• 19 Maggio 2026 17:53

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Strage Modena, convalidato il fermo: El Koudri resta in cella

Mag 19, 2026

AGI – Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo di Salim El Koudri, il 31enne accusato di strage e lesioni aggravate per aver travolto con la sua auto sette persone, sabato scorso, nel pieno centro di Modena. L’uomo resta in carcere, in linea con quanto richiesto dalla Procura modenese, la quale non ha comunque contestato le aggravanti della premeditazione e del terrorismo.

Durante l’udienza di convalida, El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere in merito alla dinamica dei fatti poiché ancora in forte stato confusionale. Ha tuttavia collaborato con gli inquirenti fornendo i codici di sblocco del proprio telefono cellulare.

Le parole della difesa e il movente da chiarire

“Mi dispiace che sia andata a finire così. È giusto che io stia in carcere per quello che ho fatto”. Questa è stata la risposta che il 31enne ha dato al suo avvocato difensore, Fausto Gianelli, quando il legale gli ha chiesto se fosse consapevole della gravità del suo gesto.

Intervistato dall’AGI, Gianelli ha spiegato che l’indagato sta iniziando a rendersi progressivamente conto dell’accaduto: “Rispetto a ieri, in cui era in totale confusione, mi sembra che abbia fatto un passo avanti, ma non posso certo dire che sia sveglio e lucido. Per stabilire se sia davvero consapevole o pentito è ancora presto”.

La difesa ha inoltre espresso la volontà di fare piena luce sulla vicenda, andando oltre ciò che è già evidente dalle immagini e dai video circolati: “Vogliamo che vengano accertate le eventuali ragioni di questo gesto e con chi abbia parlato l’imputato, per capire se ci sia il coinvolgimento di terzi. Al momento sembrerebbe di no, ma è corretto indagare a fondo per fugare ogni dubbio”.

Il passato psichiatrico e la richiesta di una perizia

Il nodo centrale della difesa ruota attorno alla salute mentale del giovane. El Koudri, infatti, nel 2023 aveva ricevuto una diagnosi di disturbo schizofrenico ed era in cura presso il Centro di igiene mentale, un percorso terapeutico che aveva successivamente interrotto in modo volontario.

“Il mio assistito si trova in una situazione di evidente confusione mentale”, ha sottolineato l’avvocato Gianelli. “Ho chiesto che venga visitato da uno psichiatra in carcere e stabilizzato, se necessario, attraverso una terapia farmacologica, così da permettergli di sostenere il prossimo interrogatorio in condizioni di maggiore lucidità. In base a ciò che riferirà lo specialista, valuteremo se e come procedere con una perizia psichiatrica formale che ne accerti lo stato di malattia”.

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