• 19 Ottobre 2026 15:46

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Retromarcia al casello, ora si può fare: ma solo in questo caso

Ott 19, 2026

Quante volte, fermi in coda davanti a una sbarra che non ne vuole sapere di alzarsi, ci siamo chiesti cosa fare? Aspettare o tentare l’impossibile e indietreggiare di qualche metro per cambiare pista?

Il nuovo Codice della Strada prova a mettere ordine nella faccenda, introducendo un’eccezione che farà piacere a molti automobilisti, anche se con paletti molto precisi.

Il casello non funziona

La novità è contenuta nello schema di decreto legislativo “Nuovo Codice della strada”, approvato dal governo il 13 ottobre e trasmesso il giorno dopo al Consiglio di Stato, alla Conferenza Unificata e alle commissioni parlamentari, che dovranno esprimere pareri non vincolanti. Il via libera definitivo è atteso entro il 13 marzo 2027.

L’articolo 54 conferma il divieto di fare retromarcia su carreggiate, rampe, svincoli e corsie di emergenza di autostrade e strade extraurbane principali, ma apre uno spiraglio proprio sulle piste delle stazioni di esazione: la manovra sarà ammessa in caso di avaria delle barriere o di altri dispositivi.

Tradotto in parole semplici, se la sbarra non si alza o il sistema di pagamento è fuori uso, si potrà indietreggiare per raggiungere un’altra pista funzionante, senza rischiare una sanzione.

Attenzione, però, a non fraintendere: la retromarcia non diventa un jolly da usare a piacimento. Se si è imboccata per distrazione la corsia riservata al telepedaggio o si è sbagliata la pista, la manovra resta vietata. Il guasto, insomma, deve essere reale e non una scusa per rimediare a un errore. Restano inoltre consentite, come già oggi, le manovre indispensabili nelle aree di servizio e di parcheggio.

Sale la multa in caso di violazione

Mentre si allarga una piccola porta, si stringe quella delle sanzioni. Oggi il Codice vigente, all’articolo 176, vieta la retromarcia su carreggiate, rampe e svincoli delle autostrade e delle extraurbane principali, corsie di emergenza comprese, e il divieto si applica di fatto anche alle piste dei caselli, qualunque sia il motivo.

Chi viene sorpreso rischia una multa di 430 euro, che scende a 301 se si paga entro cinque giorni dalla notifica del verbale, oltre alla perdita di dieci punti dalla patente, il massimo che si può perdere con una sola violazione per un conducente comune.

Nella tabella delle violazioni allegata al nuovo testo, la sanzione per chi fa retromarcia su carreggiate, rampe, svincoli e corsie di emergenza sale a 500 euro, mantenendo i dieci punti di decurtazione. Un aumento che manda un messaggio chiaro: la sicurezza sulle autostrade non ammette distrazioni, e le eccezioni sono tali proprio perché ristrette a pochi casi concreti.

Le novità del nuovo codice della strada

Quella della retromarcia al casello è solo una delle tante modifiche contenute nel nuovo impianto normativo, che sta ridisegnando regole, multe e responsabilità di chi si mette al volante, ma anche di chi va a piedi. Tra le ultime revisioni, ad esempio, è sparita la multa da 75 euro per i pedoni distratti dallo smartphone, mentre restano nuovi obblighi di prudenza sulle strisce.

Sul fronte assicurativo sono previste verifiche telematiche mensili e sanzioni più pesanti, da 1.000 a 4.000 euro, per chi circola senza copertura.

Il percorso, però, è ancora lungo. Il testo deve ricevere i pareri richiesti e tornare in Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva, e nel frattempo non è escluso che alcune norme vengano ancora ritoccate. Quel che è certo è che, per ora, la regola resta quella di sempre: al casello, almeno finché il Codice non cambia davvero, meglio non mettere la retromarcia.

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