AGI – Prosegue senza sosta il lavoro dei carabinieri del comando provinciale di Roma e della polizia locale, i quali coordinati dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani provano da cinque giorni a dare un volto agli aggressori dell’attore Davide Iacopini, ricoverato in gravissime condizioni e in prognosi riservata all’ospedale San Camillo.
Proprio ieri c’è stato un vertice in procura tra gli investigatori e i magistrati per fare il punto sulle indagini, ma da quanto si apprende da fonti investigative il cerchio attorno ai due giovani forse minorenni che hanno spinto sul selciato l’attore nel quartiere Monteverde la notte del 5 ottobre scorso mentre si trovava a bordo di un monopattino, non è ancora chiuso.
I punti fermi
Al momento, le certezze sono poche. Si sa che i due giovani viaggiavano a bordo di una mini car nera, forse elettrica – hanno ipotizzato gli investigatori – in base al fatto che i testimoni del fatto non avrebbero sentito il rumore dell’auto mentre arrivava.
Ma questa resta solo un’ipotesi, dunque. Così come non è un fatto certo, anzi – tra chi indaga c’è chi lo esclude -, che possa essersi trattato di una challenge, cioè di una sfida social, come pure in un primo momento era trapelato, anche perchè l’analisi dei social network da parte degli investigatori non ha portato, finora, ad ottenere nessun riscontro. Inoltre, non esiste un identikit degli aggressori.
L’unico dettaglio sull’aspetto fisico di uno degli aggressori (biondo con i capelli lunghi) è stato fornito dalla sorella di un uomo che si trovava a Roma di passaggio e che vive in Francia, la quale ha raccontato alla trasmissione Chi l’ha Visto che il fratello ha subito un’aggressione la stessa notte dell’aggressione a Iacopini, con modalità simili, mentre si trovava in bicicletta nei pressi di Testaccio.
L’uomo, intanto, attende di ritornare in Italia per formalizzare la denuncia. Ma sulla scrivania dei carabinieri della stazione di Monteverde sono quattro le denunce finora presentate; oltre all’episodio che riguarda Iacopini per cui si è proceduto d’ufficio data la gravità del fatto, infatti, tra il 4 e 5 ottobre si contano sei episodi di questo tipo.
L’ultima vittima
L’ultima vittima della “banda della minicar” ad aver denunciato, ieri, è un professore in pensione di 67 anni, che la sera del 4 ottobre è stato colpito in viale dei Quattro Venti da un bastone in plastica.
“Stavo camminando e qualcuno mi ha colpito al fianco con un bastone”, ha raccontato l’uomo ai carabinieri che intanto stanno setacciando la zona compresa tra Colli Portuensi, Testaccio, Monteverde e il Gianicolo. Già, perchè è in questo quadrante della Roma signorile che sono avvenute tutte le aggressioni e, quindi, chi indaga sta vagliando i filmati delle telecamere presenti nella zona. Tuttavia, la copertura della targa della minicar con un elastico nero sta rendendo complicato il lavoro dei carabinieri nell’identificazione dei responsabili, mentre l’unico elemento certo emerso sull’auto è che avrebbe una vistosa ammaccatura sulla parte anteriore destra. Appare ancora senza soluzione, quindi, il “giallo di Monteverde”.
Quello che è certo, finora, è che due giovanissimi hanno ridotto in fin di vita un attore brillante del cinema italiano e solo per caso non hanno provocato danni fisici ben più gravi ad altre 5 persone. “Davide ha preso il monopattino, ci ha salutato, stava tornando a casa quando una macchinetta si è affiancata. Gli hanno dato un calcio, lui è caduto, ha sbattuto la testa e quindi adesso è ricoverato in prognosi riservata. E’ in coma. Sono affranto, è scioccante perchè tu vedi una persona cinque minuti prima, ti saluti, e dopo 24 ore arriva questa notizia e rimani sconvolto”, ha detto il collega di Iacopini, Francesco Montanari, che con lui aveva recitato fino a qualche giorno fa in una serie Netflix.