• 11 Agosto 2026 18:58

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Rigopiano, le motivazioni della sentenza d’appello bis: “L’assenza della ‘carta valanghe’ …

Ago 11, 2026

AGI – Oggi sono state rese note le motivazioni della sentenza d’appello bis emessa dal Tribunale di Perugia sulla tragedia dell’hotel di Rigopiano, a Farindola (Pescara), travolto da una valanga che provocò 29 morti. “L’assenza della Carta di localizzazione probabile delle valanghe (Clpv) si pone come antecedente causale certo delle conseguenze disastrose della valanga del 18 gennaio 2017, non già per aver cagionato il distacco della valanga (che resta un evento naturale non imputabile di per sé ad alcuno), ma per aver precluso – anche agli altri soggetti istituzionali aventi poteri di intervento in materia di Protezione Civile – ogni possibilità di impedire che il distacco e lo scorrimento della imponente massa nevosa sul versante declive della montagna andasse a provocare la distruzione della struttura alberghiera e la morte di molti di coloro che in quel momento si trovavano all’interno della stessa”.

Le condanne e le assoluzioni

Lo scorso 11 febbraio, la Corte d’appello di Perugia aveva condannato a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci (deceduto il 2 luglio). Erano stati invece assolti l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera.

Era giunta la prescrizione, invece, per gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D’Incecco.”Nell’ambito dela Protezione Civile – scrive la Corte d’appello di Perugia – la Suprema Corte, per non incorrere nell’equivoco che aveva viziato il ragionamento della Corte di Appello di L’Aquila, ha ritenuto utile innanzi tutto differenziare i concetti di ‘pericolo’ e di ‘rischio’, che non possono essere considerati interscambiabili.

Il ‘pericolo’ si riferisce all’evento naturale in sé, mentre il ‘rischio’ e’ il riverbero che il pericolo e’ suscettibile di avere su persone e cose. Il pericolo mantiene quindi una prevalente dimensione naturalistica, mentre il rischio e’ connesso a decisioni umane ed e’ pertanto tendenzialmente contenibile”.

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