In genere la trazione integrale presenta il conto dal benzinaio, perché aggiunge peso e introduce nuovi attriti nella trasmissione. La Suzuki Swift Hybrid AllGrip ha trovato la chiave per ribaltare la situazione: nella classifica delle auto a benzina provate da Motor1 durante la prima metà del 2026 ha consumato meno di tutte, comprese le concorrenti dotate delle sole ruote motrici anteriori.
Al termine del viaggio, effettuato alla velocità media di 69 km/h sul consueto itinerario di 360 km da Roma a Forlì, sono serviti 4,05 litri di benzina ogni 100 km, equivalenti a 24,69 km/l, per una spesa 25,21 euro, calcolati con il carburante a 1,729 euro al litro.
La prova da Roma a Forlì
I 4,05 l/100 km non si ripetono automaticamente su ogni percorso. Motor1 ha rilevato 5 l/100 km alternando città e strade extraurbane, che salgono a 6,2 in autostrada e a 3,8 cercando deliberatamente il risparmio. Il serbatoio contiene appena 37 litri, ma con simili consumi la scarsa capacità smette di essere un grosso limite.
La Swift utilizza un tre cilindri aspirato di 1,2 litri da 83 CV, abbinato al cambio manuale a cinque marce. In frenata il piccolo sistema ibrido a 12 volt recupera una parte dell’energia, poi restituita quando il motore ha bisogno di aiuto. Non assicura lunghe percorrenze in elettrico e, del resto, non nasce con tale obiettivo: il suo compito consiste nel ridurre il consumo senza portarsi dietro una batteria pesante.
Il valore forse più interessante compare sulla carta di circolazione, dove la massa a vuoto dell’esemplare provato si ferma a 995 kg. Fermarsi sotto la tonnellata è un traguardo notevole anche fra le utilitarie, a maggior ragione con la trazione integrale installata, e permette al tre cilindri da 83 CV di spostare meno peso a ogni ripartenza senza dover ricorrere a potenze elevate. Per Suzuki l’efficienza passa anche dalla quantità di materiale evitata durante lo sviluppo, dato che un chilogrammo mai aggiunto non deve essere trascinato per tutta la vita del mezzo.
Non bisogna immaginare quattro ruote costantemente impegnate a scaricare la coppia sull’asfalto: durante la marcia normale sono quelle anteriori a muovere la Swift e il retrotreno viene coinvolto soltanto quando cominciano a perdere aderenza. A stabilire il collegamento provvede un giunto viscoso, senza richiedere alcun intervento al conducente, una soluzione che offre un sostegno sulle strade innevate e limita le dispersioni quando l’aiuto dell’AllGrip smette di essere necessario.
Il prezzo della versione 4×4
Il listino della 1.2 Top 4WD AllGrip parte da 24.950 euro, cifra che nel mese di luglio scende a 20.450 euro consegnando un veicolo in permuta oppure da rottamare. Dall’offerta rimangono fuori l’IPT e le altre spese indicate nel contratto. I fari full LED sono già compresi nel prezzo e nell’abitacolo si trovano il climatizzatore automatico e un touchscreen da 9 pollici, sul quale compaiono anche le immagini trasmesse dalla telecamera posteriore.
La trazione anteriore fa risparmiare al momento dell’acquisto e qualche vantaggio emerge pure alla pompa. Provata in precedenza lungo lo stesso tragitto da Roma a Forlì, aveva richiesto 3,9 litri ogni 100 km, appena meno della AllGrip. La differenza appare dunque contenuta e in cambio si ottiene qualcosa che le piccole moderne offrono ormai di rado.
“Sho-Sho-Kei-Tan-Bi” non sarà la formula più immediata da ricordare, ma descrive bene il metodo seguito da Suzuki. Tutto il superfluo può essere eliminato prima di aumentare il peso dell’auto e il consumo di 24,69 km/l raggiunto nel test dà alla filosofia una misura concreta, ben lontana dalle sole dichiarazioni pubblicitarie.