• 11 Ottobre 2026 19:51

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Qualifica GP Singapore: Ferrari sfiora la vetta, Hamilton aveva la pole nel piede

Ott 10, 2026

Ferrari mette assieme una super qualifica, ma ancora una volta manca il guizzo finale per stare davanti a tutti. Leclerc è secondo a 54 millesimi, mentre Hamilton aveva nel piede la pole position ma la getta via per una serie di sbavature nell’ultimo tentativo del Q3. Nulla è perduto, la gara sarà lunga. Ma partire davanti a tutti sarebbe stato decisamente meglio.

GP Singapore, gara sprint: Ferrari ottiene un doppio podio incoraggiante

Sotto i riflettori di Singapore, la pioggia rimescola le carte e trasforma la Sprint Race in una partita a scacchi ad altissima tensione. Dopo un ritardo di mezz’ora, trascorso osservando le caute ricognizioni della Safety Car, la direzione gara opta per una partenza da fermo. Le due Ferrari si schierano in griglia con le intermedie, pronte a scattare in seconda marcia per non pattinare su un asfalto insidioso, spaccato a metà tra un settore centrale asciutto e le zone estreme ancora bagnate. d’acqua.

Allo spegnersi dei semafori, è l’istinto a fare la differenza. Lewis Hamilton sfodera uno scatto felino, aggredendo la prima curva e piazzandosi subito alle spalle del leader Max Verstappen, trascinandosi dietro il compagno. Il ritmo, però, viene brutalmente spezzato al secondo giro: Russell perde il controllo all’ultima piega, distrugge la vettura contro le barriere e costringe la direzione a neutralizzare la corsa.

Nel caos generale, condito anche dal ritiro di un’Alpine, il muretto Ferrari sceglie la via della continuità. Nessun pit stop, si difende la posizione in pista, come tutti gli altri. La vera gara esplode al settimo giro. Con il tracciato che va progressivamente asciugandosi, la sfida si sposta dalla prestazione pura alla sopravvivenza tecnica delle coperture.

Le mescole intermedie, fuori dalla loro finestra ideale, rischiano il collasso termico. Lewis inizia una danza certosina, allargando le traiettorie a caccia delle zone umide per raffreddare la gomma, provando a restare incollato agli scarichi della RB22. Ma Verstappen, in queste condizioni ibride, è un metronomo implacabile. L’olandese gestisce chirurgicamente la trazione.

Lo fa specie spegnendo ogni velleità di attacco e costruendo un margine di sicurezza incolmabile. Nel finale, rientrare ai box per montare le slick sarebbe un suicidio strategico. I piloti stringono i denti portando le tele al traguardo. Verstappen domina indisturbato, ma la Ferrari festeggia un solido doppio podio. A rubare l’occhio, però, è la gestione magistrale del pluricampione britannico.

In appena tredici giri di gara effettiva rifila ben tredici secondi a un Leclerc in palese sofferenza, chiudendo a soli quattro secondi dalla vetta. Il monegasco si accontenta del terzo gradino, salvato in extremis da un clamoroso scontro fratricida tra le due McLaren proprio all’ultima tornata, epilogo perfetto per un sabato al cardiopalma.

GP Singapore, Qualifica: Ferrari sfiora la pole

La notte di Singapore porta con sé l’odore un dubbio. Riuscirà la Rossa a fare meglio della qualifica sprint di ieri? Le SF-26 rompono il silenzio e aggrediscono la pista ancor prima del semaforo verde, calzate con le Pirelli a banda rossa. Il warm-up è un rito sacro, un passaggio obbligato per accendere la prestazione. Nei primi palpiti del Q1, Lewis mette subito le carte in tavola.

L’inglese danza tra i muretti con una naturalezza disarmante e si prende la vetta. Leclerc incassa un paio di decimi di ritardo, costretto a rincorrere il ritmo del compagno. Una bandiera gialla per la Red Bull di Hadjar congela momentaneamente le ostilità, ma al rientro in pista le Rosse blindano le prime due posizioni, con il sette volte iridato davanti a tutti.

Il Q2 sposta il campo di battaglia sui monitor della telemetria. Gli ingegneri scrutano i dati a caccia del compromesso perfetto tra la trazione brutale in uscita dalle curve lente e la fame di chilometri orari sui rettilinei. La monoposto italiana divora le pieghe asiatiche, ma Lewis avverte un leggero sottosterzo e rientra ai box per un ritocco all’ala anteriore.

Charles, al contrario, lotta contro una vettura scivolosa. Un’incomprensione sulla temperatura delle gomme gli toglie fiducia. Bozzi lo rassicura via radio. Il monegasco abbassa la visiera, resetta i riferimenti e piazza la zampata che lo porta in quarta posizione. Nel frattempo, l’ombra di Max Verstappen si allunga sui tempi sul giro, minacciosa e carica di cavalli inespressi.

Il momento della verità esplode nel Q3. I muretti si stringono, pronti a punire il minimo errore. Charles Leclerc è il primo a sfidare il cronometro. Una guida pulita, forse troppo, che lascia intatte frazioni di secondo preziose sull’asfalto. Hamilton, invece, forza il limite. L’inglese aggredisce la curva 17, ma la vettura scarta e brucia un decimo cruciale. La pole position è a un respiro. Tutto si decide all’ultimo.

Lewis si lancia ma smarrisce la magia: imprecisioni sparse nei tre settori lo condannano a un tempo anonimo. Leclerc, invece, fonde talento e disperazione. Il monegasco pennella ogni traiettoria, accarezza le barriere e chiude un giro capolavoro. Il traguardo lo premia, ma la gioia è strozzata. Il tabellone lo rilega al secondo posto per un’inezia: 54, crudeli, millesimi dalla pole position.

GP Singapore, classifica finale qualifica: Ferrari per un soffio non colora la prima fila di rosso

POS
NO
DRIVER
TEAM
Q1
Q2
Q3
LAPS
1
3
Max Verstappen
Red Bull Racing
1:33.241
1:31.639
1:31.373
15
2
16
Charles Leclerc
Ferrari
1:32.774
1:31.953
1:31.427
25
3
44
Lewis Hamilton
Ferrari
1:32.429
1:31.529
1:31.496
25
4
12
Kimi Antonelli
Mercedes
1:33.601
1:32.079
1:31.562
23
5
4
Lando Norris
McLaren
1:32.775
1:31.895
1:31.712
24
6
63
George Russell
Mercedes
1:33.617
1:32.212
1:31.747
23
7
81
Oscar Piastri
McLaren
1:33.076
1:32.245
1:31.860
22
8
10
Pierre Gasly
Alpine
1:33.182
1:32.602
1:32.225
22
9
30
Liam Lawson
Racing Bulls
1:32.885
1:32.319
1:32.369
21
10
41
Arvid Lindblad
Racing Bulls
1:33.288
1:32.498
1:32.781
21
11
27
Nico Hulkenberg
Audi
1:33.147
1:32.784
–
19
12
87
Oliver Bearman
Haas F1 Team
1:33.356
1:32.908
–
12
13
31
Esteban Ocon
Haas F1 Team
1:33.803
1:33.323
–
15
14
55
Carlos Sainz
Williams
1:33.774
1:33.526
–
15
15
5
Gabriel Bortoleto
Audi
1:34.169
1:33.658
–
19
16
43
Franco Colapinto
Alpine
1:33.261
1:33.787
–
14
17
14
Fernando Alonso
Aston Martin
1:34.223
–
–
9
18
23
Alexander Albon
Williams
1:34.289
–
–
10
19
18
Lance Stroll
Aston Martin
1:34.946
–
–
8
20
11
Sergio Perez
Cadillac
1:35.123
–
–
8
21
77
Valtteri Bottas
Cadillac
1:35.984
–
–
10
RT
6
Isack Hadjar
Red Bull Racing
–
–
–
3

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