• 20 Giugno 2021 23:05

Corriere NET

Succede nel Mondo, accade qui!

S&P’s alza il rating italiano a BBB: «Crescita consolidata»

Ott 28, 2017

L’Italia ha conquistato ieri, con una crescita migliore delle attese, un trend di debito/Pil visto in calo verso il 126% (dal picco di 129%) e un sistema bancario nettamente in via di risanamento, la sua prima promozione di rating da parte di S&P’s, salendo di un gradino dalla BBB- alla BBB con prospettive confermate stabili: dal 1988, anno di assegnazione del primo rating all’Italia con la “AA+”, S&P’s finora aveva solo modificato gli outlook in positivo ma in quanto al rating aveva solo sancito declassamenti sul rischio-Italia.

Conquistare la BBB una promozione importante agli occhi dei mercati, perch allontana l’Italia e una lunga lista di emittenti di bond italiani dal baratro dell’ultimo gradino prima del rating “BB” a livello speculativo o junk dove S&P’s ha collocato il Paese dal dicembre del 2004, data dell’ultima retrocessione.

L’agenzia S&P’s,considerata la pi severa tra le grandi, ha riconosciuto all’Italia una lunga serie di miglioramenti che vanno tutti a rafforzare lo standing creditizio del Paese e dunque la sua capacit e volont di ripagare puntualmente e integralmente i debiti. Al primo posto le prospettive di crescita del Pil reale che quest’anno dato all’1,4% e in media all’1,3% nel 2018-2019, un andamento migliore – e non di poco – rispetto alle previsioni dello 0,9% per il 2017 dello scorso maggio di S&P’s. Le prospettive della crescita economica sono sostenute dagli investimenti privati, l’occupazione e dalla politica monetaria espansiva. Il target del deficit/Pil al 2,1% sar centrato, per l’agenzia, e questo contribuir a mantenere il debito/Pil sulla traiettoria in calo: previsto che continui il consolidamento fiscale. Il miglioramento economico inoltre rafforzato dai progressi sul fronte bancario e dalla diminuzione dei rischi, tra i quali Montepaschi, le due banche venete e lo smaltimento “pi veloce” degli Npl: un giudizio positivo viene riservato all’accelerazione degli interventi messi in atto dal Governo Gentiloni. S&P’s vede bene anche la positiva performance nell’export e prevede miglioramenti di conseguenza nella produttivit. Anche i migliori margini operativi delle imprese italiane, evidenzia il rapporto, contribuiscono a rafforzare la crescita.

La promozione del rating deriva anche dalle riforme strutturali che S&P’s rileva nell’istruzione, nel mercato del lavoro, nel settore bancario, dei servizi, dei prodotti e giudiziario, e anche della pubblica amministrazione, oltre alle leggi mirate alla competitivit: un processo che ha tratto enorme beneficio dalla politica monetaria della Bce.

Tra i punti di debolezza del sistema-Italia, S&P’s sottolinea come l’incertezza politica abbia un peso sul rating, perch riduce la prevedibilit delle politiche economiche e fiscali. E mette in conto gi che ci sar l’impatto delle prossime elezioni sulle prospettive di crescita e sulle condizioni finanziarie. L’Italia inoltre dovr prepararsi alla fine della politica monetaria ultraespansiva della Bce. Ma sono i punti di forza, e non di debolezza, questa volta ad avere la meglio sul rating dell’Italia. S&P’s potrebbe quindi aprire la stagione delle promozioni e dei miglioramenti di outlook e di rating sull’Italia: Moody’s ha modificato l’outlook in negativo nel dicembre 2016 per i rischi politici, Fitch e DBRS hanno declassato l’Italia rispettivamente in aprile e gennaio quest’anno. Ma la lunga lista di miglioramenti fondamentali elencati da S&P’s dovrebbe aiutare in prospettiva il rischio-Italia alle prese con i mercati, che non amano il rischio politico, alla vigilia della nuova era del tapering.

© Riproduzione riservata

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Guarda la Policy

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close