AGI – Accompagnavano le mogli a prostituirsi in pieno giorno non solo nei parcheggi più frequentati di Crotone, ma anche vicino ai parchi giochi, per poi sorvegliarle a distanza, mentre ad assistere agli incontri c’erano anche i loro figli piccoli, portati nelle auto per non destare sospetti. Quando poi il giro d’affari ha iniziato a farsi consistente, le stesse donne del clan si sono attivate per reclutare altre ragazze.
È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Crotone, Assunta Palumbo, dopo che le indagini dei carabinieri – avviate nell’autunno scorso – hanno portato alla luce un giro di prostituzione messo in piedi da una banda di rumeni con base a Isola Capo Rizzuto, ma che operava essenzialmente nella città. In carcere sono finiti Ionut Onoriu Nita, 35 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione di sfruttatori, Benone Nita, 41 anni, Marcel Dumitru, 32 anni, e Vasile Dumitru, 35 anni. Agli arresti domiciliari sono invece finiti Aldo Marasco, crotonese di 74 anni, ed Elena Visan, 39 anni. Altre due persone sono state denunciate a piede libero.
Il reclutamento e le violenze
I sei indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, mentre il presunto capo clan, Ionut Onoriu Nita, anche di violenza sessuale aggravata e minaccia grave. Nel 2024, l’uomo avrebbe minacciato di morte una donna per costringerla a prostituirsi, ma la vittima lo aveva poi denunciato ai carabinieri. Da lì sarebbe emersa un’altra denuncia da parte di una ragazza, parente dello stesso Nita, che ha raccontato alle forze dell’ordine di essere stata violentata dall’uomo quando era ancora minorenne, con lo scopo di farla poi prostituire.
Secondo gli inquirenti, Ionut Onoriu Nita sarebbe l’organizzatore del sodalizio, impartendo le direttive, occupandosi di accompagnare le donne nei luoghi d’incontro e gestendo i proventi. Benone Nita, fratello di Onoriu Ionut, partecipava all’organizzazione degli spostamenti e alla gestione dei ricavati. Marcel e Vasile Dumitru accompagnavano le ragazze da Isola Capo Rizzuto a Crotone. Due di loro – Vasilica Nita, moglie di Ionut Onoriu, e Andreea Vescan, moglie di Benone – sono accusate di esercizio, intermediazione e favoreggiamento della prostituzione per aver presentato clienti ad altre donne del gruppo.
Gli incontri in un motel
Aldo Marasco ed Elena Visan, infine, sono accusati di aver favorito gli incontri anche nell’albergo Motel Pitagora, attività per la quale ricevevano denaro in nero. La coppia gestiva abusivamente la struttura ricettiva, poi sequestrata.
Il giro di affari
L’operazione congiunta tra Carabinieri e Guardia di finanza ha smascherato il lussuoso tenore di vita degli indagati, che però si dichiaravano nulla tenenti. Gli sfruttatori guadagnavano in media quasi 90 mila euro a testa, con parte del denaro che veniva trasferita all’estero. Ad alimentare questo fiorente business era una platea di clienti molto vasta, che arrivava a Crotone anche dalle province di Catanzaro e Cosenza. Tanto che, secondo gli inquirenti, il gruppo stava progettando di esportare il consolidato modello di sfruttamento anche in altre aree della regione.