Quando Guido torna a casa per il funerale del padre, ad aspettarlo trova un fratello che non vede da trent’anni e due vecchi motorini assemblati durante l’adolescenza. Da lì comincia 50 km all’ora, in onda stasera, mercoledì 19 agosto, alle 21.20 su Canale 5, dove Stefano Accorsi recita accanto a Fabio De Luigi, nel doppio ruolo di attore-regista del film. Guido e Rocco si portano dietro parecchi conti in sospeso. Il viaggio attraverso l’Emilia-Romagna comincia nel momento in cui scelgono di portare le ceneri del padre sulla tomba della madre usando proprio i motorini costruiti da ragazzi.
Ducati Diavel: 168 CV per la città
Con le due ruote, Accorsi ha portato nel film una passione coltivata anche nella vita vera e di recente si è fatto vedere in sella a una Ducati Diavel. Nel video pubblicato sui social ha spiegato perché la moto gli regala sensazioni uniche: in macchina gli capita di guidare mentre pensa agli impegni, al lavoro o a quello che farà una volta arrivato, in moto non può. Deve guardare la strada, sentire l’ambiente circostante e tenere le mani ben salde sul manubrio.
La Diavel mette subito in mostra proporzioni fuori dal comune. La ruota posteriore misura 240 millimetri e se la guardi capisci quanto incida sul suo aspetto. Il motore V4 Granturismo da 1.158 cc eroga 168 CV e raggiunge una coppia di 126 Nm, ma Accorsi la sceglie per muoversi ogni giorno e, infatti, nel filmato pubblicato sui social la scatena in città, anche mentre sbriga le normali commissioni.
Nel 2024 aveva già raccontato alla Gazzetta dello Sport quanto gli faccia bene salire in sella. Può partire nervoso oppure stanco: nel giro di pochi minuti il suo umore cambia, e non gli dispiace nemmeno rinunciare alle comodità dell’auto. Sulla moto deve rimanere vigile e, secondo lui, proprio questa attenzione continua restituisce una sensazione di libertà. Gli succede persino durante un breve tragitto urbano: arriva al semaforo e comincia già a pensare a un viaggio.
Nell’estate del 2024 Accorsi ha portato la Multistrada V4 Rally sulle Alpi della Valle d’Aosta, divertendosi soprattutto lungo le curve incontrate dopo l’uscita dall’autostrada. Il modello, capace di adattarsi alle esigenze del momento e pronto ad accogliere un passeggero e i bagagli oppure accompagnarlo nelle uscite in solitaria, porta sul manubrio la scritta “Vacca boia”, un riferimento a Veloce come il vento, dove interpretava il pilota Loris De Martino. Accorsi pronunciò l’espressione spontaneamente nel mezzo di una battuta e il regista Matteo Rovere decise di conservarla, facendone uno dei tratti distintivi del personaggio e un richiamo alle origini emiliane dell’attore.
Il sodalizio con Peugeot
Nel garage di Accorsi c’è poi posto per le automobili. Dal 2012 voce e volto dell’attore accompagnano le campagne di Peugeot, in una collaborazione cominciata con la 208, che ha poi portato a girare tre cortometraggi dedicati alla 308 berlina, alla station wagon e alla 3008 Hybrid4.
In vista delle riprese di Veloce come il vento, Accorsi salì in macchina con Paolo Andreucci e imparò da lui a guidare in pista, così da girare in prima persona molte scene di Loris De Martino, e nel 2017 partecipò a un campionato sulla Peugeot 308 Racing Cup. Al matrimonio arrivò invece su una 308 GTi e lungo le stradine di campagna verso il ristorante riuscì, parole sue, a seminare i paparazzi, anche se in famiglia Accorsi preferisce mettersi al volante del Traveller a otto posti. Ogni mezzo ha il suo momento.