il decreto del ministro

I governatori sul piede di guerra. Bonaccini (Emilia-Romagna): «Stupore e sconcerto». Fontana (Lombardia):«Colpo gravissimo al settore». Cirio (Piemonte): «Allibito da questa decisione». Critiche anche le associazioni di settore. Confturismo: «Blocco è messaggio negativo per il Paese»

di Celestina Dominelli

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(ANSA)

I governatori sul piede di guerra. Bonaccini (Emilia-Romagna): «Stupore e sconcerto». Fontana (Lombardia):«Colpo gravissimo al settore». Cirio (Piemonte): «Allibito da questa decisione». Critiche anche le associazioni di settore. Confturismo: «Blocco è messaggio negativo per il Paese»

14 febbraio 2021


8′ di lettura

È scontro attorno alla decisione del ministro della Salute Roberto Speranza di stoppare in extremis la riapertura delle attività sciistiche che sarebbe dovuta avvenire lunedì 15 febbraio in zona gialla seppur con una serie di limitazioni. Speranza ha infatti firmato un provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo, data di scadenza del Dpcm del 14 gennaio. Il provvedimento, spiega il ministero della Salute, «tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall’Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi».

Il Governo: presto ristori adeguati per gli operatori del settore

«La preoccupazione per la diffusione di questa e di altre varianti del virus SARS-CoV-2, precisa il ministero, ha portato all’adozione di misure analoghe in Francia e in Germania. Nel verbale del 12 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle cosiddette “aree gialle”, afferma che “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale». Nel comunicato con cui si annuncia lo stop alle attività sciistiche, il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore «con adeguati ristori».

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Giorgetti-Garavaglia: ora ristori sci, non bastano 4,5 miliardi

Lo stop di Speranza ha però provocato l’immediata reazione della Lega con i neo ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico) e Massimo Garavaglia (Turismo) dopo che, nel pomeriggio, anche il leader lumbard Matteo Salvini aveva tuonato sul continuo cambio di direzione per le attività sciistiche: «La montagna, finora dimenticata, merita rispetto e attenzione: che risposte si danno e in che tempi al documento predisposto dalle regioni? Non è solo questione di cifre: non è detto nemmeno che bastino i 4,5 miliardi richiesti quando la stagione non era ancora compromessa, probabilmente ne serviranno di più, a maggior ragione se ci sono altri stop. Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto», è il commento di Giorgetti e Garavaglia.

Molinari e Romeo: serve cambio di squadra a livello tecnico

Subito dopo l’affondo dei due neo ministri, la Lega ha rincarato la dose con i capigruppo Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari che hanno lanciato un pesante attacco. «Non si può continuare con il “metodo Conte”, annuncio la domenica e chiusura il lunedì, ad opera del trio Ricciardi-Arcuri- Speranza. Serve un cambio di passo e rispetto per la gente di montagna e per chi lavora, oltre a rimborsi veri e immediati: al di là di Speranza, appena riconfermato ministro, è necessario un cambio di squadra a livello tecnico».

Meloni (FdI): rinvio è mazzata finale per tantissimi operatori

Dall’opposizione è giunta la netta critica della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. «Solo pochi giorni fa il governo Conte-Speranza e il Cts avevano autorizzato la riapertura delle piste sci dal 15 febbraio nelle regioni in zona gialla. A 24 ore dalla ripartenza, lo stesso Cts dice che non ci sono più le condizioni e il governo Draghi-Speranza decide un altro rinvio. È la mazzata finale per tantissimi operatori, che non hanno lavorato per mesi subendo perdite enormi e che per organizzare la riapertura hanno sostenuto spese, assunto personale, venduto skipass, accettato prenotazioni alberghiere. Quando verranno ristorate queste imprese? Quanti soldi verranno stanziati per pagare i danni di questa scelta? Chi dirà ai lavoratori appena assunti che da domani dovranno rimanere a casa?».