Fino al 5 marzo gli impianti sciistici dovranno restare chiusi: lo ha deciso il ministro Roberto Speranza accogliendo le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, che in giornata aveva dato parere negativo alla riapertura. L’avvio della stagione era previsto per domani, lunedì 15 febbraio, e molte strutture si stavano già organizzando per accogliere gli sciatori. La ripartenza è al momento prevista per il 5 marzo, data di scadenza del dpcm del 14 gennaio.

Alla luce dei nuovi dati delle varianti e di quelli diffusi dall’Iss di venerdì, condivisi con le Regioni“, diceva oggi il Cts, lo sci non avrebbe dovuto riaprire. Non ci sono più le condizioni in Italia per garantire la sicurezza sulle piste secondo gli esperti e così, ancora una volta, poche ore prima del via, lo sci subisce un nuovo stop. Il Comitato, però, non si è assunto la responsabilità della scelta ma ha delegato tutto “alla politica e ai governatori “. Roberto Speranza ha raccolto rapidamente il suggerimento del Cts e in serata ha firmato il decreto che proroga la chiusura fino al prossimo marzo, con la promessa che il governo “si impegna a compensare al più presto con adeguati ristori“. Una formula già sentita in passato, che agli operatori del settore non va più bene. “È tutto ridicolo, solo in Italia accadono queste cose“, dice un indignato Giovanni Brasso proprietario della Sestriere Spa, al quale fa eco il presidente della Fisi, Flavio Roda, che si chiede se lo sci possa infettare.

Quanto accaduto oggi, però, richiama troppo da vicino il modus operandi del governo di Giuseppe Conte, che è stato in più occasioni al centro di critiche per la scarsa tempestività degli avvisi e la grande incertezza trasmessa ai cittadini. La Lega non ci sta a continuare su questa falsa riga e chiede che ci sia un punto di rottura tra il vecchio e il nuovo governo: “Non si può continuare con il ‘metodo Contè, annuncio la domenica e chiusura il lunedì. Aldilà di Speranza, appena riconfermato ministro, è necessario un cambio di squadra a livello tecnico“. Questo è il contenuto della nota congiunta firmata dai capigruppo della Lega, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari. Anche Italia viva si è unito al coro di lamentele, sottolineando che il Paese in questo momento ha bisogno di risposte “immediate e chiare“.

Prima dello stop allo sci, Walter Ricciardi e Andrea Crisanti hanno portato di nuovo alla ribalta il tema del lockdown. Per il consulente di Roberto Speranza e il professore dell’università di Padova, l’Italia in questo momento necessiterebbe di un lockdown totale e nazionale, alla stregua di quello di marzo, per arginare la diffusione delle varianti del coronavirus. Walter Ricciardi ha dichiarato che riferirà in settimana con il ministro della Salute.