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Di Francisca e Innocenti medaglie d’argento, ma le loro parole sono oro

Ago 11, 2016

RIO DE JANEIRO – Sono pesantissimi i due argenti che l’Italia ha conquistato nella quinta giornata dei Giochi di Rio. Sono due medaglie che vanno oltre lo sport, per le parole e i gesti che li hanno accompagnati. Dopo l’eliminazione agli ottavi di Arianna Errigo, Elisa Di Francisca, oro a Londra 2012 nel fioretto individuale, non riuscita a difendere lo scettro e si inchinata per 12-11 alla russa Imma Deriglazova, che ha un maestro italianissimo, Stefano Cerioni.

Durante la cerimonia, la campionessa di Jesi ha sventolato una bandiera dell’Unione europea contro il terrorismo e la medaglia di bronzo, la tunisina Boubakri, prima africana a conquistare una medaglia olimpica nella scherma, ha dedicato il suo risultato a tutte le connazionali, alle ragazze, a tutte le donne tunisine e arabe, che occupano un ruolo nuovo nella societ. Sono stati due momenti di grande intensit: in questa fase di scarsa credibilit dello sport, solo gli atleti e la loro coscienza lo potranno salvare. Le regole antidoping sono un colabrodo?

I valori dello sport sono annacquati dal denaro? Devono essere gli atleti stessi a dimostrare di avere una coscienza, una cultura del vivere insieme e sul podio del fioretto Di Francisca e Boubakri l’hanno dimostrato.

Qualcosa di simile avvenuto al poligono di Deodoro con Innocenti, medaglia d’argento un po’ a sorpresa nel double trap dietro il kuwaitiano Fehayd Aldeehani. Il tiratore di Prato, alla quinta Olimpiade, ha confessato che vento, pioggia e condizioni atmosferiche lo hanno disturbato assai. Ha dedicato la medaglia alla famiglia e in particolare alla sorella e ha ricordato di essere l’unico nella squadra di tiro a volo a non appartenere a un corpo dello Stato: questo dimostra che con volont e passione si pu raggiungere qualsiasi traguardo.

Sia come singoli, sia come Paese: Noi Italiani – ha concluso – ci mortifichiamo da soli. Voglio ricordare che il nostro Paese produce eccellenza mondiale nelle armi tanto che tutti i miei colleghi usano materiale italiano. In alcuni ambiti siamo leader e dobbiamo essere fieri del made in Italy che il Paese esporta. Sportivi fieri e coscienti capaci di ribaltare i luoghi comuni: lo sport pu ancora salvare il mondo.

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