• 29 Luglio 2026 14:45

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Roma, scoperta officina che smontava auto rubate: cinque arresti

Lug 28, 2026

Dall’esterno sembrava un capannone come tanti, in una zona periferica di Roma dove i capannoni si vedono spesso e non destano attenzioni particolari. Dentro, invece, c’era un’officina specializzata nello smontaggio sistematico di auto rubate, allestita per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. L’operazione dei Carabinieri della Compagnia di Roma Piazza Dante ha portato a cinque arresti in flagranza di reato nel quartiere Borghesiana, tutti per ricettazione in concorso. Il Tribunale di Roma ha già convalidato le misure cautelari.

L’officina clandestina nella periferia romana

I Carabinieri hanno fatto irruzione all’interno del capannone di via Carlo Fornara trovando cinque uomini, di cui due italiani di 28 e 50 anni, un 52enne nato in Venezuela, un 53enne polacco e un 61enne lettone, che erano intenti a smontare una Volkswagen Tiguan risultata rubata lo scorso 24 giugno nel centro di Roma.

All’interno del capannone si trovavano impianti di sollevamento per automezzi, postazioni di lavoro strutturate, banchi da officina, smerigliatrici, avvitatori pneumatici, utensili elettrici e attrezzatura specialistica per il rapido smontaggio di parti meccaniche e di carrozzeria. Non un deposito di fortuna, ma un’officina professionale allestita con un obiettivo preciso: smontare nel minor tempo possibile e disperdere i pezzi sul mercato prima che qualcuno facesse domande. Chi indaga è convinto che diversi componenti della banda avessero un passato da meccanici professionisti e l’organizzazione del capannone sembrerebbe convalidare questa tesi.

Anche un compattatore e un jammer

Durante il blitz i militari hanno sequestrato anche un compattatore industriale, utilizzato per ridurre rapidamente le carcasse delle auto dopo lo smontaggio, e un jammer, dispositivo capace di disturbare le frequenze radio e impedire il funzionamento dei sistemi di localizzazione GPS installati sui veicoli rubati. Il jammer, in particolare, leva ogni possibile dubbio sulla predisposizione criminale di questa struttura. Non basta rubare un’auto e portarla in un capannone: se il veicolo è equipaggiato con un sistema GPS (cosa ormai all’ordine del giorno) il segnale può guidare i proprietari o le forze dell’ordine direttamente al nascondiglio. Il jammer è la risposta tecnica a questo problema, e la sua presenza suggerisce che chi gestiva l’officina aveva ben chiaro il rischio e si era attrezzato per minimizzarlo.

L’indagine dei Carabinieri

Tutto nasce dalla denuncia di furto presentata lo scorso 24 giugno dal proprietario della Volkswagen Tiguan, un modello da circa 40.000 euro, scomparsa in zona Prati. Una denuncia che ha fatto partire un’indagine che ha portato a un’officina in Piazza Dante. A quel punto i Carabinieri hanno fatto irruzione, cogliendo i cinque in flagranza di reato mentre erano alle prese con lo smontaggio proprio del SUV. L’intera area, le attrezzature e i numerosi componenti meccanici rinvenuti sono stati posti sotto sequestro, mentre le parti recuperate della Volkswagen Tiguan saranno restituite al legittimo proprietario. Le immagini condivise dei Carabinieri mostrano un capannone di notevoli dimensioni, che sembra essere lì da anni, e che nessuno fino a quel momento avrebbe mai notato. Un caso che ricorda agli automobilisti quanto sia utile dotarsi di sistemi di localizzazione e quanto quei sistemi, se usati bene, possano aiutare a ritrovare ciò che sembrava perduto per sempre.

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