sedersi alla Tortuga della famiglia Filippini, dove si gusta anche buon pesce di mare. Gardone Riviera è in pieno spolvero: al vecchio Villa Fiordaliso, location sempre incredibile e dove si può attraccare direttamente al pontile, si è affiancato Lido 84 che ha in Riccardo Camanini uno dei nuovi astri della cucina italiana. Il menu è tra i più sorprendenti non solo del Garda (basti pensare agli spaghettoni al burro e lievito di birra che hanno conquistato monsieur Ducasse) e cenare intorno a un tavolo bordo lago è un privilegio. Anche qui si può arrivare in barca. Pochi metri più a Sud, c’è il Fagiano del Grand Hotel Fasano, dove Matteo Felter propone un’eccellente cucina d’autore. Prossima tappa, la Salò che si considera nuova capitale del lago e in parte non ha torto… Fermo restando che basta inoltrarsi nei vicoli per gustare i piatti di famose osterie quali l’Orologio e quella di Mezzo o per scoprire la nuova gestione dell’Antica Trattoria alle Rose, difficile trovare rivali alla Locanda del Benaco mit Cafè: tavoli sul lungolago, cucina da bistronomie, tutta l’esperienza di patron Gianni Briarava.

Moniga offre sempre la magnifica veranda della Trattoria Al Porto, anche se la cucina non è più caratterizzata dal pesce di lago mentre Manerba ha parecchi buoni locali, ma irraggiungibili senza un’auto. Invece, già dal nome – Aquariva – si capisce che Padenghe ha un posto con le carte in regola: è all’interno del West Garda Yacht Club, con una splendida terrazza ed è mix perfetto di buoni piatti e ambiente piacevole Desenzano esprime il massimo nell’Esplanade, villa a lago, che non sbaglia un colpo in cucina e ha il plus di un solo tavolo per due, apparecchiabile sul pontile. Ma si sta bene anche a Rose & Sapori sul lungolago cittadino e Alla Stella, trattoria a pochi metri dal porto turistico. Infine, Sirmione dove piace molto la Speranzina, trattoria con poco pesce di lago (ma molto di mare) e una bellissima terrazza. Se invece, cercate sana creatività e lunga esperienza ai fornelli, poco lontano dall’acqua (ma non la vedrete) c’è La Rucola con il suo mentore Gionata Bignotti. Per chiudere un consiglio: se il Garda vi piace nei mesi più caldi, sappiate che la Grande Bellezza si gode in settembre e ottobre. Quando il cielo è limpido e il sole rende l’acqua simile ai laghi nordici: provare per credere…

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